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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17864/2025 del 12/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato l'appello cautelare contro il provvedimento che aveva respinto la richiesta di libertà. Contestava l'applicazione dei termini di custodia per la cosiddetta "doppia conforme" (art. 303 lett. d) cod. proc. pen.) invece dei termini di fase riferibili a un annullamento con rinvio, sostenendo che la Corte di cassazione aveva annullato la sentenza d'appello ampliando l'annullamento anche alla qualificazione del ruolo (parte essenziale della responsabilità) e dunque che non si era formato il giudicato sulla responsabilità; deduceva altresì errori nel computo delle sospensioni/rinvii e nella valutazione della connessione tra capi annullati e confermati.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la pronuncia di annullamento della Suprema Corte fosse limitata alle sole aggravanti (trattamento sanzionatorio) come chiarito dalla motivazione e dal devoluto, pertanto l'affermazione di responsabilità è divenuta definitiva quanto ai capi principali. Di conseguenza il Tribunale ha correttamente applicato i termini massimi di custodia cautelare previsti per la "doppia conforme" (art. 303 e richiamo al comma 4/lett. d) e non i termini di fase rapportati alla pena in concreto irrogata. La Corte ha inoltre affermato che l'omissione della declaratoria ex art. 624 cod. proc. pen. non impedisce di individuare, dalla motivazione della cassazione, le parti già passate in giudicato. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La Corte ha richiamato che il ruolo verticistico può configurare autonome fattispecie di reato e non soltanto una circostanza aggravante; pertanto l'annullamento limitato alle aggravanti non equivale automaticamente all'annullamento della responsabilità per l'intero reato.

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    art. 74 d.P.R. n. 309 del 1990

    Indicato come normativa relativa ad aggravanti contestate: la cassazione ha ritenuto che l'annullamento riguardasse le sole aggravanti ai sensi di questa norma (trattamento sanzionatorio) e non l'intera affermazione di responsabilità.

  • art. 303 cod. proc. pen.

    art. 303, lett. d) e comma 4 cod. proc. pen.

    La Corte ha confermato l'applicazione dei termini massimi di custodia cautelare previsti per la 'doppia conforme' quando la cassazione annulla solo aspetti sanzionatori/aggravanti: in tal caso l'affermazione di responsabilità è irrevocabile e vanno considerati i limiti di cui all'art. 303.

  • art. 304 cod. proc. pen.

    art. 304, comma 6 cod. proc. pen.

    Riferito nel processo decisionale in relazione al computo dei termini di custodia; la Corte ha ritenuto comunque irrilevante approfondire questioni sul decorso effettivo dei termini una volta stabilita l'applicabilità dell'art. 303.

  • art. 624 cod. proc. pen.

    art. 624, comma 2 cod. proc. pen.

    La mancata declaratoria di irrevocabilità nel dispositivo della sentenza di cassazione non esclude che la Corte di merito, interpretando motivazione e dispositivo, possa comunque individuare le parti divenute definitive; la declaratoria ha efficacia meramente dichiarativa.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la sintesi dei motivi di ricorso nel ricorso per cassazione; utilizzata nella procedura di redazione del motivo.

  • Giurisprudenza della Suprema Corte

    Sez. 6, n. 42503 del 10/10/2024; Sez. 2, n. 45095 del 04/07/2017; Sez. 2, n. 8846 del 12/02/2014; Sez. 3, n. 30805 del 15/01/2024; Sez. 3, n. 3969 del 25/09/2018

    Richiamate come orientamenti consolidati: in particolare, la giurisprudenza afferma che quando la cassazione annulla limitatamente al trattamento sanzionatorio o a circostanze aggravanti, l'affermazione di responsabilità è definitiva e si applicano i termini massimi di custodia previsti per la doppia conforme; inoltre la motivazione può delimitare il perimetro dell'annullamento anche se il dispositivo è generico.

Massime di principio

  • Se la Corte di cassazione annulla soltanto il trattamento sanzionatorio o alcune circostanze aggravanti, l'affermazione di responsabilità sui capi non toccati diventa definitiva: per il calcolo della custodia cautelare si applicano i termini massimi previsti per la "doppia conforme" (art. 303 e correlati).
  • Per determinare l'effettivo perimetro dell'annullamento occorre leggere insieme dispositivo e motivazione: la motivazione può limitare il campo dell'annullamento anche se il dispositivo appare più ampio.
  • La qualificazione della fattispecie come aggravante o come autonomo reato (es. ruolo verticistico) è centrale: se si tratta di reato autonomo, un annullamento limitato alle aggravanti non annulla la responsabilità per il reato principale.
  • L'assenza di una dichiarazione formale di irrevocabilità nel dispositivo (ex art. 624) non impedisce alla Corte di rinvio o al giudice di individuare, attraverso la motivazione della cassazione, quali parti sono passate in giudicato.
  • Nelle contestazioni sul computo dei termini di custodia cautelare è fondamentale verificare quale tipo di annullamento è stato disposto dalla cassazione (treatment sanzionatorio vs annullamento che investe la responsabilità); la giurisprudenza consolidata prevale sulle interpretazioni difensive disomogenee.

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