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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36434/2026 del 15/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è proposto contro una sentenza della Corte d'appello di Genova. L'imputato, condannato per rapina aggravata ai sensi dell'art. 628, comma 3, nn. 1 e 3-quinquies, c.p., deduce violazione di legge e illogicità della motivazione in relazione agli artt. 62-bis, 69 e 133 c.p., lamentando che, pur essendo state riconosciute prevalenti sulle aggravanti le circostanze attenuanti generiche, non sia stata applicata la massima riduzione della pena. La decisione non riporta la pena inflitta né ulteriori dettagli fattuali del reato.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. I motivi sono aspecifici perché non si confrontano con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva indicato gli elementi ostativi a un'ulteriore riduzione della pena dopo il riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche. Le doglianze sono inoltre manifestamente infondate: la motivazione è presente, lineare e coerente e dà conto sia degli elementi valutati per rideterminare la pena in melius sia della gravità del fatto, ritenuta ostativa a un'ulteriore mitigazione. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Decisione del 22 settembre 2026.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    gli elementi ritenuti ostativi alla riduzione della pena a seguito della concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti di cui all’art. 628 comma 3 n. 1 n. 3 quinquies cod. pen.

    La concessione delle attenuanti generiche, anche quando prevalenti sulle aggravanti, non impone di per sé la massima riduzione della pena; il giudice può negare un'ulteriore mitigazione dando conto degli elementi ostativi.

  • art. 69 c.p.

    gli elementi ritenuti ostativi alla riduzione della pena a seguito della concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti di cui all’art. 628 comma 3 n. 1 n. 3 quinquies cod. pen.

    La prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti non comporta automaticamente la massima diminuzione della pena, che resta subordinata alla valutazione motivata degli elementi del caso.

  • art. 133 c.p.

    sia a quelli relativi alla gravità del fatto, preclusivi all’ulteriore mitigazione del trattamento punitivo

    La gravità del fatto può essere valutata ai fini della commisurazione della pena e giustificare il diniego di un'ulteriore riduzione, purché la decisione dia conto degli elementi considerati.

  • art. 628, comma 3, nn. 1 e 3-quinquies, c.p.

    gli elementi ritenuti ostativi alla riduzione della pena a seguito della concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti di cui all’art. 628 comma 3 n. 1 n. 3 quinquies cod. pen.

    La disposizione individua le aggravanti della rapina cui si riferisce il giudizio di comparazione; nel caso deciso, la loro soccombenza rispetto alle attenuanti generiche non determinava automaticamente la massima diminuzione della pena.

Massime di principio

  • La prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti non comporta automaticamente l'applicazione della massima riduzione della pena: il giudice può negare un'ulteriore mitigazione sulla base della gravità del fatto e di altri elementi pertinenti, purché la motivazione dia conto della valutazione.
  • È aspecifico il motivo di ricorso che censura la determinazione della pena senza confrontarsi con le ragioni espresse nella sentenza impugnata per escludere un'ulteriore riduzione.
  • La censura di illogicità o insufficienza motivazionale è manifestamente infondata quando la decisione espone in modo esistente, lineare e coerente gli elementi considerati ai fini della commisurazione della pena.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazioneCircostanze del reatoRapinaImpugnazioni
RamiParte generaleDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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