L.R. FVG 4/2005
Interventi per il sostegno e lo sviluppo competitivo delle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia. Adeguamento alla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee 15 gennaio 2002, causa C-439/99, e al parere motivato della Commissione delle Comunità europee del 7 luglio 2004.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale disciplina incentivi e strumenti per la competitività delle PMI del Friuli Venezia Giulia, istituisce le ASDI per i distretti industriali, riordina i consorzi di sviluppo industriale ed EZIT, introduce semplificazioni in materia artigiana e adegua la disciplina fieristica. Molte misure sono limitate agli anni 2005-2007 o a decorrere dal 1° gennaio 2006 per le deleghe alle Camere di commercio.
Sostegno alle PMI, distretti industriali, semplificazioni e adeguamenti settoriali in Friuli Venezia Giulia
Interventi per il sostegno e lo sviluppo competitivo delle PMI in Friuli Venezia Giulia
La legge regionale per il Friuli Venezia Giulia definisce un quadro organico di incentivi e strumenti di politica industriale a favore delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di accrescerne competitività, innovazione, occupazione e stabilità. Interviene inoltre sull’assetto dei distretti industriali, sui consorzi di sviluppo industriale, su alcune semplificazioni amministrative e sulla disciplina fieristica regionale.
Finalità e definizioni generali
La Regione riconosce il ruolo strategico delle PMI e promuove progetti di sviluppo competitivo orientati a innovazione, qualificazione e diversificazione produttiva, aumento dei posti di lavoro, sicurezza e reddito. Vengono inoltre definite nozioni rilevanti per l’applicazione della legge, tra cui crescita dimensionale per via interna ed esterna, business plan, economie di scala tecnologiche e gestionali, indice di indipendenza finanziaria, internazionalizzazione, razionalizzazione gestionale, spin off, start up, manager a tempo e meccanismi di trasferimento tecnologico.
Progetti incentivabili e strumenti di intervento
Gli incentivi riguardano progetti di sviluppo competitivo delle PMI finalizzati, tra l’altro, a:
- crescita dimensionale, aggregazioni, fusioni e accordi interorganizzativi;
- internazionalizzazione e reti commerciali all’estero;
- razionalizzazione degli assetti gestionali e organizzativi;
- creazione e sviluppo di nuove imprese, spin off e start up;
- diversificazione in attività ad alto contenuto di conoscenza;
- prototipazione e produzioni di prova;
- successione generazionale;
- fabbisogno manageriale temporaneo;
- ricapitalizzazione e riordino societario;
- iniziative sull’energia da fonti alternative;
- responsabilità sociale d’impresa e conciliazione vita-lavoro;
- presenza femminile nei comparti innovativi;
- sistemi di qualità ambientale e sistemi integrati sicurezza-qualità-ambiente.
Gli strumenti ammessi sono, in particolare:
- consulenza strategica o programmi di sviluppo con business plan;
- ricorso a manager a tempo;
- progetti di ricerca, anche con università e centri di ricerca;
- meccanismi di trasferimento tecnologico con università, centri di ricerca, parchi scientifici e tecnologici, EZIT e consorzi di sviluppo industriale;
- combinazione di più misure tra quelle indicate.
Incentivi, limiti comunitari e garanzie
Gli incentivi sono concessi tramite il Fondo per lo sviluppo competitivo delle PMI, con procedimento valutativo. L’ammontare per singola PMI non può superare i limiti degli aiuti di Stato comunitari; l’accesso a questi incentivi non esclude l’applicazione dell’articolo 17 della legge regionale 11/2003, nei limiti comunitari.
Friulia SpA è autorizzata a costituire, anche tramite società controllate, un fondo per garanzie e controgaranzie a favore delle PMI beneficiarie, nel rispetto della disciplina comunitaria sugli aiuti e sulle garanzie.
Beneficiari e presentazione delle domande
Possono accedere agli incentivi le PMI, singole o associate, con sede o almeno una unità operativa in Friuli Venezia Giulia, secondo la definizione comunitaria di dimensione aziendale.
La domanda, disciplinata da regolamento regionale, deve contenere almeno:
- progetto di sviluppo competitivo con business plan e responsabile del progetto;
- misure prescelte tra quelle ammesse, con indicazione dei soggetti coinvolti;
- documentazione delle spese preventivate;
- ammontare dell’investimento diretto dell’impresa.
Il regolamento determina anche contenuti, modalità e termini di presentazione e la ripartizione delle risorse tra piccole e medie imprese.
Istruttoria, valutazione e Fondo
L’istruttoria è svolta da Friulia SpA tramite una commissione di cinque membri, con tre nominati dalla Giunta regionale e due da Friulia SpA. La commissione deve valutare coerenza tra progetto e misure scelte, validità strategica, economica e finanziaria, nonché effetti occupazionali, industriali e finanziari.
La valutazione privilegia i progetti con migliori indicatori, tra cui aumento del fatturato, occupazione, stabilizzazione dei rapporti di lavoro, economie di scala, export, internazionalizzazione, innovazione dell’offerta, razionalizzazione dei costi, presidio dei mercati, indipendenza finanziaria e imprenditorialità femminile e giovanile.
Friulia SpA gestisce il Fondo, alimentato da conferimenti regionali, da altri soggetti pubblici e privati e dai rientri da revoche. La Regione stipula entro 60 giorni dalla legge una convenzione con Friulia SpA per disciplinare istruttoria e tempi. La Giunta esercita vigilanza tramite la Direzione centrale attività produttive. Il Consiglio regionale e la commissione competente controllano l’attività istruttoria; i consiglieri possono accedere ai documenti, con tutela della riservatezza dei piani strategici.
Erogazione, controlli, revoche e banca dati
Il regolamento regionale disciplina concessione ed erogazione, verifica degli obiettivi, variazioni del business plan e revoca, anche parziale, dell’incentivo.
Le PMI beneficiarie devono:
- documentare annualmente a Friulia SpA stato di attuazione e risultati per tutta la durata del business plan;
- comunicare entro 60 giorni eventuali modifiche al business plan;
- comunicare licenziamento o sostituzione del manager a tempo;
- comunicare variazioni nella consulenza strategica.
La Regione può disporre ispezioni e controlli anche a campione. Sono previste revoche se vengono realizzati interventi diversi da quelli ammessi o in caso di delocalizzazione produttiva che non assicuri mantenimento occupazionale e ritorni previsti nel business plan. Si applicano inoltre le norme regionali sul procedimento amministrativo in materia di sospensione delle erogazioni e restituzioni.
Friulia SpA deve creare una banca dati della documentazione presentata dalle imprese, per consentire il monitoraggio dei risultati; alcune organizzazioni sindacali e associazioni di categoria possono accedervi tramite convenzione, nel rispetto della disciplina privacy.
Tirocinio formativo collegato al manager a tempo
La Regione incentiva progetti di tirocinio formativo finalizzati alla formazione di capacità manageriali nelle PMI, collegati alla permanenza del manager a tempo. Un regolamento definisce contenuti essenziali, soggetti realizzatori, destinatari, modalità di accesso e importo degli incentivi.
Clausola valutativa
L’efficacia delle azioni del capo sulle PMI è oggetto di valutazione annuale da parte dell’Amministrazione regionale, con riferimento alla validità strategica, finanziaria ed economica e alla capacità di sostenere lo sviluppo competitivo. La relazione annuale è trasmessa alla Commissione consiliare competente e utilizzata per l’aggiornamento della programmazione strategica e operativa.
Distretti industriali e Agenzie per lo sviluppo dei distretti industriali (ASDI)
La legge ridisegna la disciplina dei distretti industriali, sostituendo la normativa regionale previgente. Il distretto è definito come sistema locale di imprese specializzate e attori istituzionali rilevanti. La Regione riconosce le ASDI, promosse nell’area distrettuale tramite confronto con le parti istituzionali, economiche e sociali.
Le ASDI sono società consortili a capitale misto pubblico-privato con finalità di promozione della competitività del sistema produttivo locale e di supporto all’innovazione. Possono parteciparvi comuni, province, camere di commercio, consorzi ed enti di sviluppo industriale, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali, società finanziarie e altri enti e consorzi rilevanti. È previsto un rappresentante sindacale consultivo e di controllo, senza voto.
I comitati di distretto sono soppressi con il riconoscimento delle singole ASDI. La disciplina statutaria delle ASDI può prevedere, tra l’altro, divieto di distribuzione utili, voto per teste e limiti alla circolazione delle quote, nel rispetto dell’equilibrio e dell’equa rappresentanza tra i soci.
Compiti, programmi di sviluppo e finanziamenti delle ASDI
Le ASDI possono svolgere ogni attività coerente con le finalità di legge, incluso il supporto a progetti per risorse immateriali. In particolare svolgono animazione territoriale, verifica di compatibilità dei progetti con le linee strategiche regionali, monitoraggio e studio dei fenomeni del distretto, adozione e controllo del Programma di sviluppo, titolarità del marchio distrettuale di qualità e erogazione di servizi.
Il Programma di sviluppo contiene analisi della situazione, linee strategiche e progetti pubblici, privati o misti, anche non finanziati dalla Regione. La Giunta approva il Programma e i progetti di propria competenza, anche parzialmente; l’ASDI può proporre nuovi progetti prima della revisione annuale.
Le ASDI possono predisporre progetti per l’aumento delle risorse immateriali, come centri servizi e marchio distrettuale di qualità. I finanziamenti dei progetti approvati sono erogati ai soggetti proponenti; per opere pubbliche, interventi sul territorio o infrastrutture i contributi possono arrivare al 100 per cento.
È prevista una disciplina transitoria per il triennio 2005-2007, con contributi straordinari per investimenti di impianto e spese di funzionamento delle ASDI.
Consorzi di sviluppo industriale ed EZIT
I consorzi di sviluppo industriale e l’EZIT possono stipulare convenzioni con i comuni più vicini per estendere i servizi alle imprese insediate nelle zone industriali individuate negli strumenti urbanistici come zone PIP o D3. I comuni possono affidare a questi enti, tramite delegazione amministrativa intersoggettiva, progettazione e realizzazione di opere e impianti di pubblica utilità.
I consorzi e l’EZIT possono essere esentati dai comuni dal pagamento dell’ICI per aree e immobili destinati a fini di pubblico interesse, comprese le aree acquistate per poi essere cedute alle imprese.
La semplificazione procedurale prevista per i distretti industriali si applica anche agli interventi degli enti gestori delle zone industriali; la disciplina sullo sportello unico e sulla semplificazione amministrativa si applica ai procedimenti relativi alle imprese insediate nelle zone industriali programmate.
La Regione promuove la cooperazione tra enti gestori delle zone industriali, anche con consorzi di regioni limitrofe, per marketing territoriale, monitoraggio dei programmi comunitari, studi e opere, qualità ambientale, centralizzazione dei servizi, outsourcing, incubazione di nuove imprese e sicurezza sul lavoro. È altresì ammessa la fusione per incorporazione tra consorzi industriali, con deliberazione delle assemblee consortili e approvazione della Giunta regionale.
I consorzi e l’EZIT ricevono contributi regionali per le attività istituzionali; le domande vanno presentate entro il 15 maggio di ogni anno con il bilancio dell’anno precedente. È istituito un fondo per gli incentivi alle imprese, ripartito annualmente per industria, artigianato, commercio e turismo.
Semplificazioni in materia artigiana
Per l’impresa artigiana con attività stagionale esclusiva o prevalente, l’iscrizione all’A.I.A. è mantenuta per l’intero anno solare, salvo il regime previdenziale e assistenziale statale; l’attività stagionale prevalente è quella svolta per oltre sei mesi in un anno.
Viene ampliato l’uso della denuncia di inizio attività per numerose attività, tra cui facchinaggio, depositi di margarina e grassi idrogenati, pulizia e sanificazione, installazione e manutenzione di impianti, autoriparazione, trasferimento di azienda per estetista e parrucchiere misto, nuovi panifici e trasformazioni di panifici esistenti, nonché mulini per la macinazione dei cereali. Sono disciplinati i controlli della Camera di commercio per panifici e mulini.
Per estetista e parrucchiere misto, l’assenza di diniego entro 60 giorni comporta l’accoglimento della domanda. Per attività tipografica, litografica, fotografica e assimilate è previsto l’obbligo di informazione tempestiva all’autorità di pubblica sicurezza. Per la fabbricazione di oggetti preziosi sono previste esenzioni dalla licenza di pubblica sicurezza in determinati casi.
Rendicontazione, certificazione e controllo delle spese
La rendicontazione degli incentivi alle imprese può essere certificata da dottori commercialisti o ragionieri commercialisti, revisori contabili o CAF per imprese autorizzati. Il certificatore deve esaminare titoli di spesa e documentazione di supporto. L’impresa deve conservare i documenti originali per i controlli. Le spese di certificazione sono ammissibili al finanziamento del progetto.
Per gli incentivi artigiani relativi a interventi urbanistici o edilizi, l’erogazione avviene sulla base della documentazione di conformità finale dei lavori, secondo la distinzione tra lavori soggetti a concessione/autorizzazione e lavori soggetti a denuncia di inizio attività; per tali interventi non si applica la disciplina regionale sui lavori pubblici richiamata dalla norma.
Delega di funzioni alle Camere di commercio
Dal 1° gennaio 2006 sono delegate alle Camere di commercio numerose funzioni amministrative relative a incentivi nei settori artigianato, turismo, industria, promozione all’estero, energia e nuove imprenditorialità, comprendendo contributi e aiuti previsti da varie leggi regionali. La Regione mantiene funzioni di programmazione, indirizzo, regolamentazione, coordinamento, controllo, monitoraggio e vigilanza.
Entro 180 giorni dalla legge la Giunta regionale emana direttive per assicurare coordinamento e uniformità di trattamento. La Regione rivede i procedimenti contributivi e gli schemi di domanda. È istituito un fondo per gli incentivi alle imprese, ripartito per settori e tra le Camere di commercio in base al numero di imprese iscritte al 31 dicembre dell’anno precedente. Le Camere trattengono una quota percentuale del contributo a rimborso delle spese di gestione. I procedimenti in corso al 31 dicembre 2005 restano di competenza della Regione.
Adeguamento della disciplina fieristica regionale
La legge adegua la disciplina del settore fieristico regionale alla giurisprudenza e agli atti comunitari in materia di libera prestazione dei servizi e libertà di stabilimento.
Le manifestazioni fieristiche sono classificate come internazionali, nazionali, regionali o locali. Le qualifiche internazionali, nazionali e regionali sono attribuite dalla Regione; quella locale dal Comune. La domanda è presentata dal soggetto organizzatore con l’indicazione delle date di svolgimento. Per le manifestazioni internazionali e nazionali le società di capitali organizzatrici devono avere bilancio certificato da società di revisione iscritta all’albo CONSOB o equivalente.
Le manifestazioni devono svolgersi secondo principi di pari accesso degli operatori e di trasparenza contrattuale, in quartieri fieristici o aree esterne adeguatamente attrezzate e sicure. È istituito un Calendario regionale delle manifestazioni fieristiche con qualifica internazionale, nazionale e regionale, pubblicato entro il 30 novembre dell’anno precedente. Un regolamento disciplina requisiti di qualificazione, requisiti minimi delle sedi e modalità di rilevazione e certificazione dei dati su espositori e visitatori.
Norme finanziarie e copertura
La legge autorizza spese specifiche per gli incentivi alle PMI, per i progetti di tirocinio formativo con manager a tempo, per i contributi straordinari alle ASDI e per il Fondo per gli incentivi alle imprese. Sono inoltre confermate le coperture di spesa per i contributi ai consorzi di sviluppo industriale e all’EZIT. Le norme finanziarie sono strettamente collegate agli esercizi 2005-2007.
Decorrenza e ambito temporale
La legge entra in vigore il giorno della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia, cioè il 9 marzo 2005. Diverse disposizioni hanno efficacia limitata nel tempo, in particolare:
- la delega alle Camere di commercio decorre dal 1° gennaio 2006;
- i contributi straordinari alle ASDI sono previsti per gli anni 2005, 2006 e 2007;
- il fondo per gli incentivi alle imprese è finanziato nel bilancio 2005-2007;
- alcune norme transitorie riguardano i procedimenti in corso al 31 dicembre 2005 e la programmazione fieristica annuale.
Obsolescenza complessiva
L’atto conserva una struttura normativa generale, ma molte disposizioni sono strettamente legate a bilanci, deleghe o interventi programmati per gli anni 2005-2007 o a transizioni già esaurite; per tali parti l’utilità pratica attuale è limitata. Le sezioni di riordino istituzionale e di disciplina generale possono avere rilievo storico-sistematico, ma nel complesso il provvedimento risulta oggi in larga misura superato dall’evoluzione normativa successiva.
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