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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22384/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Violazione di legge per mancata revoca delle statuizioni civili nonostante la prescrizione del reato fosse maturata prima della sentenza di primo grado; il ricorrente eccepiva che, esclusa la recidiva pluriaggravata, il termine di prescrizione era già spirato prima della pronuncia del Tribunale

La decisione

Il ricorso è accolto. La Corte ha ritenuto che, una volta esclusa la recidiva, il termine massimo di prescrizione (art. 157, comma 1, c.p.) si è esaurito il 27/03/2022 (decorrenza dal 20/08/2013, termine di sette anni e sei mesi, con aggiunta delle sospensioni per astensione del difensore e norme anti-COVID e per istanza del difensore). Tale scadenza è anteriore alla sentenza di primo grado del 6/05/2022; in conseguenza di ciò, richiamando il principio della Sez. Un. n. 39614/2022, la Corte ha stabilito che, quando la causa estintiva per prescrizione è maturata prima della sentenza di primo grado, il giudice di appello che dichiara l'estinzione deve revocare le statuizioni civili contenute nella sentenza di prime cure. Pertanto la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e quella di primo grado limitatamente alle statuizioni civili, eliminando le statuizioni civili

Norme richiamate

  • art. 157, comma 1, cod. pen.

    Individua il termine massimo di prescrizione del reato (utilizzato per calcolare il termine di sette anni e sei mesi); la Corte lo ha applicato per determinare la scadenza del termine prescrizionale una volta esclusa la recidiva

  • art. 578, comma 1, cod. proc. pen.

    Regola gli effetti civili della sentenza penale; la Corte richiama il principio per cui, se la prescrizione è maturata prima della sentenza di primo grado, il giudice d'appello che dichiara l'estinzione deve revocare le statuizioni civili contenute nella sentenza impugnata

  • Sez. U, n. 39614 del 28/04/2022 (Di Paola, Rv. 283670 - 01)

    Giurisprudenza di legittimità unificatrice richiamata dalla Corte: stabilisce il principio per cui il giudice d'appello che, dichiarando la prescrizione, accerta che la causa estintiva è anteriore alla sentenza di primo grado deve revocare le statuizioni civili

Massime di principio

  • Quando in appello viene esclusa una circostanza aggravante (es. recidiva) che riduce il termine massimo di prescrizione, occorre ricalcolare il termine prescrizionale alla luce della nuova qualificazione e verificarne la scadenza effettiva
  • Al termine base stabilito dall'art. 157 c.p. si devono sommare tutte le sospensioni rilevanti (astensioni del difensore, sospensioni legislative come le misure anti-COVID, sospensioni disposte su istanza delle parti, ecc.) per determinare la data effettiva di prescrizione
  • Se la prescrizione è maturata prima della pronuncia della sentenza di primo grado, il giudice d'appello che dichiara l'estinzione per prescrizione deve revocare le statuizioni civili contenute nella sentenza di primo grado e nell'eventuale sentenza d'appello impugnata (annullamento senza rinvio limitatamente alle statuizioni civili)
  • Se la prescrizione si è perfezionata dopo la sentenza di primo grado ma prima della decisione d'appello, va comunque valutato il principio della giurisprudenza: in caso di accertamento che la causa estintiva è anteriore alla sentenza di primo grado, le statuizioni civili devono essere revocate; diversamente le statuizioni civili potrebbero sopravvivere
  • In casi simili procedere in modo documentato: (1) identificare la fattispecie e il termine prescrizionale applicabile; (2) verificare eventuali circostanze aggravanti escluse o confermate; (3) sommare tutte le sospensioni con relative date; (4) confrontare la data di scadenza con la data della sentenza di primo grado e con quella dell'appello; (5) se la scadenza è anteriore alla sentenza di primo grado, chiedere esplicitamente la revoca delle statuizioni civili in sede di impugnazione

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