Sentenza n. 255/2026 - Potenza, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di autorizzazione paesaggistica per la realizzazione di un complesso turistico-ricettivo di 29.500 mc.
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato il diniego regionale di autorizzazione paesaggistica, adottato dopo una precedente sentenza che aveva imposto alla Regione di concludere il procedimento avviato con l'istanza del 2021. Il diniego era motivato dalla mancata approvazione del Piano Paesistico Esecutivo d'Ambito. Sono stati dedotti: eccesso di potere per illogicità, poiché l'inerzia nella formazione del piano sarebbe imputabile alla Regione; sviamento, assumendo che la previsione del piano non potesse tradursi in un'inedificabilità perpetua; violazione del principio di proporzionalità, per non avere l'amministrazione verificato la compatibilità dell'intervento con il vigente Piano Paesistico di Area Vasta; violazione dei principi di correttezza, buona fede e legittimo affidamento per la mancata approvazione del piano per oltre un trentennio; violazione dell'art. 97 Cost. per il mancato rispetto del buon andamento e di un termine ragionevole; violazione dell'art. 42 Cost. a tutela della proprietà privata; nonché violazione dei principi generali dell'azione amministrativa per non avere svolto una valutazione sostanziale dell'istanza.
La decisione
Il TAR ha respinto tutte le censure. La disciplina regionale applicabile prevede che il Piano Territoriale Paesistico di Area Vasta sia direttamente applicabile per le norme di tutela della conservazione, ma sospende, nelle more dell'approvazione del Piano Paesistico Esecutivo d'Ambito, le trasformazioni edilizie soggette a verifica di ammissibilità e alla previa redazione dello studio di impatto ambientale. Il Collegio ha ritenuto che tale disciplina sia applicabile all'intervento progettato e che la realizzazione presupponga l'approvazione del Piano Paesistico Esecutivo d'Ambito o, in alternativa, di un Piano Particolareggiato Esecutivo comunale autorizzato e approvato dalla Regione. La deroga elaborata dalla giurisprudenza per il rilascio del titolo edilizio in assenza dello strumento attuativo, ammessa per il solo lotto residuale o intercluso in area completamente urbanizzata, non è stata ritenuta applicabile, poiché dalla documentazione fotografica non risultava tale situazione. Il diniego, pertanto, non è stato considerato illogico, sviato o sproporzionato. Il TAR ha inoltre precisato che l'eventuale inerzia dell'amministrazione nell'adozione dello strumento paesistico può essere contestata mediante il rito avverso il silenzio-inadempimento, anche quando si tratti di atti generali di pianificazione o programmazione, purché sussista un obbligo dell'amministrazione di pronunciarsi sull'istanza. Nulla per le spese, non essendosi costituite le amministrazioni.
Norme richiamate
art. 1, comma 1, n. 4, L.R. Basilicata n. 3/1990
Individua il Piano Territoriale Paesistico di Area Vasta relativo a Metaponto tra quelli approvati dalla legge regionale.
art. 5, comma 1, L.R. Basilicata n. 3/1990
sono vincolanti per i privati e prevalgono nei confronti dei soggetti pubblici, nonché sulle previsioni degli strumenti di pianificazione urbanistica
Attribuisce efficacia vincolante ai Piani Territoriali Paesistici di Area Vasta nei confronti dei privati e prevalente rispetto alla pianificazione urbanistica.
art. 6, commi 2 e 4, L.R. Basilicata n. 3/1990
nelle more della formazione del Piano Paesistico Esecutivo d’Ambito, sono sospese le trasformazioni
Prevede la sospensione delle trasformazioni edilizie interessate fino all'approvazione dello strumento paesistico esecutivo, secondo le condizioni e le verifiche previste dalla legge regionale.
art. 7, commi 6 e 7, L.R. Basilicata n. 3/1990
Disciplina la formazione dei Piani Paesistici Esecutivi d'Ambito, consentendo ai Comuni di chiedere la redazione di piani particolareggiati esecutivi comunali sostitutivi, e stabilisce la validità decennale dei piani d'ambito.
art. 2, comma 1, l. n. 241/1990
È applicabile anche agli atti amministrativi generali, di pianificazione e programmazione quando l'amministrazione sia obbligata a pronunciarsi sull'istanza, consentendo il rito contro il silenzio-inadempimento.
artt. 31 e 117 c.p.a.
Consentono l'azione avverso il silenzio-inadempimento anche in relazione a istanze dirette all'adozione o approvazione di strumenti urbanistici o paesistici attuativi, quando sussista un obbligo di provvedere.
art. 9 d.P.R. n. 380/2001
È richiamato quale disciplina provvisoria applicabile in assenza di strumenti urbanistici generali, senza escludere il dovere dell'amministrazione di pianificare il territorio.
art. 97 Cost.
È stato invocato dalla ricorrente in relazione al buon andamento, ma il motivo è stato ritenuto infondato.
art. 42 Cost.
È stato invocato in relazione alla garanzia della proprietà privata, ma il motivo è stato ritenuto infondato.
Massime di principio
- Quando la disciplina regionale subordina le trasformazioni edilizie all'approvazione di uno strumento paesistico esecutivo o attuativo, la mancata approvazione di tale strumento impedisce il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e del conseguente titolo edilizio, salvo che ricorra una specifica eccezione prevista dall'ordinamento.
- L'eccezione che consente di edificare in assenza dello strumento urbanistico o paesistico attuativo opera esclusivamente per il lotto residuale o intercluso inserito in un'area completamente urbanizzata, nella quale tutte le altre aree siano edificate e siano già presenti le opere di urbanizzazione; non opera invece in presenza di edificazione disomogenea.
- L'inerzia dell'amministrazione nell'adozione o approvazione di uno strumento generale, di pianificazione o di programmazione non rende automaticamente illegittimo il diniego fondato sulla disciplina vigente; l'inerzia può essere contestata autonomamente mediante l'azione avverso il silenzio-inadempimento, quando sussista uno specifico obbligo di provvedere sull'istanza.
- Il rito avverso il silenzio-inadempimento è applicabile anche alle istanze riguardanti l'adozione o approvazione di strumenti urbanistici o paesistici attuativi ed esecutivi, purché l'amministrazione sia tenuta a pronunciarsi; l'esclusione delle regole sulla partecipazione procedimentale per gli atti generali non esclude l'applicazione dell'obbligo generale di conclusione del procedimento.
- La mera durata dell'inerzia amministrativa nella formazione dello strumento paesistico non consente al privato di ottenere il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in contrasto con una disciplina regionale che sospende le trasformazioni fino all'approvazione dello strumento attuativo.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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