DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 giugno 2026, n. 150
Regolamento recante modalità e criteri di assegnazione del premio al merito denominato «De agri cultura» di cui all'articolo 10, comma 2, della legge 28 febbraio 2024, n. 24.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento disciplina il premio annuale “De agri cultura”, istituito presso la Presidenza del Consiglio per iniziativa della legge n. 24/2024. Il premio, finanziato ogni anno con appositi stanziamenti, è assegnato a imprese agricole o imprenditori agricoli professionali per progetti avviati nel triennio precedente, già realizzati o quasi conclusi, in due categorie: innovazione tecnologica e rivisitazione creativa della cultura agricola tradizionale. Prima applicazione per gli anni 2024-2026.
Premio annuale per innovazione e qualità in agricoltura
Premio “De agri cultura”
Il regolamento disciplina modalità, criteri e procedura di assegnazione del premio al merito denominato “De agri cultura”, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il riconoscimento è annuale e mira a valorizzare iniziative agricole innovative o capaci di reinterpretare in chiave creativa la cultura agricola tradizionale.
Ambito del premio e categorie ammesse
Il premio è conferito ogni anno in relazione a due categorie di merito:
- innovazione tecnologica in agricoltura, con uso di tecniche e metodi di coltivazione integrata rispettosa dell’ecosistema;
- qualità del bene, competenza e rivisitazione della cultura tradizionale agricola in chiave creativa e innovativa.
Il premio consiste in una somma di denaro stanziata annualmente, da ripartire in parti uguali tra i vincitori individuati dalla Commissione.
Destinatari e requisiti soggettivi
Possono accedere al premio i soggetti indicati dalla legge istitutiva, purché presentino progetti coerenti con le finalità del bando. I progetti devono essere:
- avviati nel triennio antecedente all’anno cui si riferisce il premio;
- già realizzati oppure in fase di realizzazione;
- relativi a una delle categorie previste;
- diretti a una rivisitazione creativa e innovativa della cultura agricola tradizionale, con contributo efficace all’incremento della competitività del settore agricolo.
Per i progetti non ancora ultimati, al momento della domanda essi devono risultare realizzati per almeno l’80% e devono essere completati entro il termine perentorio fissato nel bando, a pena di esclusione o revoca del premio.
I soggetti devono inoltre:
- esercitare attività agricola ai sensi dell’art. 2135 c.c. oppure essere imprenditori agricoli professionali;
- svolgere almeno una delle attività previste dalla legge n. 24/2024;
- essere iscritti nella sezione speciale del registro delle imprese;
- essere iscritti all’anagrafe unica delle aziende agricole;
- non avere condanne penali, procedimenti penali pendenti in Italia o all’estero, né provvedimenti ostativi iscritti nel casellario giudiziale;
- essere in regola con gli obblighi previdenziali, fiscali e assicurativi.
Bando annuale e presentazione delle domande
La Presidenza del Consiglio dei ministri, tramite l’Ufficio del Segretario generale, predispone ogni anno, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello cui si riferisce il premio, un avviso pubblico denominato “Bando De agri cultura”.
Il bando:
- è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie speciale “Concorsi ed esami”;
- indica il modello di domanda, la documentazione necessaria e l’indirizzo PEC di invio;
- stabilisce il termine perentorio di presentazione.
La domanda deve essere trasmessa, a pena di esclusione, insieme al progetto e alla documentazione richiesta, all’indirizzo PEC indicato nel bando.
In prima applicazione, il bando riguarda gli anni 2024, 2025 e 2026.
Valutazione delle domande e Commissione
Scaduti i termini per la presentazione delle istanze, il Segretario generale nomina una Commissione per la valutazione.
La Commissione è composta da:
- il Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, o un suo delegato, con funzioni di presidente;
- un secondo rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri;
- un rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze;
- un rappresentante del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;
- un rappresentante del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
La Commissione:
- esamina le domande secondo l’ordine cronologico di arrivo;
- verifica la conformità della documentazione al regolamento e al bando;
- valuta i progetti dei candidati ritenuti idonei;
- individua i vincitori delle due categorie;
- può decidere di non assegnare il premio se i progetti sono ritenuti inadeguati rispetto alle finalità del premio.
La Commissione si avvale di una segreteria tecnico-amministrativa. Né i componenti della Commissione né quelli della segreteria percepiscono emolumenti, gettoni o indennità.
Criteri di valutazione
Per la categoria relativa all’innovazione tecnologica, la valutazione considera in particolare:
- strumenti tecnologici che riducano il consumo di acqua per irrigazione e mantengano gli equilibri idromorfologici;
- riduzione di fertilizzanti, fitosanitari e sostanze chimiche;
- miglioramento della pratica colturale per ambiente, ecosistema e biodiversità;
- tecniche produttive con miglior rapporto tra obiettivi e costi di realizzazione.
Per la categoria relativa alla qualità e rivisitazione della tradizione agricola, la valutazione riguarda:
- produzione di prodotti biologici, DOP o IGP;
- produzione con metodi riconosciuti dal Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (SQNPI) e di prodotti del capitale territoriale che incrementino la biodiversità.
Per i progetti già realizzati, la Commissione valuta gli effetti prodotti; per quelli ancora in corso, valuta durata prevista, concreta realizzabilità nei termini indicati ed effetti attesi. In caso di vincita di un progetto non ancora completato, il beneficiario deve trasmettere nei termini del bando una relazione dettagliata sulla compiuta realizzazione, a pena di esclusione o revoca del premio.
Disposizioni finanziarie
Il premio è finanziato a valere sulle disponibilità del capitolo di bilancio dedicato al premio “De agri cultura” presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, per l’anno finanziario 2024 e per gli anni successivi sui pertinenti capitoli di bilancio.
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