Sentenza del 05/12/2018 n. 31401 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle entrate aveva recuperato maggiore IRPEG e ILOR per il 1995, contestando la deduzione di costi relativi all'acquisto di latte documentato da fatture emesse da Via Lattea s.p.a. e Olona s.s. Secondo l'Amministrazione, i contratti di soccida con allevatori che avevano superato le rispettive quote latte erano simulati e le soccidanti erano meri soggetti interposti; pertanto, le fatture riguardavano operazioni soggettivamente inesistenti e i costi non erano certi, effettivi o inerenti. La società ha sostenuto, tra l'altro, l'efficacia riflessa di precedenti giudicati favorevoli a Via Lattea s.p.a. e la deducibilità dei costi effettivamente sostenuti.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo limitatamente ai costi derivanti dalle fatture di Via Lattea s.p.a., riconoscendo efficacia riflessa ai giudicati formatisi nei rapporti tra Via Lattea e Agenzia delle entrate: per il 1995 il contratto di soccida non era stato ritenuto simulato, sicché i relativi costi dovevano considerarsi certi, effettivi e non riferiti a operazioni soggettivamente inesistenti. Nessun giudicato, neppure riflesso, è stato invece riconosciuto per le fatture di Olona s.s. La Corte ha inoltre accolto i motivi relativi alla necessità di verificare l'effettiva sussistenza, l'ammontare e l'inerenza dei costi, anche quando riferiti a operazioni soggettivamente inesistenti. Ha dichiarato inammissibili i motivi concernenti l'onere della prova e vizi motivazionali e ha rigettato le censure sulle presunzioni. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
Art. 2909 c.c.
L'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato non estende i suoi effetti, né è vincolante, nei confronti dei terzi, ma può spiegare efficacia riflessa verso soggetti estranei al giudizio in determinate condizioni.
Il giudicato può avere efficacia riflessa verso un terzo quando il rapporto del terzo non è autonomo e indipendente rispetto a quello deciso, purché il terzo non subisca un pregiudizio giuridico in assenza di una specifica previsione normativa.
Art. 2697 c.c.
Ripartizione dell'onere della prova.
La violazione della norma ricorre quando il giudice attribuisce l'onere della prova alla parte diversa da quella cui spetta; non può essere utilizzata per contestare semplicemente la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito.
Artt. 2727 e 2729 c.c.
Le presunzioni devono essere gravi, precise e concordanti.
Gli elementi indiziari possono fondare l'accertamento quando consentono un'inferenza probabilistica univoca, risultano concreti e non sono contraddetti da elementi probatori dissonanti. La contestazione deve riguardare specificamente tali requisiti.
Art. 75, comma 4, vecchio TUIR
I componenti negativi sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi.
Anche i costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti possono essere dedotti ai fini delle imposte sui redditi se il contribuente dimostra la loro effettiva sussistenza, l'ammontare e l'inerenza all'attività d'impresa, salvo che l'operazione integri un illecito penale incompatibile con l'inerenza.
Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c.
Il n. 3 riguarda la violazione o falsa applicazione di norme di diritto; il n. 5 riguarda l'omesso esame di un fatto decisivo.
Non è ammissibile dedurre formalmente una violazione di legge per ottenere, in realtà, una rivalutazione del merito o delle prove. La Cassazione controlla la corretta applicazione del diritto e l'esistenza di un effettivo omesso esame di un fatto decisivo, senza sostituirsi al giudice di merito nella valutazione complessiva delle prove.
Massime di principio
- Un giudicato formatosi tra l'Amministrazione e un soggetto coinvolto nella medesima operazione può riflettersi sulla posizione di un terzo contribuente quando il rapporto controverso non è autonomo e indipendente; tuttavia, l'effetto non si estende automaticamente a soggetti o rapporti rimasti estranei a quel giudizio.
- La qualificazione di un contratto come simulato o di un'operazione come soggettivamente inesistente deve essere sostenuta da presunzioni gravi, precise e concordanti, non dalla sola deviazione dallo schema contrattuale tipico.
- La fattura soggettivamente inesistente non comporta automaticamente l'indeducibilità del costo ai fini delle imposte sui redditi: il contribuente deve provare che il costo è stato realmente sostenuto, il suo ammontare, l'inerenza e, secondo il caso concreto, l'assenza di un coinvolgimento in condotte penalmente illecite.
- Nel giudizio di cassazione occorre distinguere la contestazione dell'errata attribuzione dell'onere della prova dalla contestazione della valutazione delle prove: la prima riguarda la violazione di legge, mentre la seconda deve rispettare i limiti del vizio motivazionale.
- Il rinvio disposto dalla Cassazione non equivale a una vittoria definitiva sull'intera controversia: il giudice di merito deve riesaminare i costi residui, in particolare quelli riferiti a soggetti non coperti dal giudicato, applicando i principi indicati dalla Corte.
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