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Legge

L.R. Emilia-Romagna 12/2023

SVILUPPO DELL'ECONOMIA URBANA E QUALIFICAZIONE E INNOVAZIONE DELLA RETE COMMERCIALE E DEI SERVIZI. ABROGAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 10 DICEMBRE 1997, N. 41 E MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 5 LUGLIO 1999, N. 14

Normativa regionaleL.R. Emilia-Romagna 12/2023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge Emilia-Romagna 3 ottobre 2023, n. 12 promuove hub urbani e di prossimità, riqualificazione delle aree commerciali, innovazione delle imprese, progetti integrati e formazione, oltre al sostegno ai consorzi fidi. Abroga la l.r. 41/1997 e sostituisce i riferimenti nella l.r. 14/1999; i procedimenti già avviati restano regolati dalla legge abrogata.

Sviluppo dell’economia urbana e qualificazione della rete commerciale e dei servizi in Emilia-Romagna

Sviluppo dell’economia urbana e qualificazione della rete commerciale e dei servizi

La legge disciplina, per la Regione Emilia-Romagna, un insieme di interventi finalizzati a rafforzare l’economia urbana, la rete commerciale e i servizi di prossimità. Il provvedimento punta su rigenerazione, innovazione, attrattività dei centri urbani e sostegno alle aree più fragili o soggette a rarefazione distributiva.

Finalità generali e obiettivi strategici

La Regione orienta le proprie politiche verso modelli innovativi di riqualificazione e gestione degli spazi urbani, con attenzione a sostenibilità, accessibilità, competitività e resilienza dei territori. Gli interventi sono diretti a promuovere:

  • miglioramento della qualità urbana e valorizzazione delle aree commerciali, inclusi i mercati su area pubblica;
  • sostegno ai piccoli centri e alle aree con rarefazione del sistema distributivo e dei servizi;
  • qualificazione e innovazione delle imprese commerciali e dei pubblici esercizi;
  • nuovi modelli di offerta di prodotti, servizi e spazi di vita coerenti con nuove esigenze di welfare e socialità;
  • servizi urbani di prossimità e accessibilità per le fasce più fragili;
  • uso di tecnologie digitali avanzate, come gemelli digitali, IoT, Open e Big Data e intelligenza artificiale;
  • sostegno ai consorzi fidi e a forme di associazionismo creditizio;
  • azioni di sistema per la transizione digitale e sostenibile;
  • sviluppo delle competenze degli operatori.

Definizioni rilevanti

La legge definisce alcuni concetti chiave per la sua applicazione. In particolare individua:

  • l’“economia urbana” come rapporto tra attività economiche, territorio, spazi e servizi;
  • i “consorzi fidi” come soggetti che svolgono garanzia collettiva dei fidi e sono iscritti negli albi/elenco previsti dalla normativa bancaria;
  • gli “hub urbani” come aree centrali con pluralità di funzioni, in cui commercio, pubblici esercizi e servizi hanno ruolo centrale per attrattività e rigenerazione;
  • gli “hub di prossimità” come aree che rafforzano identità ed economia locale attraverso attività commerciali e servizi;
  • i “servizi di prossimità” come servizi al cittadino vicini ai luoghi di abitazione e lavoro;
  • i CAT, il Clust-ER e le nozioni di IoT, Open Data, Big Data e IA.

Inquadramento nel programmatico regionale

La legge si coordina con diversi strumenti e normative regionali già esistenti, richiamando politiche e programmi su rigenerazione urbana, aree interne e montane, sviluppo integrato degli ambiti locali, cooperative di comunità, ciclabilità, trasporto pubblico, partecipazione, ricerca e trasferimento tecnologico, Big Data e IA, attività produttive, turismo, artigianato, montagna, comunità energetiche, diritto allo studio universitario, sport, lavoro, giovani generazioni, parità di genere e attrazione dei talenti.

Hub urbani e hub di prossimità

La Regione promuove istituzione, attivazione e sviluppo degli hub urbani e di prossimità per rilanciare socio-economicamente le aree di riferimento. Tali processi possono essere realizzati tramite:

  • opere di miglioramento del contesto fisico;
  • iniziative di promozione dell’area;
  • partnership pubblico-private, consorzi o associazioni di vie o aree;
  • individuazione di attrattori materiali o immateriali con forte identità.

La Giunta regionale deve dettagliare requisiti di identificazione, modalità di costituzione e riconoscimento, tenendo conto anche della capacità di governance dell’hub.

Contributi per l’attivazione e lo sviluppo degli hub

Per favorire gli hub urbani e di prossimità, la Regione concede contributi ai Comuni per interventi da essi promossi, previa interlocuzione con le associazioni maggiormente rappresentative del settore commercio e servizi. I contributi sono destinati a:

  • studi di fattibilità;
  • qualificazione delle aree interessate;
  • azioni di promozione e valorizzazione;
  • sostegno alla qualificazione, innovazione e nuovi insediamenti delle imprese, con attenzione a giovani e donne.

Riqualificazione sostenibile delle aree a vocazione commerciale

La Regione sostiene, con contributi a Comuni singoli o associati e Unioni di Comuni, progetti finalizzati alla riqualificazione sostenibile e alla valorizzazione commerciale di vie, aree, piazze, centri storici o altre aree urbane a vocazione commerciale, compresi gli interventi su aree mercatali esistenti o da destinare al commercio su aree pubbliche. Sono finanziabili anche progetti di promozione e marketing territoriale.

Esercizi commerciali polifunzionali e rarefazione distributiva

Per contrastare la rarefazione distributiva e dei servizi, la Regione concede contributi per l’insediamento e lo sviluppo degli esercizi commerciali polifunzionali. Possono beneficiarne piccole e medie imprese, anche in forma di cooperative di comunità, operanti nel commercio, nella somministrazione di alimenti e bevande e nei servizi.

Gli interventi ammessi riguardano:

  • acquisizione, progettazione, costruzione, rinnovo, trasformazione e ampliamento dei locali e delle aree;
  • acquisto, rinnovo e ampliamento di attrezzature, impianti e arredi, incluso un autoveicolo commerciale per merci deperibili;
  • realizzazione di accesso pubblico alla rete telematica;
  • punti di informazione turistica diffusa e sportelli di pubblica utilità.

La Giunta può includere nel progetto anche le spese per scorte, entro il limite del 30% delle spese previste. Se l’impresa cessa l’attività o trasferisce la sede senza accordo con il Comune, il contributo è revocato secondo l’atto attuativo. I Comuni possono inoltre ridurre fino alla metà gli oneri di urbanizzazione e concedere gratuitamente immobili pubblici per l’attivazione di tali esercizi, disciplinandone uso, gestione, manutenzione e restituzione. La Regione può finanziare anche il funzionamento di questi esercizi nei territori più colpiti dalla rarefazione distributiva.

Innovazione e qualificazione delle imprese

La Regione sostiene progetti di riqualificazione e innovazione delle imprese commerciali e di somministrazione alimenti e bevande attraverso contributi per:

  • qualificazione delle strutture;
  • introduzione di nuove tecnologie;
  • offerta di nuovi servizi;
  • promozione delle attività e dei servizi.

Sono previsti anche contributi per l’abbattimento dei costi dei finanziamenti, compresi quelli a medio e lungo termine, delle imprese del commercio.

Progetti integrati e innovazione urbana

Per promuovere modelli innovativi di offerta al cittadino, servizi di prossimità e tecnologie per la pianificazione e il monitoraggio urbano, la Regione può concedere contributi a progetti pilota fortemente innovativi promossi da Comuni e Unioni di Comuni, sentite le organizzazioni di rappresentanza del settore.

I progetti possono riguardare:

  • nuovi prodotti commerciali, servizi e spazi di vita;
  • gestione integrata dei servizi urbani e delle infrastrutture sociali di prossimità;
  • modelli regolativi e gestionali dello spazio e della socialità;
  • tecnologie di simulazione e monitoraggio, anche con gemelli digitali, IoT, Open e Big Data e IA;
  • sperimentazioni in collaborazione con i Clust-ER, in particolare Economia Urbana e Turismo.

Associazionismo e cooperazione creditizia

La legge favorisce lo sviluppo dei consorzi fidi attivi in Emilia-Romagna, anche per operatori del commercio, turismo, servizi e altri settori economici. Il sostegno avviene mediante:

  • fondi per fornire garanzie ai soci per l’accesso al credito;
  • fondi per contributi in conto interessi relativi a finanziamenti garantiti.

I consorzi fidi devono rispettare specifiche condizioni, tra cui:

  • almeno 300 imprese aderenti nei settori commercio, somministrazione di alimenti e bevande e servizi;
  • concessione delle garanzie con valutazioni indipendenti dalle quote sociali;
  • comunicazione preventiva alla Regione in caso di liquidazione;
  • operatività in Emilia-Romagna.

La ripartizione e l’utilizzo dei fondi sono definiti dalla Giunta secondo criteri legati all’ammontare delle garanzie effettivamente rilasciate. Gli interessi maturati sulle somme assegnate devono essere destinati prioritariamente all’incremento del fondo di garanzia. L’atto di concessione stabilisce anche i termini per individuare le imprese destinatarie e per il recupero dei fondi non utilizzati.

Assegnazione dei contributi alle imprese associate

I consorzi fidi assegnano i contributi alle imprese operanti in Emilia-Romagna che realizzano programmi finanziati con garanzie del consorzio e riferiti a strutture ubicate nel territorio regionale. Le spese ammissibili includono:

  • acquisizione, costruzione, rinnovo, trasformazione e ampliamento di locali e aree;
  • acquisto, rinnovo e ampliamento di attrezzature, impianti, arredi, mezzi di trasporto e investimenti immateriali;
  • reintegro delle scorte e finanziamento del capitale circolante.

Possono essere inclusi anche gli investimenti effettuati nell’anno solare precedente il termine di presentazione della domanda al consorzio fidi. Condizioni e importi massimi sono fissati dalla Giunta.

Sviluppo delle competenze

La Regione promuove iniziative di formazione, informazione e aggiornamento per sviluppare le competenze degli operatori e favorire nuova occupazione nei settori interessati dall’economia urbana. Le azioni riguardano anche competenze digitali, green e di erogazione di servizi e attività collettive, in collaborazione con enti locali, imprese, associazioni, CAT, università, centri di ricerca e altri soggetti dell’ecosistema dell’innovazione, anche tramite enti di formazione accreditati.

Sono inoltre sostenuti, anche con contributi, studi, analisi e iniziative promozionali della rete commerciale distributiva proposti dai CAT.

Monitoraggio, osservatorio e assistenza tecnica

È istituito un Comitato regionale di monitoraggio, con funzioni consultive a supporto del settore regionale competente nell’attuazione e nel monitoraggio delle politiche di economia urbana. Vi partecipano organizzazioni imprenditoriali, sindacali, professionali, enti locali e soggetti della ricerca e innovazione. La partecipazione è gratuita e non dà diritto a compensi o rimborsi.

La Regione svolge inoltre funzioni di Osservatorio sullo sviluppo e sulle dinamiche dell’economia urbana, avvalendosi dell’Osservatorio del commercio già esistente e, se necessario, integrandolo.

Per l’attuazione degli interventi la Regione prevede anche azioni e servizi di assistenza tecnica, in collaborazione con agenzie strumentali e società in house.

Clausola valutativa

L’Assemblea legislativa controlla l’attuazione della legge e ne valuta i risultati. Ogni tre anni la Giunta presenta una relazione alla Commissione competente con informazioni sugli interventi realizzati, sugli effetti per utenti, imprese e altri soggetti coinvolti, nonché sulle eventuali criticità emerse.

Regime finanziario

Per il triennio 2023-2025 la copertura degli oneri avviene mediante specifici capitoli di bilancio, con riduzione di stanziamenti già autorizzati nel bilancio regionale 2023-2025. Gli oneri per gli articoli relativi a interventi commerciali sono finanziati nell’ambito della Missione 14, mentre quelli per l’assistenza tecnica nella Missione 17. Per gli esercizi successivi al 2025, la copertura avviene negli stanziamenti autorizzati con la legge di bilancio annuale. È previsto anche il concorso di risorse dei fondi strutturali europei. La Giunta può adottare variazioni di bilancio.

Attuazione e aiuti di Stato

I contributi sono concessi nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato. La Giunta regionale disciplina con propri atti misura dei contributi, criteri, modalità di assegnazione e concessione, nonché le spese dirette di gestione della legge.

Abrogazioni e disciplina transitoria

Dall’entrata in vigore della legge sono abrogate la legge regionale 10 dicembre 1997, n. 41, e il comma 5 dell’articolo 9 della legge regionale 5 luglio 1999, n. 14. Nella legge regionale n. 14 del 1999, i riferimenti alla legge n. 41 del 1997 si intendono fatti alla presente legge.

Restano regolati dalla disciplina previgente i procedimenti di concessione di risorse finanziarie avviati in attuazione della legge regionale n. 41 del 1997 entro la data di entrata in vigore della nuova legge.

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