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Sentenza

Sentenza del 20/01/2016 n. 976 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Agenzia delle Entrate ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, sostenendo la violazione della L. n. 289 del 2002, art. 9-bis. Secondo l’Amministrazione, il condono per omessi o tardivi versamenti si perfeziona soltanto con il pagamento integrale e tempestivo di tutte le somme dovute; il pagamento della prima rata non è sufficiente se le rate successive, compresa l’ultima, vengono versate tardivamente.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassato la sentenza impugnata e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso originariamente proposto dal contribuente contro il diniego di definizione agevolata. Ha ritenuto che il tardivo pagamento dell’ultima rata impedisse il perfezionamento del condono. C.F. è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in 5.250 euro oltre alle spese prenotate a debito; le spese dei giudizi di merito sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge n. 289 del 2002, art. 9-bis

    Condono relativo agli omessi o tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute emergenti dalle dichiarazioni presentate.

    La norma disciplina un condono clemenziale, perfezionabile solo mediante il pagamento integrale e tempestivo dell’importo dovuto, inclusi gli interessi eventualmente previsti. Il pagamento della sola prima rata non produce l’effetto definitorio se le rate successive non vengono pagate correttamente.

  • Legge n. 289 del 2002, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Sono richiamate come ipotesi di condono premiale, diverse dall’art. 9-bis, nelle quali il contribuente esercita un diritto potestativo volto a ottenere un accertamento straordinario secondo regole peculiari.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis

    Il richiamo serve a distinguere il condono dell’art. 9-bis, nel quale non è necessaria un’ulteriore attività di liquidazione dell’importo, già determinato sulla base della dichiarazione integrativa.

  • Codice di procedura civile, art. 360, n. 3

    La disposizione consente di denunciare in cassazione la violazione o falsa applicazione di norme di diritto; è stata indicata come parametro processuale del ricorso dell’Agenzia.

Massime di principio

  • Nei condoni che richiedono il pagamento rateale, occorre verificare se la legge subordini espressamente il perfezionamento all’integrale e tempestivo pagamento: in tal caso, il ritardo anche di una sola rata può far perdere il beneficio.
  • Il pagamento della prima rata non è automaticamente sufficiente a perfezionare il condono; può costituire soltanto un adempimento parziale, privo dell’effetto definitorio previsto dalla legge.
  • È importante distinguere tra condoni clemenziali, basati sul pagamento di somme già determinate, e condoni premiali o definizioni che richiedono un accertamento straordinario: le condizioni di perfezionamento possono essere differenti.
  • In presenza di termini di pagamento rateale, il contribuente deve rispettare sia l’integralità sia la tempestività dei versamenti, conservando la documentazione comprovante ogni pagamento.
  • Un orientamento giurisprudenziale successivo può incidere sulla decisione della causa, ma non elimina automaticamente gli effetti della tardività del pagamento quando la norma richiede il rispetto rigoroso delle scadenze.

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