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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 19614/2021 del 09/07/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Verbania che aveva dichiarato risolto di diritto il contratto di locazione commerciale per inadempimento della conduttrice (mancata fornitura di fideiussione conforme e morosità). I ricorrenti contestano tra l'altro l'inammissibilità dell'appello in secondo grado (ordinanza 348 bis), la valutazione sulla fideiussione ritenuta inidonea perché rilasciata da soggetto non abilitato ai sensi dell'art. 106 TUB, la mancata ammissione di prove digitali e testimoniali (foto, video, file su chiavetta) e la pretesa di un credito per pagamenti effettuati in nero che avrebbero compensato i canoni

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato preliminarmente inammissibile la censura volta a criticare il contenuto dell'ordinanza di inammissibilità dell'appello resa ex art. 348 bis c.p.c.. Sui punti di merito i motivi sono stati ritenuti inammissibili o manifestamente infondati: la mediazione non ha impedito la procedibilità e l'eccezione doveva essere sollevata tempestivamente; la fideiussione prodotta era ritenuta non conforme perché emessa da soggetto non abilitato ex art. 106 TUB e quindi non provava l'adempimento; le prove digitali non ammesse erano tardive o illeggibili e i capitoli di prova non specificavano l'accordo 'in nero', per cui non è possibile il riesame in Cassazione; la qualificazione della domanda di indennità di occupazione è stata ritenuta congrua e contenuta nel petitum; la domanda di restituzione per presunte maggiori rivalutazioni Istat è stata ritenuta tardiva e inammissibile. Conseguentemente il ricorso è respinto e i ricorrenti sono condannati in via solidale al pagamento delle spese processuali a favore di ILIZIA s.r.l.

Norme richiamate

  • art. 348 bis c.p.c.

    Ordinanza di inammissibilita' dell'appello per manifesta infondatezza: la Corte sottolinea che tale ordinanza e' soggetta a sindacato limitato in Cassazione e non e' impugnabile per il suo contenuto salvo questioni processuali specifiche

  • art. 348 ter c.p.c.

    Limiti all'impugnabilita' in Cassazione dell'ordinanza resa ex art. 348 bis: vanno rilevate solo le violazioni procedurali ammesse dalla norma

  • decreto legislativo n. 28/2010 (art. 5 e art. 8)

    La previsione della mediazione obbligatoria non produce automaticamente la nullita' del giudizio se non esperita; l'eventuale mancato rispetto deve essere eccepito tempestivamente e, in ogni caso, non sempre impedisce la procedibilita' della domanda

  • art. 1454 c.c.

    Clausola risolutiva espressa: la risoluzione di diritto si opera una volta esperito il termine concordato per adempiere in caso di morosita'

  • art. 1591 c.c.

    Indennita' per occupazione senza titolo: il tribunale ha ritenuto liquidabile come conseguenza della risoluzione del contratto

  • art. 106 TUB

    Abilitazione degli intermediari per rilascio di garanzie: la fideiussione e' stata ritenuta inidonea perche' l'emittente era cancellata dall'elenco degli abilitati, quindi non prova l'adempimento dell'obbligo contrattuale

  • art. 416 c.p.c., art. 414 c.p.c., art. 418 c.p.c.

    Regole sui termini e sulle autorizzazioni per il deposito di documenti fuori termine: la Corte conferma che le eccezioni relative a depositi tardivi debbono rispettare i requisiti formali e che il giudice puo' dichiarare inammissibili produzioni tardive salvo autorizzazione motivata

  • art. 16 bis DL 179/2012 (come modificato dalla legge 114/2014)

    Norme sul deposito telematico: consentono il deposito telematico ma non legittimano il deposito tardivo di documenti ovvero il superamento degli oneri probatori e processuali imposti dalle regole temporali

  • art. 79 legge 392/1978

    Nullita' di clausole nei contratti di locazione ad uso commerciale: la Corte ha richiamato la norma nella valutazione della validita' di talune pattuizioni contrattuali

  • art. 2033 c.c.

    Regole sulla ripetizione dell'indebito: la domanda di restituzione di presunte maggiori somme versate e' stata ritenuta tardiva o non tempestivamente dedotta

  • D.P.R. n. 115/2002 art. 13

    Regole sul contributo unificato: la Corte ha disposto l'eventuale duplicazione del contributo unificato a carico dei ricorrenti se dovuto

  • D.M. 55/2014

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alle spese di lite: la Corte ha ritenuto infondato il rilievo e ha ritenuto corretta la liquidazione delle spese in favore della resistente

  • art. 13 Codice della privacy (ora GDPR art. 6 e segg.)

    Citato dai ricorrenti ma la Corte ha ritenuto non chiaro il nesso con le questioni probatorie: nessuna violazione concreta di norme privacy emersa dal testo

Massime di principio

  • Un'ordinanza di inammissibilita' dell'appello ex art. 348 bis c.p.c. e' difficilmente sindacabile in Cassazione salvo profili processuali specifici: non e' possibile con essa ottenere un riesame del merito
  • La mancata esperita o viziata mediazione obbligatoria non determina automaticamente la improcedibilita' della domanda giudiziale; l'eccezione deve essere sollevata tempestivamente e la mediazione può essere disposta dal giudice d'ufficio in alcuni casi
  • La fideiussione e' efficace solo se rilasciata da soggetto abilitato; la mancata validita' formale o l'assenza di abilitazione dell'emittente puo' giustificare la risoluzione contrattuale per inadempimento
  • Prove digitali (foto, video, file) devono essere prodotte nei modi e nei tempi previsti; riserve generiche di produzione successiva o file illeggibili espongono al rischio di inammissibilita' della prova
  • In Cassazione non e' consentito un riesame libero del fatto: le censure devono rispettare i limiti dell'art. 360 c.p.c. e non possono trasformare il ricorso in un nuovo appello di merito
  • La qualificazione giuridica della domanda fatta dal giudice (es. riconoscere nell'azione principale la richiesta di indennita' per occupazione) e' sindacabile in Cassazione solo nei limiti di legge e con motivi specifici
  • La contestazione di crediti 'in nero' richiede allegazioni specifiche nei capitoli di prova e documentazione tempestiva; l'assenza di tali elementi rende la pretesa non provata
  • Le spese di lite sono determinate sul valore del controversia come definito dal giudice e possono comprendere domande riconvenzionali: chi soccombe puo' essere condannato anche oltre la domanda principale

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