Risposta n. 887 del 30/12/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialePrincipio di detassazione limitata - articolo 88, comma 4-ter, TUIR; conversione di crediti chirografari in strumenti finanziari partecipativi nell'ambito di concordato preventivo in continuità
Il quesito
1) Se la conversione dei crediti in SFP costituisca "riduzione dei debiti" ai fini dell'art.88, c.4-ter TUIR e quindi rientri nel regime di detassazione limitata o debba applicarsi il regime del c.4-bis; 2) in caso di applicazione congiunta dei commi 4-bis e 4-ter, se la previa utilizzazione delle perdite/interessi riguarda l'intero importo o solo la differenza tra valore nominale e valore fiscale del credito; 3) se il campo applicativo del c.4-bis debba interpretarsi limitatamente a "partecipazioni" o estendersi anche a strumenti similari alle azioni (SFP); 4) se il c.4-bis sia applicabile quando i titolari dei crediti sono non residenti
Soluzione prospettata dal contribuente
La società istante sostiene che la conversione non comporta una riduzione da falcidia ma una datio in solutum con effetto meramente patrimoniale (debito che diventa patrimonio netto) e quindi non rientrerebbe nel c.4-ter; ritiene che l'importo soggetto a detassazione debba essere la differenza tra valore nominale e valore fiscale (c.4-bis), che il c.4-bis si riferisca letteralmente solo a partecipazioni e non agli SFP e che la disciplina non si applicherebbe se il creditore è non residente
Il parere dell’Agenzia
L'Agenzia conclude che la conversione costituisce "riduzione dei debiti" ai sensi dell'art.88, c.4-ter e pertanto il regime di detassazione limitata si applica. Per le operazioni contemplate dal c.4-bis (rinunce o conversioni) va prima determinata la sopravvenienza come differenza tra valore nominale e valore fiscale (c.4-bis) e poi applicata la disciplina di consumo delle perdite, ACE e interessi prevista dal c.4-ter. Il richiamo del c.4-ter al c.4-bis va interpretato estensivamente, comprendendo anche strumenti similari alle azioni (SFP). La residenza del creditore non esclude l'applicazione della disciplina; non sussiste l'eccezione prospettata dall'istante
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