L.R. Toscana 27/2012
Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina lo sviluppo della mobilità ciclistica in Toscana, istituendo pianificazione regionale e locale, interventi infrastrutturali, ciclostazioni, manutenzione e contributi/finanziamenti. Prevede obiettivi di intermodalità, sicurezza e riuso di infrastrutture dismesse. Parte delle previsioni finanziarie è legata a specifici esercizi 2013-2024 e alcune misure richiedono atti attuativi regionali.
Mobilità ciclistica nella Regione Toscana
Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica in Toscana
La legge disciplina le politiche regionali toscane per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, turistico e ricreativo, con attenzione a sicurezza, intermodalità e rete infrastrutturale. Il provvedimento opera solo nel territorio della Regione Toscana e si coordina con il PRIIM e con la normativa statale sulla mobilità ciclistica.
Finalità e obiettivi generali
La Regione persegue obiettivi di intermodalità, migliore fruizione del territorio, sviluppo infrastrutturale e tutela della sicurezza dell’utenza ciclistica, sia urbana sia extraurbana. La mobilità ciclistica è considerata anche in chiave sanitaria, sociale, turistica e sportiva. La legge mira inoltre a favorire la mobilità sostenibile attraverso il raggiungimento di specifici obiettivi di ripartizione modale dei trasporti.
Obiettivi strategici per la ciclabilità extraurbana e urbana
Per la ciclomobilità extraurbana la Regione punta alla creazione di percorsi collegati al trasporto collettivo, di una rete protetta e dedicata attraverso aree di pregio ambientale, paesaggistico, culturale e turistico, di percorsi in ambito rurale e montano e di ciclostazioni presso nodi di trasporto. Per la ciclomobilità urbana sono previsti il completamento e la messa in rete della rete ciclabile esistente, la sicurezza dei percorsi, il collegamento con la mobilità collettiva, la promozione di ciclostazioni, parcheggi, box per biciclette, bike-sharing e interventi di moderazione del traffico e aree a priorità ciclabile.
Riuso di infrastrutture dismesse
La Regione favorisce il recupero e la riqualificazione di vecchie infrastrutture inutilizzate e di manufatti stradali e ferroviari in disuso, quando funzionali agli obiettivi della legge. Il piano regionale valorizza in particolare ex sedimi ferroviari e stradali, argini e alzaie, acquedotti dismessi, ponti e altri manufatti recuperabili a fini ciclabili.
Piano regionale della mobilità ciclistica
Il piano regionale della mobilità ciclistica individua gli interventi per promuovere l’uso della bicicletta nel territorio regionale e disciplina l’intero sistema ciclabile regionale. È redatto sulla base dei PUMS e dei programmi e progetti dei comuni e della città metropolitana, valorizzando gli itinerari della rete nazionale “Bicitalia”. È approvato con cadenza triennale secondo i termini dell’articolo 5, comma 5, della legge statale n. 2/2018 ed è contenuto nel PRIIM. Il piano stabilisce anche obiettivi di ripartizione modale e di intermodalità con il trasporto pubblico e indica strategie di riconversione di aree e manufatti dismessi in percorsi ciclabili e ciclopedonali. Nella fase di formazione sono sentite le associazioni che promuovono specificamente l’uso della bicicletta.
Pianificazione comunale, metropolitana e provinciale
I comuni non appartenenti alla Città metropolitana di Firenze e la stessa Città metropolitana adottano i biciplan come piani di settore dei PUMS, per definire obiettivi, strategie e azioni di promozione della bicicletta e di sicurezza per ciclisti e pedoni. La Città metropolitana di Firenze e le province definiscono inoltre gli interventi di pianificazione in coerenza con il piano regionale e con i piani comunali. Comuni, singoli o associati, Città metropolitana e province devono assicurare la coerenza degli strumenti urbanistici e territoriali con tali piani.
Mobility management della Regione
La Regione nomina il mobility manager regionale e adotta il piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale. Il mobility manager coordina annualmente il monitoraggio dei PSCL nel territorio regionale, in raccordo con gli altri mobility manager aziendali e d’area, per promuovere azioni sinergiche a favore della mobilità sostenibile.
Intese, accordi e sistema informativo
La Regione promuove intese con proprietari e gestori delle reti ferroviarie per recuperare stazioni e caselli lungo tratte dismesse, destinandoli, previa adeguata trasformazione, a strutture ricettive, di assistenza o ristoro per cicloturisti. Promuove inoltre accordi con i gestori del trasporto pubblico locale per il trasporto combinato passeggeri-biciclette, attività di informazione e formazione con province, comuni, associazioni di categoria e sistema scolastico, e un sistema informativo internet costantemente aggiornato sull’offerta ciclabile, i punti di interscambio e i servizi di assistenza e ristoro.
Tipologie di interventi finanziabili e infrastrutture
Gli interventi riguardano la progettazione, realizzazione e promozione di reti ciclabili urbane ed extraurbane, itinerari turistici, poli di interscambio modale e strutture di servizio. Sono comprese opere come sottopassi e sovrappassi, dotazioni per la sicurezza, parcheggi e noleggi biciclette, segnaletica dedicata, strutture per l’intermodalità, accordi con ferrovie e trasporto pubblico, servizi di bike-sharing, attività culturali ed educative, servizi per cicloturisti, cartografia specializzata e ogni altro intervento utile alla sicurezza e allo sviluppo del traffico ciclistico. È inoltre previsto che almeno il 5% della superficie dei posti auto sia riservato al parcheggio biciclette, nel quadro del PRIIM e dei piani competenti.
Ciclostazioni
I comuni sedi di aeroporti, stazioni ferroviarie, autostazioni, stazioni metropolitane e stazioni di mezzi marittimi, fluviali e lacustri devono realizzare ciclostazioni all’interno o in prossimità delle infrastrutture interessate. Per la loro realizzazione possono stipulare convenzioni con le aziende che gestiscono tali infrastrutture.
Gestione, manutenzione e contributi
La manutenzione dei tracciati e percorsi ciclabili realizzati in attuazione dei piani, nonché dei percorsi preesistenti, grava sugli enti proprietari del territorio interessato. Gli accordi di programma relativi a tracciati su più comuni devono disciplinare anche la ripartizione dei costi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Comuni, province, Città metropolitana, consorzi di bonifica e altri enti pubblici possono stipulare accordi per interventi manutentivi coordinati; in tali casi è individuato un capofila e, per i tracciati di interesse regionale, è richiesta l’adesione della Regione Toscana. La Regione può concedere contributi per la manutenzione straordinaria dei tracciati e percorsi ciclabili e, per quelli di interesse regionale, contributi fino al 90% dei costi per la manutenzione ordinaria quando l’accordo coinvolga la totalità dei comuni interessati in una provincia, nella Città metropolitana o in un’unione di comuni. Le modalità di concessione, erogazione, rendicontazione e revoca sono demandate a deliberazione della Giunta regionale.
Relazione al Consiglio regionale
La Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale la relazione annuale presentata al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in attuazione della legge statale n. 2/2018.
Finanziamenti e copertura finanziaria
La Regione può finanziare gli enti proprietari delle strade che, in caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, realizzano percorsi ciclabili adiacenti conformi al PRIIM, salvo problemi di sicurezza; i finanziamenti riguardano solo strade classificate di tipo C, D, E ed F del codice della strada. È inoltre finanziabile la manutenzione straordinaria dei percorsi connessi e correlati a strade di interesse storico-culturale. La norma finanziaria prevede stanziamenti dedicati in vari esercizi, tra cui somme per il 2013, il 2014 e il 2015, risorse annue dal 2015 in misura non inferiore all’8% della spesa di investimento prevista per determinate funzioni obiettivo, nonché fondi specifici dal 2022 al 2024 per i contributi di cui all’articolo 9, comma 2-bis. Gli oneri per gli esercizi successivi sono coperti con legge di bilancio.
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