L.R. Calabria 9/2001
Studio, diagnosi e cura della celiachia in Calabria.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce in Calabria un’organizzazione regionale per lo studio, la prevenzione, la diagnosi e la cura della celiachia, con tre centri di riferimento e attività di screening scolastico tra 11 e 14 anni. Disciplina anche il supporto laboratoristico, il personale necessario e la copertura finanziaria a valere sul bilancio regionale 2001 e successivi.
Studio, diagnosi e cura della celiachia in Calabria
Studio, diagnosi e cura della celiachia in Calabria
La legge disciplina, nell’ambito della Regione Calabria, una rete di riferimento per lo studio, la prevenzione, la diagnosi e la cura della celiachia. Il modello organizzativo si fonda sulla collaborazione tra strutture pediatriche ospedaliere e universitarie, con supporto laboratoristico specialistico e attività di screening nella popolazione scolastica.
Finalità e ambito dell’intervento
La finalità del provvedimento è estendere su tutto il territorio regionale la diffusione dello studio e della prevenzione della celiachia, secondo i criteri richiamati dal D.M. 1 luglio 1982 n. 581600. La disciplina riguarda esclusivamente la Calabria e si concentra sugli interventi diagnostici connessi alla patologia.
Centri di riferimento e organizzazione della diagnosi
I centri di riferimento per la diagnosi e cura della celiachia sono individuati presso:
- l’Azienda Ospedaliera “Annunziata” di Cosenza, Unità operativa di pediatria;
- la Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Catanzaro;
- l’Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria, Unità operativa di pediatria.
Queste strutture operano in collaborazione tra loro e con il Centro Regionale di Tipizzazione Tissutale, che svolge funzioni di coordinamento ed esecuzione dell’attività di laboratorio specialistico di supporto.
Attività di laboratorio specialistico
Il laboratorio specialistico collegato ai centri di riferimento è chiamato a svolgere in particolare:
- lo studio dell’HLA genomico;
- indagini anticorpali, come gli anticorpi anti-transglutaminasi e gli anticorpi anti-endomisio (EMA).
Le indagini anticorpali devono essere eseguite da personale esperto nella tecnica dell’immunofluorescenza indiretta.
Screening della popolazione scolastica
Tra i compiti delle unità operative coinvolte rientrano anche gli screening della popolazione scolastica di età compresa tra 11 e 14 anni. Lo screening avviene mediante determinazione della transglutaminasi tissutale, con il coinvolgimento della medicina scolastica e della medicina di base, anche attraverso l’utilizzo di modulistica dedicata.
Modalità di svolgimento dell’attività
L’attività prevista dalla legge è svolta in day hospital e senza aumento dei posti letto presso i tre centri di riferimento indicati. La norma, quindi, non comporta ampliamento della dotazione di ricovero ordinario.
Personale impiegato e integrazioni
Per l’attuazione della disciplina si fa riferimento anzitutto al personale sanitario già in servizio presso:
- le unità operative pediatriche delle aziende indicate;
- il Centro di Riferimento di Tipizzazione Tissutale;
- i laboratori specialistici.
Per rispondere alle maggiori esigenze organizzative, è prevista l’integrazione del personale esistente mediante reclutamento secondo la normativa vigente in materia di mobilità. Le figure previste sono:
- per ciascun centro diagnosi: 2 medici pediatri, 1 psicologo, 1 infermiere, 1 amministrativo e 1 dirigente medico di gastroenterologia;
- per il Centro di Tipizzazione Tissutale dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria: 1 biologo, 2 tecnici di laboratorio medico e 1 amministrativo.
Copertura finanziaria
Gli oneri derivanti dalla legge sono posti a carico dello stanziamento iscritto al capitolo 4211103 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2001 e dei bilanci successivi. La norma finanziaria copre quindi l’esercizio 2001 e gli anni seguenti.
Obsolescenza pratica
La disciplina è oggi da considerarsi in larga misura superata sul piano pratico, perché risale al 2001 e struttura interventi organizzativi e finanziari riferiti a esercizi di bilancio ormai remoti, pur risultando utile come quadro storico-normativo della rete regionale sulla celiachia.
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