Cassazione Civile, Sentenza n. 26948/2020 del 26/11/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia (n. 88/64/2012) che aveva accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate contro la sentenza favorevole ai contribuenti della CTP. Hanno dedotto plurime censure: violazione del contraddittorio per mancanza della partecipazione di tutti i soci (litisconsorzio necessario); omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione della sentenza di appello; errata applicazione delle regole sull'onere della prova e sulle presunzioni (art. 2697 e 2729 c.c.); erronea qualificazione e tassazione della plusvalenza ai sensi dell'art. 86 TUIR; violazione del legittimo affidamento e dei doveri di buona fede contrattuale; mancata considerazione della non vincolatività tra accertamento di valore ai fini del registro e accertamento di maggior reddito da cessione d'azienda.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Motivo decisivo: nel frattempo l'Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela i tre avvisi di accertamento originari emessi nei confronti della societa' "La Panaderia" per l'anno 2001; venuto meno l'accertamento in capo alla società, viene meno automaticamente anche il reddito della partecipazione dei soci per il principio di trasparenza di cui all'art. 5 del DPR 917/1986. Perciò non sussiste piu' interesse alla decisione della controversia. Le spese sono compensate integralmente tra le parti.
Norme richiamate
art. 101 c.p.c.
Norma invocata dai ricorrenti in relazione al principio del contraddittorio; la Corte non si e' soffermata sul merito della censura perche' ha dichiarato la cessazione della materia del contendere
art. 111 Cost., commi 2 e 3
Richiamata dai ricorrenti in relazione al diritto al giusto processo e al contraddittorio; la Corte ha ritenuto la questione assorbita dall'estinzione del giudizio
art. 360 c.p.c. (n. 3 e n. 5)
Norme di motivo per cassazione invocate per nullita' per violazione del contraddittorio (n.3) e per vizio di motivazione (n.5); Cassazione ha valutato le censure ma ha deciso per cessazione della materia del contendere
art. 2697 c.c.
Richiamato con riferimento all'onere della prova; i ricorrenti sostenevano che la CTR avrebbe errato nell'attribuzione del onere e nella valutazione degli elementi indiziari, ma la questione e' stata resa irrilevante dall'annullamento degli atti impositivi
art. 2729 c.c.
Richiamato in tema di presunzioni; i ricorrenti contestavano l'esclusione degli indizi contrari alla presunzione di congruo prezzo di cessione, ma la Corte ha considerato il punto assorbito dalla cessazione della materia del contendere
art. 86 TUIR (DPR 22/12/1986 n. 917)
Norma fiscale invocata per la qualificazione della plusvalenza; i ricorrenti lamentavano errata applicazione ma la decisione sulla questione e' rimasta superata dall'annullamento degli avvisi
art. 41 Cost.
Richiamato in relazione al legittimo affidamento economico; i ricorrenti sostenevano che il loro affidamento era stato leso, ma la Corte non e' entrata nel merito per l'estinzione del giudizio
artt. 1175 e 1375 c.c.
Richiamati per i doveri di buona fede e correttezza nelle trattative e nell'esecuzione; la rilevanza della censura e' stata superata dall'annullamento degli atti impositivi
art. 5 DPR 917/1986 (principio di trasparenza)
Interpretazione decisiva: la Corte ha affermato che, essendo stato annullato l'accertamento fiscale nei confronti della societa', decade automaticamente l'accertamento del reddito relativo alla partecipazione dei soci in virtù del principio di trasparenza fiscale
Massime di principio
- Se l'Amministrazione finanziaria annulla in autotutela gli avvisi di accertamento emessi nei confronti di una societa' trasparente, le relative pretese impositive nei confronti dei soci possono venire meno automaticamente per il principio di trasparenza (art. 5 DPR 917/1986).
- La dichiarazione di cessazione della materia del contendere e' adeguata quando, per fatti sopravvenuti (es. annullamento degli atti impugnati), viene meno l'interesse delle parti alla decisione della controversia.
- Le doglianze processuali sul contraddittorio, sulla motivazione e sull'onere della prova restano rilevanti solo se il giudizio non e' estinto per sopravvenienze che eliminano l'interesse a decidere; in tal caso il giudice del merito non entra nel merito delle questioni sostanziali.
- In materia tributaria, l'intervento dell'Amministrazione (annullamento o rettifica degli atti) durante il giudizio puo' determinare la compensazione o l'integrale soppressione delle spese, a seconda del comportamento processuale e della sopravvenuta inefficacia degli atti.
- Quando una decisione di merito e' stata gia' pronunciata da un altro giudice (es. altra CTR) e quella pronuncia e' oggetto di impugnazione o di annullamento degli atti, occorre verificare preliminarmente l'esistenza di eventuali sopravvenienze che incidono sull'interesse a giudicare.
- Le censure relative alla corretta qualificazione fiscale di plusvalenze e all'onere della prova richiedono una valutazione fattuale e probatoria: tuttavia, se gli atti impositivi vengono successivamente annullati, tali questioni perdono rilevanza sostanziale.
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