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Legge

L.R. Basilicata 36/2018

ECOMUSEI, CASE DI COMUNITÀ

Normativa regionaleL.R. Basilicata 36/2018Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge della Basilicata riconosce e disciplina gli ecomusei come luoghi di comunità e strumenti partecipativi per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale locale. Prevede riconoscimento regionale, elenco degli ecomusei, Consulta regionale, marchio, criteri di gestione e finanziamenti. Contiene norme transitorie per il primo riconoscimento e l’adeguamento degli ecomusei già attivi.

Disciplina degli ecomusei e delle case di comunità in Basilicata

Disciplina degli ecomusei in Basilicata

La legge regionale della Basilicata riconosce gli ecomusei come strumenti di partecipazione dal basso per la cura, interpretazione e valorizzazione del territorio. L’intervento normativo mira a integrare patrimonio culturale, paesaggio, ambiente e sviluppo locale, con forte coinvolgimento delle comunità, degli enti locali, delle associazioni e degli organismi di ricerca.

Nozione, natura e finalità degli ecomusei

L’ecomuseo è configurato come un luogo di comunità, assimilabile a un museo permanente, adeguato alle finalità di studio, conservazione e promozione dell’identità collettiva e del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico locale. La disciplina insiste sulla gestione condivisa di un territorio geograficamente delimitato e omogeneo, caratterizzato da specificità storiche, culturali, materiali, immateriali, paesaggistiche e ambientali.

Le finalità comprendono, tra le altre:

  • rafforzamento dell’identità e della partecipazione democratica della comunità;
  • recupero e valorizzazione di ambienti di vita e lavoro tradizionali;
  • sostegno a ricerca, documentazione e attività didattico-educative;
  • promozione di sviluppo locale, interculturalità e cittadinanza attiva;
  • tutela e valorizzazione del paesaggio e del patrimonio idrico lucano;
  • inclusione sociale, anche delle persone con disabilità;
  • promozione degli statuti dei luoghi e di percorsi formativi per i gestori.

Strumenti operativi: laboratori, mappe di comunità e statuti dei luoghi

Gli obiettivi della legge sono perseguiti attraverso laboratori di cittadinanza attiva, mappe di comunità e altre forme di coinvolgimento partecipato. I laboratori servono a costruire rappresentazioni condivise del territorio e a sviluppare una consapevolezza collettiva del paesaggio.

Le mappe di comunità sono elaborate dagli abitanti con il supporto di facilitatori, tecnici, artisti e storici locali. Lo statuto dei luoghi ha natura normativa ed è adottato dalle amministrazioni locali per identificare valori, memorie e significati da tutelare. Tali strumenti sono richiamati anche nel processo di formazione del Piano paesaggistico regionale.

Riconoscimento, gestione ed elenco regionale

Gli ecomusei possono essere promossi da associazioni e fondazioni senza scopo di lucro, da enti locali singoli o associati, in collaborazione con enti di ricerca pubblici e privati. La Regione li riconosce tramite delibera di Giunta e, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, deve approvare un regolamento con criteri e requisiti minimi per il riconoscimento.

La Regione istituisce un elenco degli ecomusei di interesse regionale; l’iscrizione equivale a riconoscimento della qualifica. L’elenco è aggiornato annualmente; ogni tre anni è verificata la permanenza dei requisiti minimi e, per gravi motivi, la qualifica può essere revocata anche in qualsiasi momento, sentita la Consulta.

Denominazione, marchio e rete degli ecomusei

Ogni ecomuseo riconosciuto ha diritto a una denominazione esclusiva e a un marchio proprio, tutelato nelle forme di legge. La Regione può inoltre promuovere un marchio unitario della rete degli ecomusei lucani, per valorizzarne l’immagine complessiva.

Consulta regionale degli ecomusei

È istituita una Consulta regionale con funzioni di promozione, coordinamento e attuazione della legge. La Consulta esprime pareri su riconoscimento, formazione e revoca della qualifica, formula indirizzi sui finanziamenti, coordina le attività e presenta una relazione annuale entro il 28 febbraio.

La composizione include rappresentanti regionali, dell’Osservatorio del paesaggio, dell’Università della Basilicata, degli ecomusei riconosciuti, dell’ANCI regionale, delle autorità di gestione dei programmi comunitari e delle associazioni interessate. Non sono previsti compensi; la Consulta si riunisce almeno due volte l’anno.

Finanziamenti e copertura delle spese

Per il solo anno 2019 la gestione e il funzionamento degli ecomusei riconosciuti sono finanziati in via straordinaria con fondi del bilancio regionale. Le attività possono essere sostenute anche mediante programmazione regionale e fondi comunitari FESR, FSE, FEASR e FSC, con strumenti come avvisi pubblici, accordi di programma e accordi di valorizzazione. La disciplina richiama anche la possibilità di ricorrere all’Art bonus.

Regime transitorio

In prima applicazione, sono qualificati ecomusei i soggetti già attivi con finalità analoghe e iniziative documentate; la Regione procede alla ricognizione e riconosce denominazione e marchio. La Consulta deve essere costituita entro 120 giorni dall’entrata in vigore. Gli ecomusei già attivi devono adeguarsi ai requisiti del regolamento entro un anno dalla sua approvazione.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.

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