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DPCM

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 marzo 2026, n. 43

Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 186, di riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Normativa italiana26G00060

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto modifica il DPCM n. 186/2023 riorganizzando il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: ridefinisce i Provveditorati in regionali e interregionali, istituisce una Struttura nazionale di supporto per i PUMS, aggiorna compiti e denominazioni di alcune direzioni e incrementa la dotazione organica. Prevede inoltre un decreto ministeriale attuativo entro 60 giorni e regole transitorie senza nuovi oneri per la finanza pubblica.

Riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Il provvedimento modifica il regolamento di organizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui al DPCM 30 ottobre 2023, n. 186. L’intervento aggiorna l’assetto delle strutture centrali e decentrate, adegua la dotazione organica e disciplina una fase transitoria per l’operatività dei nuovi uffici.

Riassetto dei Provveditorati per le opere pubbliche

La disciplina dei Provveditorati viene aggiornata sostituendo il riferimento ai soli Provveditorati interregionali con quello ai Provveditorati regionali e interregionali. La rete territoriale è ridefinita in nove articolazioni, con sedi principali e sedi coordinate individuate per aree regionali specifiche.

Restano confermate strutture con ambito interregionale per più territori, mentre vengono previste anche strutture regionali autonome per Lombardia ed Emilia-Romagna. Viene inoltre aggiornato il lessico delle competenze e dell’organizzazione interna dei Provveditorati per uniformarlo alla nuova denominazione.

Struttura nazionale di supporto per i PUMS

Nell’ambito del Dipartimento per i trasporti e la navigazione, alle dipendenze della Direzione generale per il trasporto pubblico locale, viene istituita la Struttura nazionale di supporto per i Piani urbani della mobilità sostenibile (PUMS). La struttura è designata quale punto di contatto nazionale ai sensi del regolamento (UE) 2024/1679.

Alla struttura è preposto un dirigente di livello non generale, nell’ambito della dotazione organica complessiva del Ministero. Le sue funzioni comprendono il supporto all’attuazione del regolamento europeo, l’assistenza per l’adozione e il monitoraggio dei PUMS e la predisposizione del programma nazionale per i PUMS.

Aggiornamento di denominazioni e competenze interne

Il decreto interviene anche sulla Direzione generale per gli affari legali, estendendone la denominazione agli aspetti societari. Le modifiche lessicali sono diffuse nelle disposizioni del DPCM 186/2023 per allineare competenze, rubrica degli articoli e formulazioni interne alla nuova organizzazione del Ministero.

Dotazione organica e incarichi dirigenziali

La dotazione organica del Ministero viene incrementata: i riferimenti numerici dell’articolo 18 del DPCM 186/2023 sono aggiornati da 40 a 43 e da 211 a 218. Inoltre, la Tabella A allegata al DPCM 186/2023 viene sostituita dalla nuova Tabella A allegata al decreto.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti deve adottare un decreto per individuare e definire i compiti degli uffici dirigenziali di livello non generale oggetto di riorganizzazione e per distribuirli tra le strutture di livello dirigenziale generale.

Regime transitorio

Fino all’adozione del decreto ministeriale attuativo, ciascun ufficio dirigenziale generale continua ad avvalersi dei preesistenti uffici dirigenziali non generali secondo le competenze del rispettivo settore. Sono inoltre fatti salvi, fino alla conclusione delle nuove procedure di conferimento, gli incarichi dirigenziali e le assegnazioni del personale non dirigenziale nelle strutture interessate dalla riorganizzazione.

Copertura finanziaria

L’attuazione del regolamento non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Testo integrale

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