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Messaggio

Messaggio numero 20430 del 20-12-1999

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il documento dispone che, nei casi in cui gli aumenti in cifra fissa siano stati riconosciuti al titolare di pensione in esecuzione di sentenza, tali aumenti devono essere attribuiti anche ai superstiti in aliquota di reversibilità. Il nuovo criterio va applicato d’ufficio alle pratiche in trattazione e, negli altri casi, su domanda degli interessati.

Attribuzione agli superstiti degli aumenti fissi in aliquota di reversibilità

Attribuzione agli superstiti degli aumenti fissi in aliquota di reversibilità

Il documento chiarisce il criterio da adottare nei casi in cui al titolare della pensione siano stati concessi aumenti in cifra fissa in esecuzione di sentenza. Alla luce dell’orientamento giurisprudenziale consolidato e del parere dell’Avvocatura Centrale, viene stabilito che tali aumenti devono essere riconosciuti anche ai superstiti in aliquota di reversibilità, al fine di evitare contenzioso giudiziario.

Quadro di riferimento e precedente orientamento

In apertura viene richiamata la conseguenza dei principi sanciti dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 34/81 e la delibera del Consiglio di Amministrazione n. 143/81. In base a tale delibera:

  • gli aumenti in cifra fissa ex art. 10 della legge n. 160/75 non dovevano essere attribuiti sulle pensioni italiane in prorata di importo inferiore al minimo;
  • gli aumenti in pagamento al marzo 1981 dovevano essere cristallizzati.

Per i superstiti dei titolari di pensione interessati dalla cristallizzazione era stato quindi adottato il criterio di non attribuire in aliquota gli aumenti suddetti.

Nuovo criterio per i casi con sentenza favorevole al dante causa

Il documento precisa che, in presenza di aumenti fissi concessi al dante causa in esecuzione di sentenza, deve invece procedersi nei confronti dei superstiti all’attribuzione dei medesimi aumenti fissi in aliquota di reversibilità.

La modifica del criterio si fonda:

  • sull’orientamento giurisprudenziale consolidato;
  • sul parere dell’Avvocatura Centrale;
  • sull’esigenza di evitare un oneroso contenzioso giudiziario.

Modalità di applicazione

Il nuovo criterio deve essere applicato:

  • d’ufficio, nei confronti delle pratiche già in fase di trattazione per qualsiasi motivo;
  • su domanda degli interessati, in tutti gli altri casi.

Il documento si chiude con la firma del Direttore Generale, Trizzino.

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