Parere del Garante n. 60 del 08/02/2024
Parere sullo schema di decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali che approva il documento recante Assegno di inclusione - Linee Guida per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale - 8 febbraio 2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Garante esprime parere favorevole sullo schema di decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali che approva le Linee guida per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale collegati all’Assegno di inclusione (ADI). Le linee guida disciplinano gli strumenti operativi per la valutazione multidimensionale dei nuclei familiari beneficiari e per la costruzione del progetto personalizzato, nell’ambito del percorso di inclusione sociale previsto dal d.l. n. 48/2023. L’Autorità rileva che il testo riguarda attività svolte dai professionisti competenti nell’esercizio delle rispettive funzioni e nel rispetto degli obblighi deontologici e normativi già applicabili. Richiama inoltre che i Comuni, singoli o associati, sono titolari dei trattamenti effettuati sulla base delle linee guida e che restano fermi gli adempimenti privacy connessi al principio di accountability, inclusi istruzioni agli autorizzati, analisi dei rischi e adozione di misure tecniche e organizzative adeguate.
Parere favorevole sullo schema di decreto ministeriale che approva le Linee guida per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale nell’ambito dell’Assegno di inclusione (ADI)
Assegno di inclusione - Linee guida per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale
Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali che approva il documento recante "Assegno di inclusione - Linee Guida per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale". Il parere è reso ai sensi dell’art. 4, comma 7, del d.l. 4 maggio 2023, n. 48, nonché degli artt. 36, par. 4, e 58, par. 3, lett. b), del GDPR.
Contesto normativo dell’intervento
L’ADI è stato introdotto dal d.l. n. 48/2023, convertito dalla l. n. 85/2023, come misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e inclusione. Il decreto richiesto al Ministero disciplina le modalità di richiesta della misura, di sottoscrizione del patto di attivazione digitale, del patto di inclusione e del patto di servizio personalizzato, oltre agli strumenti operativi per la valutazione multidimensionale e per la definizione del progetto personalizzato attraverso il SIISL.
Tra le disposizioni richiamate nel provvedimento figurano:
- l’art. 2 del d.l. n. 48/2023, che individua i nuclei familiari e i componenti aventi diritto all’ADI;
- l’art. 4, commi 1, 3, 4, 5 e 7, relativo alla domanda, all’iscrizione al SIISL, all’invio automatico dei dati al servizio sociale del Comune, alla valutazione multidimensionale e alla regolazione ministeriale delle modalità operative;
- l’art. 6, commi 1, 2 e 8, che disciplina il percorso di attivazione, il Patto per l’inclusione e la rilevanza dei servizi e dei sostegni come livelli essenziali delle prestazioni.
Oggetto concreto dello schema di decreto
Lo schema sottoposto al Garante approva le linee guida destinate ai professionisti incaricati della valutazione multidimensionale dei nuclei beneficiari dell’ADI convocati dai servizi comunali o dagli Ambiti territoriali sociali competenti in materia di contrasto alla povertà. L’obiettivo dichiarato è quello di assicurare uniformità nei criteri di valutazione dei bisogni e coerenza nell’individuazione degli obiettivi, dei risultati, dei sostegni e degli impegni che compongono i Patti per l’inclusione sociale.
Il Garante rileva che le linee guida:
- precisano che la valutazione multidimensionale e la definizione dei Patti per l’inclusione sociale escludono qualsiasi profilazione occupazionale dei singoli componenti attivabili al lavoro;
- rappresentano un aggiornamento degli strumenti già previsti per il Reddito di inclusione e, in parte, per il Reddito di cittadinanza;
- descrivono i tre strumenti della valutazione multidimensionale: Analisi preliminare, Quadro di analisi e Patto per l’inclusione sociale.
Organizzazione degli strumenti operativi
Il provvedimento riepiloga la ripartizione funzionale delle attività tra i professionisti coinvolti:
- l’Analisi preliminare è redatta da un operatore sociale individuato dai servizi competenti dell’Ambito territoriale sociale;
- il Quadro di analisi è predisposto dall’équipe multidisciplinare, coordinata da un case manager interno;
- il Patto per l’inclusione sociale è redatto dal referente del servizio sociale che svolge la funzione di case manager e di referente della famiglia.
Sono inoltre fornite indicazioni operative per consentire agli enti competenti di supportare i professionisti nel lavoro di aiuto alle famiglie, con anche un esempio pratico di svolgimento della valutazione multidimensionale.
Segreto professionale e rapporto con le famiglie
Un passaggio specifico delle linee guida è dedicato al lavoro dell’équipe multidisciplinare. Il Garante evidenzia che il testo richiama il segreto professionale, qualificandolo come elemento essenziale di un patto di lealtà fondato sul rispetto della dignità e della privacy di ogni famiglia. Le indicazioni fornite mirano ad attuare tale obbligo in una logica di trasparenza tra professionisti e famiglie.
Valutazione del Garante
L’Autorità conclude di non avere osservazioni da formulare sullo schema di decreto. La ragione è che il provvedimento si limita a definire criteri e indicazioni per operatori che svolgono attività rientranti nelle rispettive competenze professionali, nel rispetto degli obblighi normativi e deontologici già vigenti.
Il parere è quindi favorevole.
Titolari del trattamento e adempimenti privacy
Pur senza formulare rilievi sullo schema, il Garante richiama un profilo generale di responsabilità privacy. I Comuni, in forma singola o associata, quali enti competenti a gestire e fornire i servizi sociali, sono indicati come titolari dei trattamenti di dati personali effettuati sulla base delle linee guida, in coerenza con quanto previsto dall’art. 2, comma 10, del d.m. 8 agosto 2023 sul SIISL.
Ne consegue che restano fermi i relativi obblighi di conformità al GDPR, nel rispetto del principio di accountability di cui agli artt. 5, par. 2, e 24 del Regolamento. In particolare, il Garante richiama:
- l’adozione di istruzioni per le persone autorizzate che operano sotto l’autorità del titolare;
- l’analisi dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati;
- l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate per mitigare tali rischi;
- i riferimenti agli artt. 24, 29, 32 e 35 GDPR e all’art. 2-quaterdecies del Codice privacy.
Esito finale
Il Garante, ai sensi degli artt. 36, par. 4, e 58, par. 3, lett. b), del GDPR, esprime parere favorevole sullo schema di decreto ministeriale che approva le Linee guida per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale connessi all’Assegno di inclusione.
Punti principali
Oggetto e quadro normativo del parere
Il parere riguarda lo schema di decreto ministeriale che, ai sensi dell’art. 4, comma 7, del d.l. n. 48/2023, approva le Linee guida per la definizione degli strumenti operativi per la valutazione multidimensionale e per la definizione e adesione al progetto personalizzato nell’ambito dell’ADI. Il Garante richiama il Regolamento (UE) 2016/679, il Codice privacy e la disciplina istitutiva dell’Assegno di inclusione.
Contenuto delle linee guida esaminate
Le linee guida sono destinate ai professionisti incaricati dai servizi comunali o dagli Ambiti territoriali sociali e mirano ad assicurare omogeneità nei criteri di valutazione dei bisogni dei nuclei beneficiari e nell’individuazione di obiettivi, risultati, sostegni e impegni dei Patti per l’inclusione sociale. Il testo precisa che la valutazione multidimensionale esclude ogni profilazione occupazionale dei singoli componenti attivabili al lavoro e aggiorna gli strumenti già previsti per il Reddito di inclusione e, in parte, per il Reddito di cittadinanza.
Struttura operativa della valutazione multidimensionale
Le linee guida descrivono tre strumenti: Analisi preliminare, Quadro di analisi e Patto per l’inclusione sociale. La redazione dell’Analisi preliminare è attribuita a un operatore sociale individuato dai servizi competenti dell’ATS; il Quadro di analisi è predisposto dall’équipe multidisciplinare coordinata da un case manager interno; il Patto per l’inclusione sociale è redatto dal referente del servizio sociale con funzione di case manager e referente della famiglia.
Profili deontologici e segreto professionale
Per l’attività dell’équipe multidisciplinare le linee guida richiamano il segreto professionale e lo collegano a un patto di lealtà e al rispetto della dignità e della privacy delle famiglie. Sono fornite indicazioni operative per dare attuazione a tale obbligo, in una prospettiva di trasparenza tra professionisti e famiglie.
Valutazione del Garante e responsabilità dei Comuni
Il Garante ritiene di non avere osservazioni sullo schema, poiché esso si limita a definire criteri e indicazioni per operatori che agiscono nell’ambito delle rispettive professioni, nel rispetto della disciplina normativa e deontologica applicabile. Evidenzia però, in termini generali, che i Comuni, in forma singola o associata, sono titolari dei trattamenti svolti sulla base delle linee guida e devono quindi assicurare la conformità al GDPR secondo il principio di accountability.
Adempimenti privacy richiamati
Restano fermi in capo ai Comuni gli adempimenti necessari a garantire la protezione dei dati personali, tra cui le istruzioni alle persone autorizzate che agiscono sotto la loro autorità, l’analisi dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati e l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate a mitigare tali rischi, con richiamo agli artt. 5, par. 2, 24, 29, 32 e 35 GDPR e all’art. 2-quaterdecies del Codice.
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