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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11033/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per aver la Corte di merito escluso l'aggravante relativa all'esposizione alla pubblica fede (art. 625 n. 7 c.p.) e, conseguentemente, omesso di considerare che, con l'esclusione di tale circostanza, il reato di furto aggravato sarebbe divenuto procedibile a querela della persona offesa; in mancanza di querela la condizione di procedibilità sarebbe venuta meno e si sarebbe dovuta pronunciare l'estinzione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il novellato art. 624, comma 3, c.p. (a seguito dell'art. 2, comma 1, lett. i) del d.lgs. n. 150/2022) che rende il delitto di furto aggravato procedibile a querela della persona offesa salvo le specifiche eccezioni (tra cui i casi di incapace, le particolari ipotesi previste dall'art. 625 n. 7 e 7-bis e il caso di cose esposte alla pubblica fede). Non risultando dagli atti alcuna querela della persona offesa, la Corte ha dichiarato che manca la condizione di procedibilità e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché l'azione penale non può essere proseguita.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 2, comma 1, lett. i)

    La disposizione ha novellato l'art. 624 c.p., incidendo sulla procedibilità del delitto di furto aggravato, rendendolo in generale procedibile a querela della persona offesa salvo le eccezioni previste dal codice.

  • art. 624, comma 3, cod. pen.

    il delitto di furto aggravato sia procedibile a querela della persona offesa, a meno che ... ricorra taluna delle circostanze di cui all'art. 625, n. 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e n. 7-bis, nel qual caso si procede di ufficio

    Con il testo novellato, il furto aggravato è normalmente procedibile a querela; soltanto in presenza delle eccezioni tassative (incapacità della persona offesa, circostanze di cui all'art. 625 n.7, n.7-bis, o esposizione alla pubblica fede) resta la perseguibilità d'ufficio.

  • art. 625, n. 7, cod. pen.

    esposizione alla pubblica fede

    La circostanza aggravante collegata alle cose esposte alla pubblica fede era stata inizialmente ritenuta rilevante per la procedibilità d'ufficio; la sua esclusione comporta la verifica della necessità della querela per proseguire l'azione penale.

  • art. 625, n. 7-bis, cod. pen.

    Prevede ulteriori ipotesi in cui, nonostante la norma generale, si procede d'ufficio; richiamata dalla sentenza come eccezione alla procedibilità a querela.

Massime di principio

  • Dopo la riforma introdotta dal d.lgs. n. 150/2022 l'aggravante del furto non determina automaticamente la procedibilità d'ufficio: occorre verificare se ricorra una delle eccezioni tassative (incapacità della persona offesa, ipotesi di cui all'art. 625 n.7 o n.7-bis, o esposizione alla pubblica fede).
  • Se in sede di merito viene esclusa una circostanza che giustificava la procedibilità d'ufficio, il giudice deve verificare se è necessaria la querela della persona offesa; in assenza di querela lazione penale si estingue e la sentenza deve essere annullata senza rinvio.
  • In casi analoghi la difesa deve sempre controllare la presenza nei fascicoli della querela della persona offesa: la sua assenza costituisce motivo idoneo a chiedere l'estinzione del processo per difetto della condizione di procedibilità.
  • La procura e il giudice devono valutare tempestivamente, anche in sede di appello, l'effetto di modifiche normative intervenute sulla procedibilità: l'eventuale sopravvenuto difetto di querela può determinare l'annullamento definitivo della pronuncia.
  • La conversione o esclusione di aggravanti che incidono sulla procedibilità può determinare una rideterminazione della pena e, se la procedibilità diventa a querela e la querela manca, l'improcedibilità dell'azione penale.

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