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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 9659/2021 del 13/04/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente, coniuge superstite di Cannatà Gerardo ucciso il 9.11.1985, ha chiesto l'indennità prevista per vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (artt. 1 e 4 legge 302), sostenendo che l'omicidio fosse riconducibile alla criminalità organizzata. Ha censurato la sentenza della Corte d'Appello di Reggio Calabria che aveva ritenuto insussistenti le condizioni di legge per l'erogazione dell'indennità, lamentando (1) violazione di norme (art. 1, 4, 7 legge 302 cit.; art. 2 legge 407/97; art. 97 Cost.) e omessa valutazione di elementi indiziari e della testimonianza circa la vicinanza della vittima alle forze dell'ordine e il rifiuto di una richiesta estorsiva; (2) vizio di motivazione per non avere valutato la vicinanza della vittima alle forze dell'ordine.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi: la Corte territoriale ha valutato tutti gli elementi probatori disponibili e li ha considerati insufficienti a dimostrare la riconducibilità dell'evento criminale alla criminalità organizzata. La Cassazione ha osservato che la ricorrente chiedeva in realtà un nuovo esame di merito, non consentito in sede di legittimità, e che il fatto asseritamente omesso era stato invece valutato ma ritenuto di modesta valenza probatoria. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio di legittimità (Euro 3500 per competenze professionali, Euro 200 per esborsi, oltre spese forfetarie 15% e accessori di legge). Viene altresì attestata la sussistenza dei presupposti per l'ulteriore versamento del contributo unificato ai sensi dell'art.13 d.P.R. 115/2002, se dovuto.

Norme richiamate

  • legge 302/1992

    Le disposizioni fissano le condizioni per l'erogazione dell'indennità alle vittime di terrorismo e criminalità organizzata; la Corte ha ritenuto che nel caso concreto le condizioni previste non ricorressero perché non era provato il nesso tra omicidio ed eventi di criminalità organizzata. La mancanza di accertamento penale non e' di per se decisiva, ma il nesso deve risultare dalla valutazione probatoria.

  • legge 407/1997

    Norma richiamata in relazione alle prestazioni; la Corte territoriale ha ritenuto non verificarsi le condizioni previste dalla norma per la concessione dell'indennità.

  • Costituzione della Repubblica Italiana

    Richiamato dal ricorrente; la sentenza non ha ravvisato una violazione del principio di buon andamento o imparzialità della pubblica amministrazione nella valutazione svolta.

  • Codice di procedura civile

    art. 360 c.p.c. co.1 nn. 3, 4 e n.5

    Le censure mosse ai sensi di questi motivi (violazione di legge e vizio di motivazione) sono state giudicate infondate: la Cassazione ha confermato che l'impugnazione mirava a una nuova valutazione di merito, non sindacabile in sede di legittimità, e che la Corte d'appello aveva correttamente motivato la sua valutazione probatoria.

  • d.P.R. n.115/2002

    art. 13 co. 1 quater e 1 bis

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per l'ulteriore versamento del contributo unificato (raddoppio) da parte del ricorrente, se dovuto.

Massime di principio

  • Per ottenere l'indennità prevista per vittime di terrorismo e criminalità organizzata occorre provare il nesso concreto tra evento criminoso e fattispecie di criminalità organizzata: la valutazione del nesso è fondata sulla complessiva valutazione probatoria e non dipende automaticamente da una condanna penale.
  • La mera circostanza dell'uso di un'arma tipica (es. lupara) o testimonianze sulla vicinanza della vittima alle forze dell'ordine e su un presunto rifiuto di estorsione possono essere rilevanti, ma hanno valore se integrate e sufficientemente corroborate da altri elementi probatori.
  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti nel merito: le doglianze che mirano a un diverso apprezzamento delle prove vengono normalmente respinte se l'errore non è di diritto.
  • È necessario presentare elementi probatori concreti e valutabili (documenti, atti d'indagine, testimonianze corroborate) per dimostrare la riconducibilità dell'evento alla criminalità organizzata; indizi isolati o di scarsa consistenza possono non essere ritenuti sufficienti.
  • Chi perde in sede di legittimità può essere condannato alle spese processuali e al versamento di eventuali maggiori contributi unificati previsti dalle norme procedurali.

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