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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33662/2024 del 04/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma delle condanne per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e per sottrazione/occultamento delle scritture contabili della Materiali Inerti Nord S.r.l., denunciando: 1) nullità/abnormità per presunta violazione del principio del giudice naturale a seguito della trasmissione del procedimento ad altro giudice senza formale dichiarazione di astensione e senza acquisizione delle tabelle organizzative del Tribunale di Parma; 2) omissione o errata valutazione delle prove dichiarative (dichiarazioni al curatore fallimentare, sommarie informazioni, dichiarazioni di dipendenti e clienti) con particolare riferimento alla posizione di Mesoraca e al coinvolgimento di Muto Salvatore; 3) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche per Muto Cesare e Muto Salvatore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto infondato il vizio relativo alla presunta nullità per mancata astensione, richiamando la giurisprudenza secondo cui la trasmissione del procedimento ad altro giudice, per incompatibilità derivante da precedenti attività, non è di per sé nulla o abnorme e che l'onere di produrre le tabelle organizzative gravava sui ricorrenti. Quanto alle censure sulla valutazione delle prove, la Corte ha richiamato il principio della doppia conformità delle decisioni di merito: essendo le decisioni di primo e secondo grado conformi, non emerge un travisamento della prova tale da giustificare la cassazione. Sulla negazione delle attenuanti generiche la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito, confermando il potere discrezionale del giudice nel selezionare gli elementi decisivi ai sensi dell'art. 133 cod. pen. Conseguentemente i ricorsi sono stati rigettati e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000,00 in favore della Cassa (testo sentenza interrotto alla fine).

Norme richiamate

  • art. 36 cod. proc. pen.

    Riguarda la procedura di sostituzione del giudice astenuto: la Corte ricorda che l'inosservanza della procedura formale di astensione non determina automaticamente la nullità assoluta degli atti se la trasmissione del procedimento è dovuta a precedente attività incompatibile

  • art. 42 cod. proc. pen.

    Richiamato nell'ambito delle censure sulla composizione e sostituzione del giudice; la Corte lo inserisce nel quadro delle norme processuali invocate dai ricorrenti

  • art. 43 cod. proc. pen.

    Citato tra le norme richiamate dai ricorrenti in relazione all'astensione e alla sostituzione del giudice; la Corte valorizza la giurisprudenza che distingue capacità generica e specifica del giudice

  • art. 178, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Norma sulle cause di nullità: la Corte afferma che la violazione prospettata non rientra nella nullità assoluta prevista da questa disposizione, salvo i casi di stravolgimento dei principi essenziali dell'ordinamento giudiziario

  • art. 25 Cost.

    Invocato dai ricorrenti in riferimento al principio del giudice naturale; la Corte ritiene la questione priva di rilevanza in assenza della prova documentale delle tabelle organizative

  • art. 47 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea

    Richiamata dai ricorrenti insieme ad altri diritti fondamentali; la Corte non accoglie la censura per carenza di elementi probatori documentali

  • art. 33 cod. proc. pen.

    La Corte utilizza questa norma per distinguere la capacità generica del giudice (nomina e ammissione) dalla capacità specifica (assegnazione ai ruoli), affermando che le norme sull'assegnazione non incidono automaticamente sulla capacità generica

  • art. 2639 cod. civ.

    Richiamato in tema di amministratore di fatto, la Corte sottolinea che la norma non esclude la coesistenza di amministratore di diritto e amministratori di fatto e che la qualifica di amministratore di fatto si verifica anche con attività gestionale significativa e continuativa

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sul riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche: la Corte conferma il potere discrezionale del giudice di merito nel concedere o meno il beneficio facendo riferimento agli elementi ritenuti decisivi

  • art. 133 cod. pen.

    Elenco dei criteri per la determinazione della pena e per la valutazione delle attenuanti generiche: la Corte ricorda che il giudice di merito non è obbligato a esaminare tutti gli elementi elencati, ma solo quelli ritenuti prevalenti

Massime di principio

  • La semplice trasmissione del procedimento da un giudice a un altro per incompatibilità derivante da attività precedenti non comporta automaticamente la nullità degli atti se manca l'elemento dello stravolgimento dei principi essenziali dell'organizzazione giudiziaria
  • Chi deduce violazioni connesse all'assegnazione degli affari (ad es. mediante tabelle organizzative) ha l'onere di produrre i documenti amministrativi rilevanti; in cassazione il ricorso deve essere autosufficiente e corredato delle risultanze documentali invocate
  • Nel sistema della doppia conformità delle decisioni di merito, se primo e secondo grado sono conformi, il sindacato della Cassazione sul travisamento della prova è molto limitato e richiede una manifesta incongruenza o evidenza macroscopica
  • Il giudice di appello non è tenuto a replicare punto per punto tutte le deduzioni difensive: è sufficiente che renda esplicite le ragioni principali che giustificano la decisione e che tenga conto delle risultanze più decisive
  • La qualifica di amministratore di fatto può derivare da un'attività gestionale significativa e continuativa anche se non esercitata formalmente in tutti gli ambiti; l'amministratore di diritto non si esonera dalla responsabilità limitandosi a indicare l'esistenza di altri soggetti senza dimostrare la concreta esclusività dell'attività gestionale altrui
  • Ai fini del riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche il giudice ha ampia discrezionalità e può motivare il diniego facendo riferimento agli elementi che ritiene prevalenti senza dover valutare esaustivamente ogni circostanza favorevole

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