L.R. Lazio 18/2022
Piano straordinario di interventi settoriali e intersettoriali per lo sviluppo economico e la valorizzazione territoriale dellEtruria meridionale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce per i comuni dell’Etruria meridionale nel Lazio un Piano straordinario di interventi per viabilità, portualità, difesa del suolo, valorizzazione culturale e turistica, filiere ittiche e agroalimentari. Prevede risorse regionali 2022-2023, controlli, revoca dei finanziamenti e rispetto della disciplina UE sugli aiuti di Stato. È norma ancora vigente ma modificata nel 2024.
Piano straordinario per lo sviluppo e la valorizzazione territoriale dell’Etruria meridionale
Piano straordinario di interventi per l’Etruria meridionale
La legge regionale disciplina, per il territorio laziale dell’Etruria meridionale, un piano straordinario di interventi settoriali e intersettoriali finalizzato allo sviluppo economico e alla valorizzazione territoriale. L’ambito riguarda esclusivamente i comuni individuati dalla legge e opera nel rispetto delle competenze regionali, statali e degli strumenti di tutela vigenti.
Ambito territoriale e soggetti coinvolti
La disciplina si applica ai comuni di Allumiere, Bracciano, Canale Monterano, Tolfa, Manziana, Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Ladispoli, Cerveteri, Civitavecchia, Santa Marinella, Fiumicino, Tarquinia, Monte Romano, Tuscania, Montalto di Castro, Barbarano Romano, Blera, Bassano Romano, Oriolo Romano, Vejano e Villa San Giovanni in Tuscia, qualificati come soggetti attuatori. Possono concorrere alla realizzazione degli interventi, insieme ai soggetti attuatori:
- fondazioni di partecipazione;
- associazioni e organizzazioni riconosciute impegnate nella valorizzazione e promozione del territorio con identità di DMO;
- altri soggetti economici privati;
- previa intesa, l’Autorità portuale e altri eventuali soggetti statali coinvolti.
Finalità e obiettivi del Piano
Il Piano straordinario mira a costruire un sistema integrato e partecipativo di sviluppo territoriale capace di coniugare patrimonio archeologico, storico, artistico, culturale e ambientale con crescita economica e occupazionale. Gli obiettivi principali riguardano:
- potenziamento della viabilità e dei collegamenti tra porto di Civitavecchia, aeroporto di Fiumicino e comuni dell’entroterra;
- sviluppo ecosostenibile dei porti di Civitavecchia e Fiumicino;
- difesa del suolo, recupero ambientale e rinaturalizzazione di habitat;
- valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico;
- promozione e commercializzazione del patrimonio ittico e agroalimentare, con attenzione a biologico e biodistretti.
Interventi previsti in materia di mobilità, porti e infrastrutture
La legge contempla interventi per la mobilità e le infrastrutture, tra cui:
- potenziamento delle reti viarie di collegamento tra porto di Civitavecchia, aeroporto di Fiumicino e aree del litorale nord e del lago di Bracciano;
- riqualificazione delle stazioni ferroviarie di Santa Marinella, Santa Severa e Cerveteri-Ladispoli, previa intesa con i soggetti gestori;
- sviluppo di impianti ecocompatibili nei porti di Civitavecchia e Fiumicino, con tecnologie per energia rinnovabile, riciclo degli scarichi e dei carichi d’acqua, approvvigionamento carburante, idrogeno, celle a combustibile, illuminazione e colonnine di ricarica;
- incentivi per una cantieristica navale ecocompatibile, soprattutto per manutenzione delle imbarcazioni. Per gli interventi portuali è richiesta l’intesa con l’Autorità portuale e gli eventuali soggetti statali competenti.
Interventi ambientali, difesa del suolo e rifiuti
Sono previsti interventi per la tutela ambientale e la sicurezza del territorio, in particolare:
- opere per prevenire il dissesto idrogeologico e mettere in sicurezza aree a rischio;
- ricostruzione di ambienti vegetazionali ripariali e sui fronti collinari e montani;
- miglioramento naturalistico, ripristino ambientale e programmi di riforestazione;
- incentivi alle amministrazioni locali per aumentare le isole ecologiche;
- incentivi per impianti di compostaggio di comunità ai sensi del d.lgs. 152/2006.
Interventi culturali, turistici e di valorizzazione urbana
La disciplina sostiene la manutenzione, conservazione, valorizzazione e riqualificazione del patrimonio storico, artistico e archeologico, anche con tecnologie innovative, per incrementare le attività pedagogico-sociali, turistiche e culturali. Le principali linee di intervento comprendono:
- progettazione di itinerari turistici e di arredi urbani e segnaletica turistica;
- realizzazione di itinerari tematici storici, religiosi, artistici, archeologici, minerari e naturalistici, anche intercomunali;
- creazione di centri visitatori, punti ristoro, laboratori naturalistici e centri didattici tematici;
- sostegno alla professionalità degli operatori turistico-ricettivi e a reti digitali di promozione territoriale;
- miglioramento dell’offerta turistico-culturale di siti archeologici, storici, musei e antiche vie consolari;
- riqualificazione di edifici storici su aree fluviali, come mulini e altri manufatti;
- riqualificazione dei centri storici e dell’arredo urbano, con attenzione ad accessibilità e mobilità per servizi turistici, culturali, ricreativi e urbani;
- incentivi per alberghi diffusi e percorsi per valorizzare botteghe storiche e prodotti artigianali tipici;
- potenziamento dell’offerta sportiva e ricreativa connessa a itinerari escursionistici, percorsi ciclo-pedonali, cammini e sentieri naturalistici, anche accessibili ai non vedenti;
- interventi per il turismo e le attività ricreative nell’area del lago di Bracciano, nel rispetto della disciplina del Parco naturale regionale Bracciano-Martignano, se gli interventi ricadono nel suo perimetro;
- formazione dei narratori di comunità e incremento delle guide turistiche;
- valorizzazione dei centri urbani e delle aree di matrice etrusco-romana;
- valorizzazione delle aree termali e delle sorgenti. Gli interventi che riguardano il patrimonio culturale e paesaggistico devono rispettare il d.lgs. 42/2004 e il PTPR.
Interventi agroalimentari e ittici
Il piano sostiene la promozione e commercializzazione del patrimonio ittico e agroalimentare, con attenzione alla produzione vitivinicola, ai prodotti tipici e ai biodistretti. Sono previsti, in particolare:
- incentivi per il ripopolamento dei prodotti ittici locali nelle acque dolci;
- incentivi per trasformazione, commercializzazione e promozione dei prodotti ittici locali;
- incentivi per il potenziamento dell’uso agricolo del territorio e per l’apicoltura locale;
- incentivi per la commercializzazione dei prodotti agroalimentari tipici, la promozione delle vocazioni produttive, la salvaguardia di produzioni di qualità, razze autoctone e tradizioni alimentari locali;
- sostegno al recupero dei pascoli e alla produzione di carni e formaggi di qualità;
- promozione coordinata dei prodotti tra imprese agricole e agroalimentari;
- realizzazione nelle aziende agricole di impianti di compostaggio aerobico per compost di qualità.
Struttura di programmazione e attuazione del Piano
La Giunta regionale approva il Piano straordinario, su proposta dell’assessore competente in materia di sviluppo economico e di concerto con gli altri assessori interessati, sentita la commissione consiliare competente. Il Piano individua gli interventi e le opere da realizzare sulla base delle proposte dei soggetti attuatori, tenendo conto della strategicità, dei risultati attesi e delle risorse disponibili. In particolare, il Piano stabilisce:
- interventi prioritari;
- sostenibilità economica e finanziaria;
- criteri e modalità di concessione dei contributi;
- ammontare del finanziamento vincolato alla realizzazione dell’intero intervento;
- condizioni per la cumulabilità con altre agevolazioni pubbliche;
- tipologia e modalità di presentazione dei progetti;
- soggetti attuatori e forme di coinvolgimento degli altri soggetti;
- cronoprogramma;
- tempi e modalità di rendicontazione;
- restituzione di somme non impiegate o percepite in eccesso;
- modalità dei controlli;
- quantificazione degli incentivi da concedere tramite avvisi. Gli interventi sono realizzati tramite procedure a evidenza pubblica; gli incentivi sono concessi mediante appositi avvisi per le fattispecie espressamente indicate dalla legge.
Consulta dei sindaci
È prevista una Consulta dei sindaci dei comuni dell’Etruria meridionale, istituita presso l’assessorato regionale competente in materia di sviluppo economico, con funzioni propositive sugli interventi del Piano. La Consulta:
- è composta dai sindaci o loro delegati;
- è presieduta dall’assessore competente;
- svolge le funzioni di segreteria tramite la direzione regionale competente;
- viene convocata dopo la deliberazione di riparto delle risorse anche per orientare la progettazione comunale e favorire interventi intercomunali.
Controlli, monitoraggio e revoca dei finanziamenti
La direzione regionale competente per materia effettua controlli, verifiche e monitoraggio sugli interventi per accertarne realizzazione e veridicità della rendicontazione. I finanziamenti possono essere revocati e le somme recuperate in caso di:
- mancata o parziale realizzazione dell’intervento;
- utilizzo delle somme per finalità diverse;
- mancata presentazione della rendicontazione;
- gravi irregolarità nella gestione delle spese. Prima della revoca deve essere inviata comunicazione al soggetto attuatore, che può presentare osservazioni scritte entro 10 giorni lavorativi.
Regime finanziario
La legge istituisce due fondi regionali dedicati:
- fondo parte corrente: 200.000 euro per il 2022 e 300.000 euro per il 2023;
- fondo in conto capitale: 700.000 euro per il 2022 e 1.500.000 euro per il 2023. Le coperture derivano dalla riduzione di risorse del fondo speciale del bilancio regionale 2022-2024. Possono inoltre concorrere risorse già previste da altre leggi regionali su porti, viabilità, difesa del suolo, rifiuti, turismo, beni culturali, urbanistica e biodistretti, nei limiti delle rispettive autorizzazioni di spesa, oltre a trasferimenti statali e programmi europei 2021-2027 cofinanziati dai Fondi SIE.
Aiuti di Stato, rendicontazione e prima attuazione
I contributi devono rispettare la normativa dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato. Per i contributi esentati da notifica si applicano i regolamenti UE pertinenti; per quelli soggetti a notifica, la concessione avviene solo dopo l’autorizzazione della Commissione europea, con decorrenza dalla pubblicazione sul BUR dell’avviso relativo all’autorizzazione. La Giunta presenta annualmente alla commissione consiliare competente una relazione sugli obiettivi programmati, sulle risorse impiegate o disponibili e sulla tipologia e numero dei beneficiari. In prima attuazione, la Giunta adotta il Piano straordinario entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, ripartendo le risorse sulla base demografica e dell’estensione territoriale.
Decorrenza ed efficacia
La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio. Il testo consolidato segnala che l’articolo relativo al Comitato istituzionale è stato abrogato nel 2024 e che il Piano è stato oggetto di successiva modifica, ma la disciplina di riferimento resta quella risultante dal testo vigente per le parti non abrogate.
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