R.R. Puglia 2/2006
Razionalizzazione ed ammodernamento della rete distributiva dei carburanti sulla rete stradale ordinaria(•)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeRegolamento della Regione Puglia per l’attuazione della disciplina sulla razionalizzazione e sull’ammodernamento della rete distributiva dei carburanti. Definisce carburanti, impianti e tipologie distributive, imponendo per i nuovi impianti specifici requisiti igienico-sanitari e limitando gli impianti senza gestore alle aree svantaggiate e ai comuni privi di impianti. Abrogato dal Reg. Reg. 11/2019.
Razionalizzazione e ammodernamento della rete distributiva dei carburanti sulla rete stradale ordinaria in Puglia
Razionalizzazione e ammodernamento della rete distributiva dei carburanti in Puglia
Il regolamento disciplina, per la Regione Puglia, l’attuazione delle regole sulla razionalizzazione e sull’ammodernamento della rete distributiva dei carburanti lungo la rete stradale ordinaria. Il testo definisce i principali concetti operativi e individua le tipologie di impianto ammissibili, con alcuni requisiti minimi per i nuovi impianti e per quelli già esistenti.
Ambito di applicazione e finalità
Il regolamento si applica all’attuazione della disciplina regionale in materia di rete distributiva dei carburanti per autotrazione sulla rete stradale ordinaria. La finalità è quella di organizzare e qualificare gli impianti di distribuzione, coordinando le diverse tipologie di servizio e le relative dotazioni.
Definizioni rilevanti
Ai fini della disciplina vengono definiti, tra gli altri:
- i carburanti, comprensivi di benzine, gasolio, GPL, metano, oli lubrificanti e altri carburanti per autotrazione, incluse le colonnine per la ricarica di veicoli elettrici;
- il distributore, inteso come insieme di pompe, contatori/misuratori, pistole o valvole e tubazioni;
- l’impianto di distribuzione dei carburanti per autotrazione, quale complesso unitario di uno o più distributori e delle relative attrezzature, locali e attività accessorie, ubicato lungo la rete stradale ordinaria e lungo le autostrade;
- le modalità di self-service pre-pagamento e post-pagamento;
- l’accettatore di carta di credito;
- gli impianti destinati a unità da diporto e avio ad uso pubblico;
- gli impianti per motovela e motopesca con gasolio a tassazione agevolata;
- gli impianti ad uso privato, collocati in aree non aperte al pubblico e destinati al rifornimento dei soli mezzi dei soggetti che vi svolgono attività;
- le nozioni di superficie totale, superficie coperta, indice di copertura e altezza massima.
Classificazione degli impianti
Gli impianti di distribuzione sono suddivisi in tre tipologie:
- impianto generico con attività non oil, dotato di distributori, serbatoi, attività accessorie al servizio degli utenti, locali per gli addetti e sistemi self-service;
- impianto generico senza attività non oil, con distributori, serbatoi, locale per gli addetti ed esposizione di lubrificanti o altri prodotti per veicoli, oltre al self-service;
- impianto senza gestore, costituito solo da apparecchi di erogazione, serbatoi ed eventuale pensilina, senza strutture sussidiarie.
I nuovi impianti delle prime due tipologie devono essere dotati di servizi igienico-sanitari, compresi quelli per utenti con handicap. Gli impianti esistenti di tipo a), se privi di tali servizi, devono adeguarsi entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento.
Limiti alla realizzazione degli impianti senza gestore
Gli impianti senza gestore possono essere realizzati solo nelle aree svantaggiate e nei comuni privi di impianti. Il regolamento prevede anche che gli impianti siano identificati mediante un codice assegnato dalla struttura regionale competente.
Regime temporale e stato dell’atto
Il regolamento è entrato in vigore il 10 gennaio 2006. Nel testo fornito è indicato che è stato abrogato dal Regolamento regionale 11/2019, articolo 41, comma 1; pertanto non risulta più applicabile nella pratica.
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