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Provvedimento

Ordinanza ingiunzione o revoca n. 76 del 12/02/2026

Provvedimento del 12 febbraio 2026

Garante Privacy76

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Garante ha accertato che Velletri Servizi S.p.A., nell’ambito della piattaforma Aldilapp usata per i servizi cimiteriali del Comune di Velletri, aveva disciplinato in modo incompleto i rapporti con i sub-responsabili STUP e ISSAM e non aveva vigilato adeguatamente sui trattamenti svolti per conto del titolare. È stata inoltre rilevata l’inadeguatezza delle misure tecniche e organizzative, per la prosecuzione dei flussi di dati dopo la cessazione del rapporto con il fornitore. Il Garante ha irrogato una sanzione complessiva di 2.500 euro, disposto misure correttive sulla cancellazione dei dati associati ai profili rivendicati e ordinato la pubblicazione del provvedimento.

Velletri Servizi S.p.A. sanzionata per gestione non conforme della piattaforma cimiteriale Aldilapp e per misure di sicurezza inidonee nei trattamenti connessi ai cimiteri di Velletri

Velletri Servizi S.p.A. - trattamento dei dati nella piattaforma cimiteriale "Aldilapp"

Il provvedimento riguarda Velletri Servizi S.p.A., con riferimento ai trattamenti di dati personali svolti nell’ambito della piattaforma "Aldilapp" e della relativa dashboard per la gestione dei servizi cimiteriali del Comune di Velletri. L’istruttoria origina da una segnalazione e da successivi accertamenti ispettivi, ed è focalizzata sia sulla corretta qualificazione dei ruoli privacy sia sull’adeguatezza degli accordi e delle misure di sicurezza.

Contesto fattuale e servizi esaminati

L’applicazione consente la ricerca della sepoltura di un defunto, la consultazione del relativo profilo digitale, la rivendicazione del profilo da parte dei familiari o soggetti legittimati, l’invio di messaggi e dediche, l’accensione di ceri virtuali, la segnalazione di errori o abusi, la condivisione del profilo e l’acquisto di servizi commerciali come fiori e pulizia della tomba. Per poter usare anche la sola funzione di ricerca delle sepolture, l’utente deve registrarsi e creare un account, fornendo numero di cellulare, indirizzo email e altri dati di profilo.

La piattaforma mostra inoltre, di default, i "profili digitali" dei defunti, arricchiti con dati anagrafici, ubicazione della sepoltura, eventuale foto, biografia e interazioni degli utenti. Il Garante rileva che il sistema non consente di separare realmente il servizio pubblico di consultazione dalle funzionalità ulteriori di natura social o commerciale.

Ruoli del trattamento e catena contrattuale

Per i trattamenti connessi ai servizi cimiteriali istituzionali, il Garante ricostruisce il rapporto nel modo seguente:

  • il Comune di Velletri è titolare del trattamento;
  • Velletri Servizi S.p.A. agisce come responsabile del trattamento per conto del Comune;
  • STUP e ISSAM sono sub-responsabili, in quanto incaricati da Velletri Servizi.

L’Autorità evidenzia che gli accordi ex art. 28 GDPR erano incompleti, perché non disciplinavano in modo pieno oggetto, natura, finalità, tipologia di dati, categorie di interessati, obblighi e diritti delle parti con riferimento a tutti i trattamenti effettivamente svolti nella piattaforma. In particolare, non risultavano correttamente regolati i trattamenti relativi agli utenti registrati, ai soggetti che esercitano i diritti ex art. 2-terdecies del Codice, ai concessionari, ai familiari ed eredi e ai dati trattati in sede di rivendicazione del profilo.

Violazione dell’art. 28, par. 4, GDPR

Il Garante contesta a Velletri Servizi di aver omesso di stipulare un accordo adeguato con i sub-responsabili e di aver omesso un controllo effettivo sui trattamenti da essi effettuati. La violazione è stata ricondotta all’art. 28, par. 4, GDPR, poiché la società ha affidato a STUP e ISSAM una parte dei trattamenti senza una regolamentazione completa e senza una vigilanza sufficiente sulla corretta esecuzione dei servizi e sul rispetto della normativa privacy.

L’Autorità osserva che la società era consapevole della natura e dell’ampiezza dei servizi attivati, anche alla luce della documentazione contrattuale e delle richieste di chiarimento pervenute nel corso dell’istruttoria, e che ciò rendeva necessario un monitoraggio costante sull’operato dei sub-responsabili.

Violazione dell’art. 32 GDPR

Il secondo profilo sanzionato riguarda la sicurezza del trattamento. Velletri Servizi ha ammesso che, dopo la cessazione del rapporto con STUP, i flussi informativi verso quest’ultima erano proseguiti per un certo periodo per mancato blocco del canale di comunicazione tra il gestionale interno e l’applicativo Aldilapp. L’Autorità ritiene che le misure tecniche e organizzative non fossero adeguate ai rischi del trattamento, soprattutto considerando la natura dei dati gestiti e l’esigenza di garantire riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni cimiteriali.

Valutazioni del Garante sulla configurazione dei trattamenti

Il provvedimento sottolinea che la registrazione obbligatoria degli utenti e la creazione automatica dei profili digitali dei defunti non erano necessarie per la sola consultazione dell’ubicazione delle sepolture. Secondo il Garante, il servizio pubblico avrebbe potuto essere reso senza imporre la creazione dell’account e senza associare in modo inscindibile le funzioni istituzionali a quelle social e commerciali.

L’Autorità richiama anche l’art. 2-terdecies del Codice per evidenziare che i diritti sui dati delle persone decedute possono essere esercitati da soggetti legittimati, ma che il trattamento dei dati di questi ultimi e la procedura di rivendicazione del profilo comportano comunque nuove attività di trattamento da parte del titolare e dei responsabili, che devono essere adeguatamente disciplinate.

Sanzione amministrativa pecuniaria

Il Garante ha trattato separatamente le due violazioni ai fini della quantificazione della sanzione:

  • per la violazione dell’art. 28, par. 4, GDPR: euro 2.000;
  • per la violazione dell’art. 32 GDPR: euro 500.

La sanzione complessiva irrogata a Velletri Servizi S.p.A. è quindi pari a euro 2.500. Nella quantificazione sono stati considerati, tra gli altri elementi, la gravità media della prima violazione e bassa della seconda, l’assenza di precedenti pertinenti, la cooperazione mostrata e il fatto che non risultano reclami di interessati.

Misure correttive e prescrizioni

Oltre alla sanzione, il Garante ha ingiunto a Velletri Servizi, limitatamente ai cimiteri di Velletri, di:

  • verificare, in collaborazione con il Comune di Velletri, l’avvenuta cancellazione di tutti i dati personali e delle informazioni associate ai profili rivendicati aperti di default sulla base del database comunale, sia con riferimento ai dati dei defunti sia alle interazioni e rivendicazioni effettuate dagli utenti;
  • comunicare all’Autorità, entro 30 giorni dalla notifica, le iniziative intraprese e le eventuali ulteriori misure adottate per assicurare la conformità del trattamento.

Il provvedimento dispone inoltre la pubblicazione dell’ordinanza ingiunzione sul sito del Garante e l’annotazione nel registro interno dell’Autorità.

Implicazioni operative

Il caso conferma che, nelle soluzioni digitali offerte agli enti pubblici, la qualificazione dei ruoli privacy non può essere definita solo contrattualmente ma deve corrispondere alla realtà dei trattamenti. Inoltre, il responsabile del trattamento che si avvale di sub-responsabili deve presidiare in modo puntuale la catena contrattuale e la sicurezza dei flussi di dati, specialmente quando il servizio integra funzioni istituzionali con funzionalità ulteriori e quando la cessazione del rapporto richiede la disattivazione immediata dei collegamenti tecnici.

Punti principali

Contesto e oggetto dell’istruttoria

L’Autorità ha esaminato, a seguito di segnalazione e di accertamenti ispettivi, il trattamento dei dati personali connesso all’applicazione "Aldilapp", usata per la ricerca delle sepolture, la consultazione del profilo digitale del defunto, la rivendicazione dei profili, l’invio di dediche e l’offerta di servizi commerciali collegati ai cimiteri. L’istruttoria ha coinvolto il Comune di Velletri, Velletri Servizi S.p.A., STUP e ISSAM.

Violazioni accertate

Il Garante ha ritenuto che Velletri Servizi avesse stipulato accordi ex art. 28 GDPR incompleti rispetto all’oggetto, alla natura, alle finalità, alle categorie di dati e di interessati, e che non avesse vigilato in modo adeguato sui sub-responsabili, in violazione dell’art. 28, par. 4, GDPR. È stata inoltre accertata la violazione dell’art. 32 GDPR per l’adozione di misure tecniche e organizzative non adeguate, anche per la mancata interruzione tempestiva dei flussi informativi verso STUP dopo la cessazione del rapporto contrattuale.

Valutazioni sui ruoli privacy

Il provvedimento ricostruisce i ruoli affermando che, per i trattamenti connessi ai servizi cimiteriali istituzionali, il Comune di Velletri è titolare e Velletri Servizi opera come responsabile, mentre STUP e ISSAM sono sub-responsabili. Il Garante ha però osservato che l’architettura dell’applicazione mescolava in modo inscindibile funzioni istituzionali, social e commerciali, imponendo agli utenti la registrazione anche per il solo servizio di ricerca delle sepolture e creando profili digitali dei defunti di default, con conseguente trattamento ulteriore di dati di utenti e familiari non adeguatamente regolato.

Sanzione e misure correttive

Per la violazione dell’art. 28, par. 4, GDPR è stata applicata una sanzione di 2.000 euro; per la violazione dell’art. 32 GDPR una sanzione di 500 euro. La sanzione complessiva è quindi pari a 2.500 euro. In più, il Garante ha ingiunto a Velletri Servizi di verificare, con il Comune di Velletri, la cancellazione di tutti i dati personali e delle informazioni associate ai profili rivendicati aperti di default e di comunicare entro 30 giorni le iniziative adottate.

Come è indicizzato

Materiesanzioni gdprpubblica amministrazionemisure di sicurezzarapporti tra titolare e responsabilediritti dell'interessato

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