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Sentenza

Sentenza del 18/04/2019 n. 2467 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento - Redditi di impresa - Scritture regolari - Contabilità inattendibile - Accertamento analitico-induttivo - Ammissibilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La contestazione del contribuente non è stata accolta. È stata ritenuta legittima la possibilità dell'Ufficio di ricorrere all'accertamento analitico-induttivo, poiché la regolarità formale delle scritture non impedisce l'accertamento quando emergano elementi concreti idonei a dimostrarne l'inattendibilità sostanziale.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la possibilità per l'Ufficio di procedere a un accertamento analitico-induttivo ai sensi dell'art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973 nonostante la regolarità formale delle scritture contabili. Il principio affermato è che tale accertamento è ammissibile quando la contabilità, considerata nel suo complesso, risulti inattendibile sulla base di elementi indiziari gravi, precisi e concordanti. Tra tali elementi può rientrare anche uno scostamento significativo delle percentuali di ricarico, pure con riferimento allo stesso periodo d'imposta oggetto dell'accertamento.

Norme richiamate

  • d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39

    La norma consente l'accertamento analitico-induttivo del reddito d'impresa anche in presenza di scritture formalmente regolari, quando l'inattendibilità complessiva della contabilità sia dimostrata mediante elementi indiziari gravi, precisi e concordanti.

Massime di principio

  • La regolarità formale della contabilità non garantisce, da sola, l'inattaccabilità dell'accertamento: l'Amministrazione può verificarne l'attendibilità sostanziale.
  • Uno scostamento rilevante delle percentuali di ricarico può costituire un elemento presuntivo idoneo a giustificare l'accertamento, anche se riferito al medesimo periodo d'imposta.
  • Per legittimare l'accertamento analitico-induttivo non è sufficiente una presunzione generica o astratta: occorrono elementi concreti, gravi, precisi e concordanti, valutati complessivamente.
  • In una situazione analoga, il contribuente dovrebbe contestare non solo la regolarità formale delle scritture, ma anche la qualità, la specificità e l'attendibilità degli indizi utilizzati dall'Ufficio, nonché la correttezza del confronto sulle percentuali di ricarico.

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