Sentenza del 17/03/2015 n. 552 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Frode carosello - operazione soggettivamente inesistente - indetraibilità dell'IVA - consegue - deducibilità del costo - è possibile
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La questione riguarda una frode carosello con operazione soggettivamente inesistente: la cessione dei beni è stata effettivamente realizzata, ma la fattura è stata emessa da un soggetto diverso da quello che ha realmente effettuato la vendita. Si discute se l'indetraibilità dell'IVA indicata in fattura comporti anche l'indeducibilità del costo sostenuto dal cessionario.
La decisione
È stato affermato che l'IVA esposta in fattura non è detraibile, poiché la fattura non identifica correttamente il soggetto effettivo dell'operazione e può inserirsi in un meccanismo fraudolento. Tuttavia, il costo dell'acquisto resta deducibile ai fini delle imposte sui redditi se l'operazione è realmente avvenuta, il costo è stato effettivamente sostenuto ed è inerente all'attività d'impresa. L'indetraibilità dell'IVA, quindi, non determina automaticamente l'indeducibilità del costo.
Norme richiamate
Art. 14, comma 4-bis, legge n. 537/1993
La norma è richiamata nel quadro della disciplina dei costi collegati a operazioni illecite o fraudolente; la deducibilità deve essere valutata distinguendo il costo effettivamente sostenuto dall'IVA indebitamente indicata in fattura.
Art. 75 TUIR
Richiamato per il principio secondo cui i componenti negativi devono riferirsi all'attività d'impresa e risultare effettivi e documentati.
Art. 109, comma 5, TUIR
La deducibilità del costo dipende dall'inerenza all'attività esercitata; l'eventuale indetraibilità dell'IVA non esclude, di per sé, la deducibilità del costo imponibile effettivamente sostenuto.
Cassazione, Sezioni Unite, n. 10145/2012
La pronuncia distingue il diritto alla detrazione dell'IVA dalla deducibilità del costo ai fini delle imposte sui redditi, ammettendo quest'ultima quando il costo sia reale e inerente.
Cassazione n. 2026/2014
Conferma la separazione tra disciplina dell'IVA e disciplina delle imposte dirette nelle ipotesi di operazioni soggettivamente inesistenti.
Cassazione n. 10167/2012
Richiamata a sostegno della possibilità di riconoscere il costo effettivo ai fini reddituali, pur negando la detrazione dell'IVA esposta da un soggetto diverso dall'effettivo cedente.
Massime di principio
- Nelle operazioni soggettivamente inesistenti, l'IVA indicata da un soggetto che non è l'effettivo cedente non è normalmente detraibile, anche se la cessione dei beni è realmente avvenuta.
- L'indetraibilità dell'IVA e l'indeducibilità del costo sono questioni autonome: la prima non comporta automaticamente la seconda.
- Il costo può essere dedotto se il contribuente dimostra che l'acquisto è reale, che il relativo esborso è stato sostenuto e che il bene o servizio è inerente all'attività d'impresa.
- La deducibilità può essere negata se l'Amministrazione dimostra che l'operazione è fittizia, il costo non è stato sostenuto, manca l'inerenza oppure il contribuente ha partecipato consapevolmente alla frode.
- In una situazione analoga è essenziale conservare documentazione commerciale e finanziaria idonea a provare l'effettiva esecuzione dell'acquisto, la sua inerenza e l'assenza di un coinvolgimento fraudolento.
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