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Sentenza

Sentenza n. 15063/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'annullamento della dichiarazione di decadenza ex art 5 rubricato “ Sospensione, Decadenza e Revoca dell’assegnazione” – Avvisi pubblici nn.1794 e 1795 del 18.10.2022 – mancato pagamento oneri concessori impianti sportivi “ Gianluca Paolucci” Via degli Ulivi e “Rogazionisti” via Vecchia Velletri, notificata l’08.06.2023.

Giustizia amministrativa202310884

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: dichiarazione di decadenza dall'assegnazione in concessione di due impianti sportivi comunali, con intimazione al rilascio e ingiunzione di pagamento dei canoni

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'associazione ricorrente ha impugnato la dichiarazione di decadenza dalle assegnazioni degli impianti sportivi comunali, adottata per il mancato pagamento degli oneri concessori. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione dei principi di gradualità, proporzionalità e adeguatezza, sostenendo che la morosità residua, pari a euro 3.676,29 per i canoni relativi ai mesi di novembre e dicembre 2022, fosse esigua e non giustificasse la decadenza. Il Comune ha eccepito l'irricevibilità del ricorso per tardività, assumendo l'applicabilità dell'art. 120, comma 5, c.p.a., e ne ha comunque dedotto l'infondatezza, evidenziando la reiterata condotta inadempiente dell'associazione e le ingenti morosità maturate anche negli anni precedenti. Ha inoltre rilevato che il pagamento dei canoni era avvenuto soltanto dopo la comunicazione della decadenza, nella stessa giornata, a distanza di circa due mesi dalla diffida.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso con sentenza in forma semplificata, ritenendolo manifestamente infondato e prescindendo dall'esame dell'eccezione di tardività. Il giudice ha applicato il criterio secondo cui la gravità dell'inadempimento, ai fini della risoluzione o decadenza da una concessione, deve essere valutata complessivamente, considerando non soltanto l'incidenza economica del singolo mancato pagamento, ma anche il peso degli inadempimenti sullo svolgimento del rapporto concessorio. Nel caso concreto, dalle emergenze probatorie risultava che il rapporto fosse stato caratterizzato negli anni da una condotta inadempiente e da un andamento estremamente formale, non fluido, incompatibile con le esigenze proprie delle concessioni pubbliche. Il pagamento del debito contestato, sebbene di importo esiguo, era intervenuto solo dopo la comunicazione della decadenza e non nei termini indicati nella diffida. Tali circostanze rendevano proporzionata la decadenza, quale esito complessivo della reiterata morosità, e non soltanto della singola omissione. Le spese di lite sono state compensate in ragione della risalenza della lite.

Norme richiamate

  • art. 1455 c.c.

    Ritenuto, in disparte l’eccezione di tardività del ricorso, che il ricorso sia manifestamente infondato atteso che - in applicazione del principio di diritto statuito da Consiglio di Stato, sentenza n. 2391 del 12 aprile 2019, per il quale ai fini della risoluzione di una concessione, la valutazione della gravità dell’inadempimento, anche in un’ottica civilistica ex art. 1455 c.c., deve esser svolta in modo complessivo, con ciò dovendosi esaminare non solo l’incidenza sull’equilibrio economico dei singoli inadempimenti, ma anche il peso che tali inadempimenti hanno avuto sullo svolgimento del servizio oggetto della concessione – dalle emergenze probatorie agli atti è emerso che lo svolgimento del rapporto negoziale tra le parti è invero risultato, nel corso degli anni di interesse, estremamente formale, e non già fluido come richiesto soprattutto nel caso di concessioni pubbliche, tant’è che il singolo episodio in contestazione, proprio perché di esiguo importo, è in realtà la prova che neanche in tal caso il pagamento del quantum debeatur è avvenuto nei tempi indicati nella diffida, ma a distanza di circa 2 mesi e a stretto immediato ridosso della comunicazione di decadenza;

    La gravità dell'inadempimento deve essere apprezzata globalmente, valutando sia l'incidenza economica del singolo episodio sia la sua collocazione nell'andamento complessivo del rapporto concessorio e gli effetti sul regolare svolgimento del servizio. Anche un debito di importo esiguo può giustificare la decadenza se si inserisce in una reiterata condotta morosa e il pagamento avviene tardivamente, dopo l'atto decadenziale.

  • art. 74 c.p.a.

    Visto l’art. 74 c.p.a., secondo cui “nel caso in cui ravvisi la manifesta […] infondatezza del ricorso, il giudice decide con sentenza in forma semplificata. La motivazione della sentenza può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo ovvero, se del caso, ad un precedente conforme”;

    Quando il ricorso è manifestamente infondato, il giudice può definirlo con sentenza in forma semplificata, fondando la motivazione sul punto di fatto o di diritto risolutivo o su un precedente conforme.

Massime di principio

  • Ai fini della decadenza o risoluzione di una concessione pubblica per inadempimento, la gravità dell'inadempimento deve essere valutata complessivamente, considerando non solo l'importo del singolo debito, ma anche la reiterazione degli inadempimenti, l'andamento globale del rapporto e l'incidenza della condotta sul regolare svolgimento del servizio.
  • L'esiguità economica del singolo mancato pagamento non esclude la legittimità della decadenza quando esso si inserisce in una pregressa e persistente condotta morosa e il pagamento interviene tardivamente, dopo la diffida e a ridosso della comunicazione della decadenza.
  • La decadenza da una concessione pubblica può essere proporzionata anche in presenza di un debito singolarmente modesto, se il comportamento complessivo del concessionario ha reso il rapporto non fluido e incompatibile con le esigenze di regolare gestione del servizio pubblico.
  • Il ricorso manifestamente infondato può essere definito con sentenza in forma semplificata mediante sintetico riferimento alla questione di fatto o di diritto risolutiva o a un precedente conforme.

Come è indicizzato

MaterieImpianti sportiviConcessioni demaniali idriche, lacuali e portualiDecisione e riti speciali
RamiSportDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaAutotutela decisoriaEfficacia ed esecutorietà

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