Sentenza del 17/03/2015 n. 586 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Accertamento con adesione- legittimità di iscrizione a ruolo nel periodo moratorio dei 90 giorni
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente ha contestato la legittimità dell'iscrizione a ruolo effettuata durante il periodo moratorio di 90 giorni previsto nell'ambito della procedura di accertamento con adesione. La procedura, riguardante due annualità, era proseguita con la determinazione concordata degli importi e con la consegna da parte dell'Ufficio di due piani di ammortamento sottoscritti. Il contribuente sosteneva che tali comportamenti integrassero una definizione dell'accertamento e che dovesse essere sgravata la seconda annualità, poiché egli si era impegnato a vendere un immobile per pagare il debito, ma la vendita era stata resa impossibile dall'iscrizione ipotecaria dell'Amministrazione.
La decisione
La procedura di accertamento con adesione è stata considerata conclusa sulla base dei comportamenti concludenti delle parti: l'emissione dei ruoli, il raggiungimento dell'accordo e il pagamento di un piano di ammortamento hanno evidenziato l'esistenza di un'intesa vincolante. È stato quindi ritenuto necessario lo sgravio della seconda annualità, in quanto l'iscrizione ipotecaria dell'Amministrazione aveva impedito al contribuente di realizzare l'immobile e di adempiere secondo il piano concordato. La pretesa dell'Amministrazione è stata pertanto accolta solo nei limiti compatibili con l'accordo e con la condotta tenuta dalle parti.
Norme richiamate
D.lgs. n. 218/1997, accertamento con adesione
La procedura può perfezionarsi attraverso la definizione degli importi, la sottoscrizione dei piani di pagamento e i comportamenti successivi coerenti delle parti. L'Amministrazione non può disconoscere gli effetti dell'accordo quando la propria condotta abbia contribuito a consolidare l'affidamento del contribuente.
Corte costituzionale, sentenza n. 228/2014
Il rapporto tributario deve essere interpretato alla luce dei principi di collaborazione, buona fede e tutela dell'affidamento, evitando che l'Amministrazione tragga vantaggio da una situazione da essa stessa determinata o aggravata.
Massime di principio
- Un accordo di accertamento con adesione può risultare perfezionato non solo da un atto formale conclusivo, ma anche da comportamenti concludenti, quali la determinazione concordata del debito, la predisposizione e sottoscrizione dei piani di pagamento, l'iscrizione a ruolo coerente con l'accordo e il pagamento delle rate.
- L'Amministrazione deve rispettare il principio di buona fede e non può adottare iniziative cautelari o esecutive incompatibili con il piano concordato quando tali iniziative rendano impossibile al contribuente adempiere.
- Se un vincolo ipotecario imposto dall'Amministrazione impedisce la vendita del bene sulla quale il contribuente contava per pagare il debito, può essere chiesto lo sgravio o la revisione della posizione nella parte divenuta inesigibile per effetto della condotta dell'Ufficio.
- La mera iscrizione a ruolo durante il periodo moratorio non è necessariamente illegittima in assoluto; occorre verificare se sia compatibile con l'accordo raggiunto, con i termini di pagamento e con i comportamenti successivi dell'Amministrazione.
- La tutela non deriva automaticamente da qualsiasi trattativa: è necessario dimostrare elementi oggettivi dell'accordo, come importi definiti, piani sottoscritti, pagamenti effettuati e atti dell'Ufficio coerenti con la procedura.
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