Ordinanza del 26/10/2016 n. 1436 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
MISURE CAUTELARI - Fumus boni iuris e periculum in mora - Entrambi -Necessità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialePer ottenere l'accoglimento dell'istanza di sospensione cautelare presentata ai sensi dell'art. 62-bis, il contribuente deve provare congiuntamente la sussistenza del fumus boni iuris, ossia la plausibile fondatezza delle proprie ragioni, e del periculum in mora, cioè il rischio di un pregiudizio derivante dall'attesa della decisione.
Necessità di dimostrare fumus boni iuris e periculum in mora per la sospensione cautelare ex art. 62-bis
Sospensione cautelare ex art. 62-bis
Il documento enuncia il principio secondo cui l'accoglimento dell'istanza di sospensione presentata ai sensi dell'art. 62-bis è subordinato alla dimostrazione congiunta di due presupposti cautelari: il fumus boni iuris e il periculum in mora.
Presupposti richiesti
Il contribuente che richiede la sospensione deve dimostrare entrambi gli elementi, non essendo sufficiente la sussistenza di uno solo di essi:
- il fumus boni iuris, riferito alla plausibile fondatezza delle ragioni poste a base dell'impugnazione o dell'istanza;
- il periculum in mora, consistente nel rischio di subire un pregiudizio durante il tempo necessario alla definizione della controversia.
Onere del contribuente
L'onere di allegare e dimostrare la ricorrenza di entrambi i presupposti grava sul contribuente. La mancata prova anche di uno soltanto tra il fumus boni iuris e il periculum in mora impedisce l'accoglimento dell'istanza di sospensione.
Portata del principio
Il principio affermato evidenzia la natura cumulativa dei requisiti cautelari: la sospensione non può essere concessa sulla base della sola apparente fondatezza della domanda né del solo rischio di pregiudizio, ma richiede la contemporanea presenza e dimostrazione di entrambi gli elementi.
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