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Legge

L.R. Sardegna 17/2016

Istituzione dell'Azienda per la tutela della salute (ATS) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5) e alla legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale)

Normativa regionaleL.R. Sardegna 17/2016Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce dal 1° gennaio 2017 l’Azienda per la tutela della salute (ATS) in Sardegna, riorganizza ASL e aree socio-sanitarie locali, ridefinisce funzioni, organi, programmazione, contabilità e controlli del sistema sanitario regionale. Contiene norme transitorie per l’avvio 2016-2017 e modifica le leggi regionali nn. 10/2006 e 23/2014. È abrogata dal 24 settembre 2020.

Istituzione dell'ATS Sardegna e riordino del servizio sanitario regionale

Istituzione dell’ATS e riordino del sistema sanitario sardo

La legge ridefinisce l’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale della Sardegna, con l’obiettivo di garantire livelli essenziali di assistenza omogenei su tutto il territorio. La disciplina è stata poi abrogata dal 24 settembre 2020, ma resta rilevante per gli effetti prodotti nel periodo di vigenza e per il regime transitorio avviato nel 2016-2017.

Assetto istituzionale del servizio sanitario regionale

Dal 1° gennaio 2017 è istituita l’Azienda per la tutela della salute (ATS), che coincide con l’ambito territoriale dell’intera Sardegna. Una delle ASL individuate dalla normativa di riordino incorpora le altre ASL regionali e l’ATS subentra nei rapporti attivi e passivi, nel patrimonio e nelle funzioni delle aziende incorporate.

Dal medesimo termine, le aziende sanitarie regionali con personalità giuridica pubblica e autonomia organizzativa, amministrativa, tecnica, patrimoniale, contabile e gestionale sono:

  • ATS;
  • Azienda ospedaliera “G. Brotzu”;
  • Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari;
  • Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari;
  • AREUS.

Funzioni dell’ATS e ruolo di centrale di committenza

L’ATS esercita funzioni di programmazione aziendale e gestione complessiva dei servizi sanitari e socio-sanitari, omogeneizzazione dei processi gestionali e accentramento di diverse attività comuni alle aziende sanitarie della Sardegna. In particolare gestisce in forma centralizzata:

  • i processi di aggregazione della domanda e di approvvigionamento di beni e servizi;
  • le procedure concorsuali e selettive;
  • il trattamento economico del personale;
  • magazzini, logistica, reti informatiche e tecnologie dell’informazione e comunicazione;
  • tecnologie sanitarie e relativa valutazione dell’impatto;
  • le gare per immobili aziendali;
  • la stipula degli accordi e dei contratti con strutture pubbliche, equiparate, private e professionisti accreditati;
  • l’organizzazione dei percorsi di formazione ECM.

L’ATS opera inoltre quale centrale di committenza per conto delle aziende sanitarie della Sardegna, nel rispetto della disciplina nazionale e regionale in materia di acquisti. I rapporti con la centrale regionale di committenza sono rimessi a deliberazione della Giunta regionale.

Organi direttivi e regime dei dirigenti

Il direttore generale dell’ATS è nominato dalla Giunta regionale secondo la normativa vigente, attingendo all’elenco degli idonei. Al direttore generale, al direttore amministrativo e al direttore sanitario si applicano le regole regionali richiamate dalla legge, con potere del direttore generale di delegare atti specifici o categorie di atti.

La verifica dell’operato del direttore generale avviene dopo diciotto mesi dalla nomina, con valutazione dei risultati aziendali e degli obiettivi assegnati; la Giunta decide sulla conferma entro tre mesi, sentita la Conferenza permanente Regione-enti locali. La Giunta può risolvere il contratto e dichiararne la decadenza in presenza di gravi motivi, grave disavanzo o violazioni di legge/principi di buon andamento e imparzialità; nei casi di particolare gravità e urgenza il parere può essere omesso.

Aree socio-sanitarie locali

All’interno dell’ATS sono istituite le aree socio-sanitarie locali, quali articolazioni organizzative dell’azienda, per assicurare l’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale e la partecipazione di enti locali e cittadini alla programmazione.

Gli ambiti territoriali coincidono con quelli delle ex ASL incorporate e, successivamente, anche con quello della città metropolitana di Cagliari; la nuova area metropolitana doveva essere costituita entro il 31 dicembre 2019 con atto del direttore generale dell’ATS. Le modifiche degli ambiti territoriali richiedono legge regionale. È inoltre previsto che l’area risultante dallo scorporo della città metropolitana di Cagliari abbia sede a Isili.

Le aree dispongono di autonomia gestionale secondo gli indirizzi aziendali, di contabilità analitica separata e svolgono funzioni di coordinamento delle reti assistenziali e di governo unitario delle attività territoriali, ospedaliere e socio-sanitarie nel territorio di riferimento.

Compiti delle aree socio-sanitarie locali

Le aree socio-sanitarie locali:

  • coordinano la programmazione territoriale e gli obiettivi assistenziali nel limite delle risorse assegnate dall’ATS;
  • promuovono la partecipazione dei cittadini;
  • organizzano la presa in carico e i percorsi assistenziali per persone croniche o fragili;
  • curano i rapporti con gli enti locali e il coordinamento della programmazione sanitaria e socio-sanitaria;
  • raccordano attività distrettuali, dipartimentali, presidi ospedalieri, AREUS e servizi alla persona;
  • garantiscono supporto tecnico-amministrativo;
  • gestiscono budget e valutazione delle performance non attribuite all’OIV.

Direttore dell’area socio-sanitaria locale

Il direttore dell’area socio-sanitaria locale è nominato dal direttore generale dell’ATS mediante selezione pubblica non comparativa, tra soggetti con almeno cinque anni di esperienza dirigenziale qualificata maturata nei dieci anni precedenti e con idoneo titolo di laurea.

L’incarico:

  • è a rapporto esclusivo e regolato da contratto di diritto privato;
  • dura da tre a cinque anni, salvo norme speciali;
  • è retribuito dalla Giunta entro il limite del 70% del trattamento del direttore generale dell’ATS;
  • non può essere rinnovato per più di due mandati consecutivi nella medesima area.

I direttori sono soggetti a verifica annuale e il mantenimento dell’incarico dipende dal raggiungimento degli obiettivi, con priorità alla capacità di gestione delle liste di attesa. Entro sessanta giorni dalla nomina o conferma, il direttore generale dell’ATS verifica l’operato dei direttori e può revocarli in caso di valutazione negativa.

Conferenza territoriale socio-sanitaria e consulte di cittadinanza

La Conferenza territoriale socio-sanitaria è composta dai rappresentanti degli enti locali dell’area e da un rappresentante della Consulta locale di cittadinanza. Si riunisce almeno due volte l’anno ed esercita funzioni di indirizzo e verifica dell’attività delle aree socio-sanitarie locali, esprimendo parere obbligatorio sul programma attuativo locale e valutando entro il 30 aprile l’attuazione degli obiettivi del PLUS e della programmazione locale.

La Conferenza elegge presidente e ufficio di presidenza; i pareri devono essere resi entro venti giorni dal ricevimento degli atti, decorso il quale si intendono favorevoli. La prima convocazione è effettuata dal direttore generale dell’ATS.

In ciascuna area sono istituite una o più consulte locali di cittadinanza, con parere obbligatorio ma non vincolante sul programma attuativo di area. La legge del 2014 viene modificata anche per attribuire alla Giunta il compito di istituire Consulta regionale e consulte locali e di definirne composizione, funzioni e modalità di funzionamento.

Distretti socio-sanitari e programmazione locale

I distretti socio-sanitari sono l’articolazione territoriale dell’area socio-sanitaria locale e il luogo di integrazione tra assistenza sanitaria e sociale. Sono dotati di autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziaria entro le risorse assegnate e di contabilità separata.

Il direttore generale dell’ATS, d’intesa con la Conferenza Regione-enti locali e acquisiti i pareri delle conferenze territoriali socio-sanitarie, individua i distretti e ne modifica gli ambiti territoriali secondo i criteri regionali, che tengono conto della geomorfologia del territorio e della densità abitativa. In mancanza di intesa entro novanta giorni dagli indirizzi regionali, provvede la Giunta regionale. Sono istituiti i distretti delle isole minori di San Pietro e Sant’Antioco e di La Maddalena.

Sul piano programmatorio:

  • il direttore generale dell’ATS adotta il programma sanitario triennale, aggiornato entro il 15 novembre di ogni anno, e il programma sanitario annuale;
  • il programma triennale è approvato dalla Giunta entro il 31 dicembre, sentita la Commissione consiliare competente;
  • il programma è adottato previa consultazione della Conferenza Regione-enti locali;
  • il direttore del distretto elabora il programma delle attività distrettuali;
  • il direttore di area socio-sanitaria locale coordina la programmazione dei distretti e trasmette i programmi al direttore generale per l’approvazione;
  • entro il 30 giugno il direttore generale trasmette la relazione sanitaria annuale;
  • entro il 30 ottobre la Giunta trasmette la relazione sanitaria regionale.

Collegio sindacale e controlli interni

Il collegio sindacale vigila sulla regolarità amministrativa e contabile delle aziende sanitarie. Per ATS, Azienda ospedaliera “G. Brotzu” e AREUS dura tre anni ed è composto da tre membri; per le aziende ospedaliero-universitarie dura tre anni ed è composto da tre membri designati rispettivamente da Regione, università e Ministero dell’economia e delle finanze.

I componenti sono soggetti a incompatibilità analoghe a quelle dei direttori generali e sono incompatibili anche se ricoprono incarichi direttivi sanitari/gestionali nelle aziende sanitarie o hanno stretti rapporti di parentela con tali soggetti o con dirigenti dell’istituto tesoriere.

Contabilità, bilanci e principi economico-patrimoniali

La legge adegua la contabilità delle aziende sanitarie ai principi del decreto legislativo n. 118 del 2011 e del Codice civile, aggiornando bilancio d’esercizio, principi di redazione, criteri di ammortamento, piano dei conti e destinazione dell’utile. Il bilancio preventivo economico annuale e pluriennale deve essere adottato entro il 15 novembre di ogni anno, contestualmente ai programmi sanitario annuale e triennale, e deve essere trasmesso all’Assessorato competente.

I bilanci preventivi e consuntivi, individuali e consolidati, sono disciplinati dai termini e dalle modalità del decreto legislativo n. 118 del 2011. È inserito un piano del fabbisogno del personale come allegato al bilancio preventivo.

Controllo sugli atti, sui bilanci e annullamento straordinario

La Regione esercita il controllo preventivo di merito sugli atti aziendali più rilevanti, in particolare:

  • operazioni patrimoniali su immobili o diritti immobiliari sopra 1 milione di euro;
  • atti di avvio di procedure di affidamento di contratti pubblici con impegni di spesa complessivi superiori a 10 milioni di euro, anche pluriennali.

Il controllo verifica la coerenza dell’atto con la programmazione regionale e le direttive della Giunta. Il termine è di 40 giorni, prorogabile una sola volta per chiarimenti o integrazioni; in caso di silenzio l’atto è approvato. Il termine è sospeso dal 1° al 31 agosto, salvo urgenze motivate.

I bilanci sono approvati dalla Giunta regionale secondo le regole del decreto legislativo n. 118 del 2011 e pubblicati integralmente sul sito della Regione. Il controllo sui bilanci è economico-finanziario e di conformità contabile, con estensione al merito per i bilanci preventivi.

È inoltre previsto un potere di annullamento straordinario: il provvedimento illegittimo di un’azienda sanitaria può essere annullato, per gravi ragioni di interesse pubblico, con decreto del Presidente della Regione su proposta dell’Assessore competente e previa deliberazione conforme della Giunta.

Disposizioni transitorie per l’avvio dell’ATS

Per l’avvio del nuovo assetto, la legge prevede un articolato regime transitorio. In particolare:

  • la ASL n. 1 di Sassari incorpora le altre ASL e assume la denominazione di ATS dal 1° gennaio 2017;
  • entro il 31 agosto 2016 la Giunta nomina il direttore generale della ASL n. 1 di Sassari, che dal 1° gennaio 2017 assume le funzioni di direttore generale dell’ATS;
  • le altre ASL oggetto di incorporazione restano commissariate fino al 31 dicembre 2016;
  • il nuovo direttore generale coordina la ricognizione di patrimonio, rapporti giuridici e rapporti di lavoro e gli adempimenti preliminari alla costituzione dell’ATS;
  • entro il 31 dicembre 2016 è espletata la selezione per l’elenco degli idonei a direttore delle aree socio-sanitarie locali;
  • fino all’attivazione dei nuovi modelli organizzativi, i servizi ATS restano garantiti dagli assetti delle ASL incorporate;
  • per il primo bilancio 2017, il bilancio preventivo economico annuale è adottato entro il 15 novembre 2016 e approvato entro il 31 dicembre 2016;
  • il bilancio d’esercizio 2016 delle ASL incorporate è adottato nei termini ordinari e la relazione del collegio sindacale è resa dal collegio sindacale dell’ATS;
  • in fase iniziale, il servizio di tesoreria continua con l’istituto tesoriere più conveniente fino al nuovo affidamento;
  • sono previsti confronto sindacale e omogeneizzazione dei modelli organizzativi e del trattamento del personale; i contratti integrativi in essere restano validi fino a scadenza naturale;
  • i contratti a tempo determinato in essere al 1° gennaio 2017 sono automaticamente prorogati nelle more della verifica dei requisiti, da effettuarsi entro il 30 marzo 2017;
  • le graduatorie concorsuali vigenti restano utilizzabili e quelle con scadenza al 31 dicembre 2016 sono prorogate fino al 30 settembre 2018;
  • fino al 31 dicembre 2016 le aziende possono bandire concorsi e stipulare contratti a termine previa autorizzazione regionale e nel rispetto dei vincoli di piano di rientro.

AREUS, comunicazione istituzionale e altre disposizioni

Entro il 31 dicembre 2016 la Giunta nomina il direttore generale dell’AREUS, istituita ai sensi della normativa del 2014, con sede legale a Nuoro.

Dal 1° gennaio 2017 l’attività di comunicazione delle ex ASL è coordinata dalla direzione generale dell’ATS con organizzazione decentrata, in funzione delle esigenze di informazione e trasparenza dei territori.

Per gli incarichi della specialistica ambulatoriale restano fermi, nell’ATS, gli ambiti e i comitati zonali esistenti alla data di entrata in vigore della legge.

È anche previsto che l’Azienda ospedaliera “G. Brotzu” possa acquisire il ramo d’azienda “Ricerca e sperimentazione clinica” della società Fase 1 Srl in liquidazione.

Alla direzione generale regionale competente in materia di sanità è assegnato un contingente di personale di almeno venti unità per supportare le funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo.

Abrogazioni, decorrenza e profili finanziari

La legge abroga varie disposizioni delle leggi regionali n. 10 del 2006, n. 10 del 1997 e n. 23 del 2014, coerentemente con il nuovo assetto dell’ATS e della programmazione sanitaria.

Non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.

La legge è entrata in vigore il giorno della sua pubblicazione nel BURAS, ma l’impianto organizzativo principale decorre dal 1° gennaio 2017. È stata successivamente abrogata dal 24 settembre 2020.

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