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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 21219/2022 del 05/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La HDI impugnava la sentenza d'appello che aveva rigettato la sua domanda di surrogazione perché aveva ritenuto che il rapporto tra la proprietaria del veicolo (ClassiCon Vertrieb) e l'hotel non fosse un deposito contrattuale e che quindi il diritto di credito fosse di natura aquiliana, soggetto alla prescrizione quinquennale ex art. 2947 c.c. La HDI sosteneva invece che il veicolo era stato affidato in deposito (anche se appartenente a una società terza) e che, per tale natura contrattuale, il diritto al risarcimento in capo al depositante (e nel quale HDI si era surrogata ex art. 1916 c.c.) fosse soggetto alla prescrizione decennale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale della HDI, dichiarando inammissibile soltanto la censura relativa alla valutazione di fatto sulla qualifica del soggetto che consegnò il veicolo. Ha affermato che il contratto di deposito avente ad oggetto beni di terzi costituisce un contratto a favore del terzo (art. 1411 c.c.) e che, quindi, i diritti nascenti dal deposito ricadono direttamente sul terzo titolare della cosa; ne consegue che la pretesa di natura contrattuale è soggetta alla prescrizione decennale. La Corte ha cassato la sentenza d'appello nella parte relativa alla prescrizione e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Venezia, in diversa composizione, per nuovo esame e per decidere sulle spese del giudizio di legittimità; ha inoltre dichiarato assorbito il ricorso incidentale.

Norme richiamate

  • art. 1916 c.c.

    Riconosciuta la surrogazione dell'assicuratore HDI nei diritti vantati dalla ClassiCon Vertrieb a seguito dell'indennizzo corrisposto; HDI può agire nei diritti del depositante/terzo.

  • art. 2947 c.c.

    La Corte d'appello aveva applicato la prescrizione quinquennale prevista da questo articolo ritenendo la natura aquiliana del diritto; la Cassazione ha invece escluso tale applicazione ove il diritto derivi da un contratto di deposito a favore del terzo.

  • art. 1411 c.c.

    Il contratto di deposito avente ad oggetto beni altrui è qualificato come contratto a favore del terzo: il terzo titolare della cosa acquista diritti direttamente derivanti dal contratto e le relative azioni hanno natura contrattuale.

  • Giurisprudenza (Sez. 3, Sent. n. 12972 del 27/05/2010)

    Richiamata per confermare che il titolare dell'azione risarcitoria per la perdita o il deterioramento delle cose depositate può essere non solo il depositante ma anche il terzo che ha titolo a esigere la restituzione.

Massime di principio

  • Se un bene di proprietà di terzi è affidato con un contratto di deposito, tale contratto può essere qualificato come contratto a favore del terzo ai sensi dell'art. 1411 c.c., e quindi le azioni del terzo hanno natura contrattuale.
  • L'assicuratore che ha indennizzato il proprietario si surroga nei diritti di quest'ultimo ex art. 1916 c.c. e può esercitare le azioni spettanti al soggetto nel cui interesse il bene era depositato.
  • La prescrizione da applicare alla pretesa dipende dalla natura del diritto (contrattuale o extracontrattuale): diritti derivanti da deposito a favore del terzo sono soggetti alla prescrizione decennale, non alla quinquennale.
  • Le censure di fatto (es. qualificazione della posizione di un soggetto sulla base delle prove) sono generalmente inammissibili in Cassazione; la Corte controlla invece la corretta qualificazione giuridica del rapporto e l'interpretazione di norme.
  • In situazioni simili è necessario verificare non solo chi ha materialmente consegnato il bene, ma la natura giuridica dell'accordo intercorso (deposito/subdeposito) e se il contratto produce effetti direttamente nella sfera giuridica del proprietario/terzo.

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