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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36428/2026 del 15/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Due imputati hanno impugnato la sentenza della Corte d’appello di Catania dell’8 maggio 2025, che li aveva condannati per tentata rapina. Il primo ha contestato, con un unico motivo, la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione alle imputazioni di cui ai capi e) e f), deducendo il travisamento delle intercettazioni e delle deposizioni testimoniali. La Corte ha rilevato che le censure erano generiche e congetturali e non si confrontavano con la motivazione: non era contestata l’identificazione delle voci e le conversazioni valorizzate si riferivano anche al periodo successivo a una delle rapine; inoltre, la critica alla conversazione del 14 dicembre 2007 era vaga e non ne riportava gli atti con la specificità e integrale trascrizione necessarie a rendere autosufficiente la doglianza di travisamento. Il secondo imputato ha censurato, con un unico motivo, la violazione di legge e il vizio di motivazione sulla tentata rapina contestata al capo b), lamentando il travisamento delle intercettazioni e delle deposizioni. La Corte ha giudicato la censura aspecifica perché riproponeva profili già esaminati e disattesi dai giudici di merito senza critica puntuale delle relative argomentazioni. Ha inoltre ritenuto corretta la valutazione degli indizi, fondata sulla concordanza e precisione degli elementi, in particolare una conversazione intercettata e gli oggetti rinvenuti nell’auto in uso all’imputato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi: il primo per genericità e mancata autosufficienza della censura di travisamento della prova; il secondo perché non formulava una critica specifica alla motivazione di merito, che aveva valutato gli indizi in modo conforme ai criteri dell’art. 192 c.p.p. I ricorrenti sono stati condannati ciascuno al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. La responsabilità per i reati contestati non è stata rimossa.

Norme richiamate

  • art. 192 c.p.p.

    la motivazione, che, con corretta applicazione dei canoni ermeneutici relativi all’art. 192 cod. proc. pen., ha valorizzato la concordanza e precisione degli indizi (quali emergenti, in particolare, dalla conversazione intercettata, v. p. 4 della motivazione, e dagli oggetti ritrovati a bordo dell’auto in uso all’imputato), ponendoli vicendevolmente in rapporto e ordinandoli in una costruzione logica e consonante, che ha consentito di ritenere configurato, in concreto, il reato contestato

    La valutazione degli indizi deve considerarne concordanza e precisione e metterli reciprocamente in relazione entro una ricostruzione logica; nel caso concreto, la Corte ha ritenuto che tale metodo sostenesse la configurabilità del reato.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione che deduce il travisamento della prova deve confrontarsi specificamente con la motivazione impugnata e indicare gli atti rilevanti con la loro integrale trascrizione, così da rendere autosufficiente la censura; doglianze generiche o congetturali sono inammissibili.
  • È aspecifico il motivo che ripropone questioni probatorie già adeguatamente esaminate e disattese dai giudici di merito senza sottoporre a critica puntuale le argomentazioni della decisione impugnata.
  • La valutazione degli indizi può fondarsi sulla loro concordanza e precisione, apprezzate attraverso una considerazione reciproca e una ricostruzione logica complessiva.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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