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Legge

L.R. Toscana 51/2013

Norme per la protezione e bonifica dell'ambiente dai pericoli derivanti dall'amianto e promozione del risparmio energetico, della bioedilizia e delle energie alternative.

Normativa regionaleL.R. Toscana 51/2013Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Toscana la protezione dell’ambiente e della salute dai rischi dell’amianto, tramite piano regionale, controlli, sorveglianza sanitaria, procedimenti telematici e possibili contributi per rimozione e smaltimento. Prevede anche incentivi per sostituire coperture contenenti amianto con impianti solari e misure di sensibilizzazione. Restano rilevanti soprattutto le parti sul piano e sulle procedure, mentre alcune scadenze originarie sono superate.

Tutela dall’amianto e incentivi per risparmio energetico in Toscana

Norme per la protezione e bonifica dell’ambiente dai pericoli derivanti dall’amianto e promozione del risparmio energetico, della bioedilizia e delle energie alternative

La legge disciplina in Toscana un sistema organico di tutela dai rischi connessi all’amianto, integrato con misure di promozione energetica e ambientale. Il provvedimento si applica esclusivamente al territorio regionale e si coordina con la programmazione economica, ambientale, energetica e socio-sanitaria della Regione.

Finalità e quadro generale di intervento

La Regione Toscana promuove azioni specifiche per la tutela della salute umana e dell’ambiente dai pericoli derivanti dall’amianto, richiamando la normativa statale di settore. L’impianto della legge combina prevenzione, messa in sicurezza, smaltimento, bonifica, controllo sanitario e incentivi alla sostituzione dei materiali contenenti amianto.

Piano regionale di tutela dall’amianto

Il piano regionale di tutela dall’amianto è lo strumento centrale della disciplina. Esso definisce indirizzi e misure per:

  • protezione dell’ambiente;
  • decontaminazione, smaltimento e bonifica;
  • difesa dai pericoli derivanti dall’amianto;
  • progressiva dismissione dei siti estrattivi di materiali contenenti amianto naturale.

Il piano è approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta e deve essere coerente con il programma regionale di sviluppo e con la pianificazione ambientale, energetica e socio-sanitaria.

Tra i contenuti obbligatori del piano figurano:

  • un quadro conoscitivo sugli interventi già realizzati;
  • la rilevazione sistematica delle situazioni di pericolo e il completamento della mappatura dei siti e delle zone interessate dalla presenza di amianto, con supporto di ARPAT;
  • azioni di prevenzione e tutela per la messa in sicurezza secondo le classi di pericolosità, con priorità ai manufatti più pericolosi;
  • controlli sulla salubrità ambientale e sulla sicurezza del lavoro;
  • controlli sulle attività di smaltimento, messa in sicurezza e bonifica;
  • iniziative per la rimozione dei materiali contenenti amianto;
  • criteri per i servizi comunali o convenzionati di rimozione e smaltimento dell’amianto domestico;
  • eventuali contributi regionali per l’individuazione di siti idonei allo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto;
  • formazione e aggiornamento degli addetti e del personale pubblico competente.

La disciplina stabilisce anche che i contributi per la rimozione possono essere concessi ai proprietari degli immobili secondo procedure pubbliche e in base alle diverse situazioni di pericolo, ma sono esclusi per chi non abbia assolto gli obblighi informativi previsti dalla legge statale sull’amianto.

Procedimenti telematici

La legge impone che alcune pratiche in materia di amianto siano presentate esclusivamente in via telematica. Rientrano in questo regime:

  • dichiarazioni, notifiche e valutazioni sullo stato di conservazione dei manufatti contenenti amianto;
  • piani di lavoro e notifiche previste dal testo unico sulla sicurezza;
  • relazione annuale e relativi allegati.

Le aziende USL, la Regione, gli enti regionali e gli enti locali coinvolti devono usare la rete telematica regionale per l’intero procedimento. Le regole tecniche sono demandate a una deliberazione della Giunta regionale. Le disposizioni operative sui procedimenti telematici si applicano dalla pubblicazione di tale deliberazione.

Controlli, vigilanza e risorse operative

Il controllo delle condizioni di salubrità ambientale, della sicurezza sui luoghi di lavoro e la rilevazione delle situazioni di pericolo competono alle aziende USL e ad ARPAT secondo la normativa vigente.

Il piano regionale deve disciplinare anche l’assegnazione di risorse finanziarie a USL e ARPAT per:

  • attività di controllo;
  • supporto tecnico alle amministrazioni;
  • censimento e gestione dei sistemi informativi;
  • qualificazione dei laboratori che analizzano l’amianto;
  • dotazione strumentale necessaria ai controlli.

Le funzioni di vigilanza e controllo sulle attività di smaltimento dei rifiuti di amianto spettano alla struttura regionale competente, nell’ambito della disciplina sui rifiuti e sulla bonifica dei siti inquinati.

Sorveglianza epidemiologica e tutela sanitaria

L’ISPO esercita le funzioni di sorveglianza epidemiologica delle patologie correlate all’amianto. La Giunta regionale definisce inoltre gli indirizzi per i controlli sanitari dei lavoratori esposti ed ex esposti, al fine di prevenire le patologie connesse alla presenza di amianto.

Se i controlli evidenziano gravi patologie in atto correlate all’esposizione, sono attivate ulteriori forme di controllo da parte di strutture sanitarie specializzate, secondo gli indirizzi regionali.

Interventi complementari per energia, bioedilizia e risparmio energetico

La Regione incentiva la sostituzione delle coperture di edifici pubblici e privati contenenti amianto con impianti solari, tenendo conto delle caratteristiche tecniche degli edifici, degli interventi di bioedilizia e delle misure di efficienza energetica.

Gli incentivi sono concessi nell’ambito della programmazione energetica regionale. Eventuali ulteriori misure di sostegno sono rinviate alla normativa finanziaria regionale richiamata dalla legge.

Sensibilizzazione e informazione pubblica

La Regione promuove azioni di sensibilizzazione dei cittadini sul problema dell’amianto, avvalendosi di ARPAT e del servizio sanitario regionale nell’ambito dell’integrazione tra ambiente e salute. Il piano regionale deve individuare le risorse necessarie per tali attività.

Regime transitorio, linee guida e tempistiche

Nelle more dell’approvazione del piano regionale, la Giunta definisce linee guida con:

  • quadro conoscitivo provvisorio;
  • criteri e priorità degli interventi;
  • criteri per lo sviluppo degli interventi già in corso;
  • criteri per i servizi di rimozione e smaltimento dell’amianto domestico;
  • gestione delle emergenze straordinarie;
  • indirizzi per la gestione uniforme degli esposti.

Le linee guida devono essere approvate entro novanta giorni dall’entrata in vigore della norma che le introduce e si applicano dalla pubblicazione della deliberazione sul Bollettino ufficiale regionale fino all’entrata in vigore del piano regionale.

La clausola valutativa prevedeva una relazione della Giunta al Consiglio regionale entro il 31 marzo 2016 e poi annualmente, con dati su prevenzione, controlli, sorveglianza epidemiologica, incentivi e contributi, oltre alle criticità derivanti dalla presenza di siti e zone ancora da smaltire.

Aspetti finanziari

Le risorse destinate all’attuazione della legge sono determinate dal piano regionale di tutela dall’amianto, nel rispetto degli stanziamenti di bilancio. Il piano svolge quindi anche una funzione di programmazione finanziaria delle attività di bonifica, controllo e prevenzione.

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