L.R. Emilia-Romagna 14/2008
NORME IN MATERIA DI POLITICHE PER LE GIOVANI GENERAZIONI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Emilia-Romagna il sistema integrato di politiche e servizi per bambini, adolescenti e giovani: programmazione, tutela, partecipazione, famiglia, scuola, salute, sport, cultura, lavoro, abitazione e aggregazione. Prevede osservatori, coordinamenti e contributi regionali. Molte disposizioni sono strutturali e ancora utili; sono però obsolete le norme abrogate e quelle su procedimenti/progetti ormai conclusi.
Politiche per le giovani generazioni e servizi per infanzia, adolescenza e giovani in Emilia-Romagna
Politiche per le giovani generazioni in Emilia-Romagna
La legge definisce il quadro regionale per la promozione dei diritti, del benessere e della partecipazione di bambini, adolescenti e giovani in Emilia-Romagna. Imposta una programmazione integrata tra Regione, enti locali, scuola, sanità e terzo settore, distinguendo la disciplina per minori e giovani e prevedendo strumenti di coordinamento, monitoraggio e finanziamento.
Principi generali e programmazione integrata
La Regione riconosce bambini, adolescenti e giovani come soggetti di diritti autonomi e risorsa della comunità regionale. Le politiche devono mirare a pari opportunità, salute fisica, mentale e sociale, partecipazione, cittadinanza attiva, dialogo intergenerazionale e interculturale, educazione alla pace e alla legalità, diritto all’istruzione, al gioco, alla cultura, allo sport e all’ascolto del minore nelle procedure che lo riguardano.
La programmazione regionale deve integrare politiche sociali, scolastiche, formative, sanitarie, abitative, culturali, del lavoro, della mobilità e dello sviluppo sostenibile, in raccordo con enti locali, Stato, parti sociali e terzo settore. È valorizzata la continuità degli interventi lungo le diverse età e la collaborazione pubblico-privato sociale.
Funzioni di Comuni, Regione e assetto istituzionale
I Comuni, singoli o associati, sono il livello operativo principale: leggono i bisogni, pianificano, programmano, erogano e valutano servizi e interventi nell’ambito della programmazione distrettuale per salute e benessere sociale. Sono titolari delle funzioni in materia di tutela dei minori, salvo le competenze dell’autorità giudiziaria, e curano servizi socio-educativi, sostegno alla genitorialità, luoghi di aggregazione, progetti giovanili e partecipazione dei giovani.
La Regione approva i programmi strategici per infanzia, adolescenza e giovani, coordina le realtà distrettuali, istituisce organismi di coordinamento, può disporre controlli sulle comunità autorizzate per minori, raccoglie e diffonde dati tramite l’osservatorio regionale e sostiene la formazione dei tutori e curatori. Promuove inoltre accordi per il sostegno abitativo, il servizio civile, il volontariato e progetti innovativi.
Osservatorio regionale e coordinamento
È istituito l’Osservatorio regionale per l’infanzia, l’adolescenza e i giovani, articolato in sezioni per infanzia, adolescenza e giovani, con compiti di raccolta, analisi e restituzione dei dati, mappatura dei servizi, ricerche, relazioni periodiche e pubblicazioni. La sua attività coinvolge assessorati, agenzie e istituti regionali, enti territoriali, amministrazioni statali e, previo accordo, le magistrature minorili.
È inoltre previsto un coordinamento regionale presso la Presidenza della Giunta, con funzione consultiva, per l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e un gruppo tecnico intersettoriale per raccordare gli interventi dei diversi settori regionali. A livello territoriale operano coordinamenti tecnici distrettuali e delle conferenze territoriali sociali e sanitarie.
Interventi per infanzia e adolescenza: partecipazione, educazione e salute
Per i minori la legge promuove partecipazione alla vita pubblica, gioco, accesso alla cultura e ai media, educazione alla salute, stili di vita sani, educazione al movimento e attività sportive non agonistiche, uso consapevole dei media e contrasto a dipendenze e cyberbullismo. Sono favoriti interventi e servizi di prossimità, anche in ambito urbano e nei luoghi di vita, con attenzione all’accessibilità e alla qualità educativa.
È previsto il sostegno a centri per le famiglie, servizi educativi, servizi sociali professionali, équipe territoriali e di secondo livello, centri estivi, soggiorni di vacanza, attività oratoriali, scoutismo e centri di aggregazione. La Regione disciplina anche i requisiti organizzativi dei servizi e le modalità di vigilanza comunale.
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