L.R. Campania 12/2006
Disposizioni in materia di Amministrazione e Contabilità del Consiglio Regionale della Campania [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina l’ordinamento contabile del Consiglio regionale della Campania: bilancio di previsione, gestione di entrate e spese, fondo economale, patrimonio, rendiconto e controlli sugli atti dei dirigenti. Il titolo sull’attività contrattuale è stato abrogato dal 27 febbraio 2007. La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.
Contabilità, bilancio e controlli del Consiglio regionale della Campania
Contabilità, bilancio e controlli del Consiglio regionale della Campania
La legge disciplina l’ordinamento contabile del Consiglio regionale della Campania, la gestione delle risorse finanziarie necessarie al suo funzionamento e i controlli sugli atti dei dirigenti. Il testo vigente risulta però solo in parte attuale: l’intero titolo sull’attività contrattuale è stato abrogato dal 27 febbraio 2007 ed è oggi privo di utilità applicativa.
Oggetto e ambito della disciplina
La legge riguarda esclusivamente il Consiglio regionale della Campania e si coordina con la disciplina contabile regionale e con lo Statuto. Regola inoltre le forme di controllo preventivo e successivo sugli atti dirigenziali del Consiglio.
Bilancio di previsione
Il bilancio annuale di previsione del Consiglio è approvato dal Consiglio regionale, su proposta dell’Ufficio di presidenza, entro il 30 settembre di ciascun anno, insieme alla relazione previsionale e programmatica. La proposta deve essere approvata dall’Ufficio di presidenza entro il 15 settembre dell’anno precedente. I dirigenti di settore comunicano i fabbisogni presunti entro il 31 luglio.
Le somme stanziate nel bilancio regionale a favore del Consiglio sono corrisposte in tre rate quadrimestrali anticipate. Il bilancio del Consiglio precede quello della Regione, così che il bilancio regionale riporti le UPB del Consiglio e il relativo ammontare.
Struttura del bilancio e variazioni
Il bilancio è formulato in termini di competenza e di cassa e comprende stati di previsione delle entrate e delle spese e il quadro generale riassuntivo. Per ciascuna UPB sono indicati residui, previsioni di accertamento, riscossione, impegno e pagamento; possono essere iscritti avanzo di amministrazione presunto e giacenza di cassa iniziale.
Le variazioni che incidono sul fabbisogno delle UPB di funzionamento sono deliberate dall’Ufficio di presidenza e comunicate al Presidente della Giunta regionale. Ulteriori variazioni necessarie per il rendiconto o per i capitoli e le disaggregazioni del bilancio possono essere approvate entro il 30 ottobre. Il segretario generale, di concerto con il dirigente di bilancio e ragioneria, assegna poi le risorse ai singoli dirigenti. Il maggior fabbisogno emerso in gestione è deliberato dal Consiglio su proposta dell’Ufficio di presidenza.
Fondo di riserva e tesoreria
Nel bilancio è previsto un fondo di riserva per integrare capitoli o istituirne di nuovi in caso di spese non prevedibili al momento dell’approvazione. Le variazioni necessarie per utilizzarlo seguono la disciplina delle variazioni di bilancio.
Il servizio di tesoreria e di cassa è affidato, tramite convenzione e licitazione privata con invito ad almeno sette istituti di credito, per una durata massima di cinque anni, senza rinnovo tacito.
Entrate del Consiglio regionale
Dopo l’approvazione del bilancio annuale della Regione, la Giunta versa al Consiglio i fondi destinati al suo funzionamento; in caso di esercizio provvisorio il versamento è proporzionato alla durata dello stesso. Confluiscono inoltre le entrate derivanti da attività dirette del Consiglio, come vendita di beni, liberalità, corrispettivi contrattuali, convenzioni, sponsorizzazioni e interessi attivi del conto di tesoreria.
Le entrate si realizzano mediante accertamento, riscossione e versamento. L’accertamento compete al dirigente di bilancio e ragioneria o a un funzionario incaricato del medesimo settore. Le somme accertate e non riscosse o non versate costituiscono residui attivi, sottoposti a verifica in sede di rendiconto.
Ordini di incasso
Gli incassi sono disposti mediante reversali firmate dal dirigente di bilancio e ragioneria o da un funzionario incaricato. Le reversali devono indicare esercizio, data, numero progressivo, gestione, capitolo, debitore, importo, causale, situazione del capitolo ed estremi dell’atto di accertamento. Sono emesse in doppio esemplare e in ordine cronologico.
Gestione delle spese
Le spese del Consiglio si realizzano attraverso impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento. L’impegno è assunto dal dirigente competente con determina, entro i limiti degli stanziamenti assegnati, e deve essere coerente con documentazione, corretta imputazione e corretta applicazione fiscale.
Alcune spese si considerano impegnate automaticamente con l’approvazione del bilancio e delle successive variazioni, tra cui trattamenti economici dei membri del Consiglio e della Giunta, dei consiglieri cessati, canoni di locazione, utenze, imposte, commissioni bancarie, bolli di quietanza e trattamento economico dei dipendenti.
Le determine di spesa sono sottoposte al visto di regolarità contabile; il visto è negato in caso di insufficiente copertura, imputazione errata, irregolarità fiscale o violazione della disciplina contabile. La liquidazione compete al dirigente competente o a un incaricato ed è subordinata alla verifica della corrispondenza tra impegno, credito esigibile e documentazione. L’ordinazione avviene con mandato di pagamento emesso dal dirigente di bilancio e ragioneria.
Residui ed economie di spesa
Costituiscono residui passivi le somme impegnate e non pagate entro l’esercizio. Le somme stanziate ma non impegnate entro l’esercizio generano economie di spesa e non possono essere mantenute tra i residui. Residui attivi e passivi sono annualmente sottoposti ad accertamento o riaccertamento in sede di rendiconto.
Fondo economale e minute spese
Il fondo economale di cassa copre spese di minore importo e non può superare annualmente il 3% della spesa prevista per beni e servizi. È gestito dall’economo e da eventuali sostituti; il periodo massimo di incarico temporaneo indicato nel testo è stato poi soppresso.
L’economo può disporre direttamente, entro specifici limiti, spese urgenti di cancelleria, manutenzione, noleggio e acquisto di minute attrezzature e arredi; può inoltre pagare spese di rappresentanza, colazioni di lavoro, abbonamenti e pubblicazioni, spese per eventi e ricorrenze e minute spese di servizio. Talune spese, come utenze, imposte, bolli e anticipazioni di viaggio e missione, possono essere pagate indipendentemente dagli importi.
L’economo è personalmente responsabile delle spese disposte e presenta rendiconti periodici al dirigente di bilancio e ragioneria, che approva il rendiconto e reintegra il fondo. Il fondo va restituito a fine esercizio. Le scritture contabili dell’economo sono il giornale di cassa e il partitario generale dei fornitori, trasmessi trimestralmente alla commissione consiliare bilancio entro venti giorni dalla fine del trimestre.
Gestione patrimoniale e beni mobili
I beni mobili del Consiglio sono amministrati dal settore amministrazione ed economato, che ne è consegnatario. I dirigenti delle strutture assegnatarie hanno la custodia dei beni inventariati e rispondono del loro corretto uso, della custodia e dei danni derivanti da omessa vigilanza.
L’inventario registra descrizione, valutazione, variazioni e consistenza finale dei beni; ogni bene inventariato deve recare targhetta con il numero d’inventario. Entro febbraio di ogni anno il responsabile del settore amministrazione ed economato trasmette alla ragioneria il prospetto delle variazioni ai fini dell’elenco del patrimonio. L’inventario è aggiornato periodicamente e comunque ogni cinque anni.
Il settore amministrazione ed economato cura anche elenco fornitori, acquisti, conservazione e distribuzione dei beni, manutenzione, gestione dei magazzini e messa fuori uso dei beni non più utilizzabili. I beni fuori uso possono essere destinati a pubblica utilità o alienati secondo criteri dell’Ufficio di presidenza; quelli inutilizzabili sono avviati allo smaltimento definitivo.
Rendiconto e risultati della gestione
I risultati della gestione sono rappresentati dal rendiconto annuale, che comprende conto del bilancio e conto del patrimonio. Il rendiconto è approvato dal Consiglio regionale con il parere referente della commissione bilancio. La proposta di rendiconto con relazione illustrativa è approvata dall’Ufficio di presidenza e trasmessa al collegio dei revisori entro il 31 marzo dell’anno successivo; la commissione esprime il parere entro dieci giorni dalla relazione dell’organismo di revisione. Se il termine cade nel periodo di sospensione per elezioni regionali, decorre dall’insediamento della commissione.
Il conto del bilancio espone entrate e spese secondo la struttura del bilancio di previsione, la gestione dei residui e il totale dei residui da riportare all’esercizio successivo. L’eventuale avanzo di amministrazione può essere utilizzato come maggiore entrata nel bilancio dell’esercizio in corso alla data di approvazione del rendiconto. Il conto del patrimonio indica consistenze iniziali e finali degli elementi patrimoniali.
Organizzazione interna contabile
Il settore bilancio e ragioneria tiene le scritture contabili, predispone bilancio, variazioni e rendiconto d’intesa con le strutture interessate, registra accertamenti e impegni, emette mandati di pagamento, segnala deficit di bilancio, predispone rapporti periodici, trasmette alla commissione bilancio la situazione riassuntiva di entrate e spese e cura gli altri adempimenti previsti.
Le scritture contabili principali sono: partitario degli accertamenti, partitario degli impegni, partitario dei residui e giornale cronologico di reversali e mandati.
Controlli preventivi sugli atti dei dirigenti
Gli atti amministrativi e di diritto privato dei dirigenti del Consiglio sono soggetti, in via preventiva, al visto di regolarità contabile se comportano impegni di spesa e al controllo di legittimità interno. Il visto contabile è apposto dal dirigente di bilancio e ragioneria; il controllo di legittimità dal dirigente competente per materia.
Gli atti con impegno di spesa sono sottoposti al controllo di legittimità solo se muniti del visto contabile. Le note di liquidazione sono soggette al solo visto contabile. In caso di rilievi, il dirigente che ha adottato l’atto può adeguarsi modificando o integrando il provvedimento, oppure confermarlo sotto la propria responsabilità. Gli atti diventano esecutivi dalla data del visto di legittimità. L’Ufficio di presidenza stabilisce i termini per il controllo e può prevedere ulteriori modalità, senza che il decorso del termine produca silenzio-assenso.
Controllo contabile successivo
La commissione bilancio esercita il controllo contabile successivo sugli atti dei dirigenti che comportano impegno di spesa. Trimestralmente l’Ufficio di presidenza trasmette una relazione sull’andamento della gestione e la commissione invia le proprie osservazioni. In occasione del parere sul rendiconto, la commissione presenta al Consiglio una relazione generale sui risultati del controllo. Il bilancio preventivo e le variazioni sono trasmessi in copia alla commissione.
Disposizioni sul titolo contrattuale abrogato
Il titolo dedicato all’attività contrattuale del Consiglio regionale è stato abrogato dal 27 febbraio 2007. Le numerose disposizioni che disciplinavano ambito, programmazione, scelta del contraente, cauzioni, stipula, durata, subappalto, varianti, verifica e collaudo non sono quindi più operative. Il testo riportato conserva valore storico, ma non ha più applicazione pratica attuale.
Entrata in vigore e abrogazioni
La legge ha abrogato ogni norma incompatibile con essa ed è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. Parte della disciplina successiva è stata poi modificata dalle leggi regionali richiamate in intestazione e, per un comma dell’articolo 27, anche dalla sentenza della Corte costituzionale n. 431 del 2007.
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