L.R. Marche 16/2010
Assestamento del bilancio 2010
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge aggiorna il bilancio 2010 della Regione Marche: ridetermina residui, cassa, saldo finanziario e mutui, apporta variazioni alle entrate e spese e modifica varie norme settoriali. Contiene misure puntuali su alienazioni, spesa del personale, sanità, ambiente, servizi pubblici locali e contributi. Molte disposizioni hanno effetti limitati al 2010-2011 o a termini specifici già scaduti.
Assestamento del bilancio regionale 2010 della Regione Marche
Assestamento del bilancio 2010 della Regione Marche
La legge interviene sull’assetto del bilancio regionale 2010 della Regione Marche, aggiornando i saldi contabili e introducendo una serie di disposizioni settoriali e organizzative collegate alla manovra finanziaria. Accanto alle variazioni di bilancio, contiene norme puntuali su patrimonio, personale, sanità, ambiente, servizi pubblici locali e altri ambiti, molte delle quali hanno efficacia temporalmente circoscritta.
Aggiornamento dei residui, della cassa e del saldo finanziario
Il provvedimento ridetermina i residui attivi e passivi risultanti dalla chiusura dell’esercizio 2009, aggiornando gli importi iscritti nel bilancio 2010 sulla base delle tabelle allegate. Vengono inoltre rideterminati la giacenza di cassa presso il tesoriere regionale e il saldo finanziario al termine del 2009, in conseguenza del rendiconto dell’anno precedente.
Mutui e rimodulazione degli importi autorizzati
La legge adegua alle risultanze del conto consuntivo 2009 gli importi dei mutui da riautorizzare per investimenti già realizzati negli anni 2000, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009. Inoltre ricalibra l’autorizzazione alla contrazione dei mutui per gli investimenti previsti nel 2010, aggiornando il relativo importo rispetto alla disciplina del bilancio precedente e rinviando alle condizioni già previste dalla normativa finanziaria regionale.
Modifiche al bilancio e agli allegati contabili
Il provvedimento apporta variazioni alle entrate e alle spese del bilancio 2010, mediante l’aggiornamento delle tabelle allegate. Vengono approvati anche i riepiloghi generali per titoli delle entrate e per aree di intervento delle spese, sempre con riferimento al bilancio dell’esercizio 2010.
Alienazione e trasferimento di immobili regionali
La Giunta regionale è autorizzata ad alienare i beni immobili indicati nell’allegato A, anche tramite trattativa privata, al prezzo di mercato risultante da perizia tecnico-economica e con priorità agli enti locali. Sono previste condizioni specifiche per la struttura di Tolentino e per il palazzo del Turismo di Gabicce Mare, con possibilità di riduzione del prezzo fino al 10%. È inoltre autorizzato un trasferimento gratuito alla Provincia di Pesaro e Urbino di un immobile già individuato in altra legge finanziaria, con subentro nei rapporti attivi e passivi.
Interventi su personale, organizzazione e spese di funzionamento
La legge contiene misure di razionalizzazione della spesa, tra cui l’incremento del fondo per la produttività collegato alla riduzione stabile dei posti dirigenziali, la possibilità di utilizzare risorse equivalenti anche tramite riduzione del fondo della dirigenza e l’applicazione di tali regole agli enti dipendenti. Sono previste misure per ridurre le spese di missione del personale regionale nel rispetto della normativa statale. Per l’Assemblea legislativa vengono rideterminati i fondi accessori del personale non dirigente e della dirigenza; inoltre sono disciplinate progressioni verticali e trattamenti economici per specifiche figure addette a custodia e gestione del parco autovetture.
Riorganizzazione amministrativa e personale
Per la riorganizzazione di Giunta e Assemblea legislativa, le graduatorie delle progressioni indette prima del d.lgs. 150/2009 possono essere utilizzate fino al 31 dicembre 2011. Alcune assunzioni e attuazioni di precedenti disposizioni possono essere realizzate in deroga ai limiti ordinari, purché nel rispetto dei vincoli statali di contenimento della spesa di personale. Sono inoltre salvaguardate specifiche procedure di progressione verticale con termine di conclusione al 31 dicembre 2010.
Misure per il servizio sanitario regionale
Per i direttori generali, sanitari e amministrativi degli enti del SSR è fissata una riduzione complessiva del trattamento economico pari al 30% dell’importo risultante al 30 settembre 2005, subordinata al rispetto delle condizioni fissate dalla normativa statale. Se non è raggiunto l’equilibrio economico del SSR, la riduzione non si applica e torna a valere il regime ordinario previsto dalla legge finanziaria regionale 2006.
Promozione culturale e celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia
È autorizzata una spesa di 150.000 euro per sostenere iniziative di rilievo regionale in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, finalizzate alla valorizzazione della storia e della cronaca nazionale e marchigiana del periodo. Criteri e modalità di concessione sono demandati alla Giunta regionale.
Sostegno alle imprese e riordino di fondi regionali
Viene rimodulata una somma destinata al fondo di garanzia, con una quota per la copertura di domande dei consorzi di imprese e una quota per oneri di gestione legati a pregresse attività di agevolazione. Ulteriori somme sono destinate all’abbattimento dei tassi di interesse nelle operazioni di finanziamento delle imprese artigiane, con imputazione a specifici capitoli di spesa.
Iniziativa adriatico-ionica e cooperazione europea
La Regione è autorizzata a svolgere l’attività nell’ambito dell’Iniziativa adriatico ionica anche mediante un progetto pluriennale e la costituzione di una fondazione di partecipazione, in accordo con il ministero competente, al fine di ottenere il riconoscimento europeo di una strategia macroregionale. La Giunta è autorizzata a compiere gli atti necessari utilizzando le risorse previste dalla legge finanziaria.
Interventi su enti, associazioni e organismi partecipati
La Regione è autorizzata ad assumere le iniziative necessarie per recedere dall’associazione Mediateca delle Marche, oppure per aderire al suo eventuale scioglimento; i rappresentanti regionali restano in carica fino al recesso o allo scioglimento. Sono previste anche proroghe di organi rappresentativi dei marchigiani all’estero fino all’insediamento dei nuovi organi e comunque entro termini massimi fissati dalla legge.
Misure straordinarie su depurazione e scarichi di acque urbane
La legge prevede l’integrazione del piano d’ambito con un programma di interventi urgenti per adeguare o realizzare impianti di depurazione e collettamento delle acque reflue urbane. Per gli agglomerati con almeno 2.000 abitanti equivalenti il termine massimo degli interventi è fissato al 31 dicembre 2015; nel frattempo le Province rilasciano autorizzazioni provvisorie agli scarichi e, decorso il termine, autorizzazioni definitive.
Ambiente, energia e impianti fotovoltaici
Per gli impianti fotovoltaici a terra e per i progetti presentati prima del 30 settembre 2010 si impone l’adeguamento a specifiche prescrizioni tecniche e ambientali. È prevista una disciplina particolare per alcune aree classificate e una sanzione amministrativa pari al 3% del valore certificato dell’impianto in caso di mancato adeguamento, con destinazione dei proventi a interventi pubblici di risparmio energetico. Sono disciplinate anche le serre e gli impianti con potenza cumulativa superiore a 1.000 kW, con esclusione di piccoli impianti fino a 20 kW.
Servizi pubblici locali e rifiuti
Fino all’espletamento delle procedure di affidamento o riconoscimento delle gestioni, gli atti e i contratti dei servizi pubblici locali a rilevanza economica non possono essere oggetto di nuovi affidamenti o proroghe; i gestori devono però garantire continuità del servizio e degli interventi. La disciplina non si applica ai rifiuti urbani e assimilati, per i quali resta comunque fermo l’obbligo di continuità del servizio nelle more delle gare. Il servizio idrico integrato viene escluso dal perimetro dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, ma tale previsione è stata poi dichiarata incostituzionale.
Comunità montana del Metauro e successioni amministrative
La Comunità montana del Metauro è soppressa dal 1° gennaio 2011. La Provincia di Pesaro e Urbino subentra nei rapporti giuridici, salvo trasferimenti puntuali di personale, beni, partecipazioni, gestione di servizi e mutui a favore di specifici Comuni o altri enti. La legge disciplina inoltre la destinazione dei beni mobili e delle attrezzature, la gestione di discariche, centri di macellazione, servizi informatici, demanio forestale e altri rapporti connessi.
Piano integrato attività produttive e lavoro 2011/2013
Per il triennio 2011/2013 il Piano regionale delle attività artigiane e industriali e il Piano regionale per le politiche attive del lavoro sono sostituiti da un unico Piano regionale integrato delle attività produttive e del lavoro. Il Piano è approvato dall’Assemblea legislativa su proposta della Giunta, previa acquisizione del parere congiunto degli organismi di concertazione industriale/artigiana e della Commissione regionale per il lavoro.
Norme transitorie, termini e proroghe
Sono previsti vari termini puntuali: utilizzo di graduatorie fino al 31 dicembre 2011; conclusione di alcune progressioni verticali entro il 31 dicembre 2010; proroga dei rappresentanti regionali in Mediateca fino al recesso o allo scioglimento; proroga di due anni per l’adeguamento di alcune residenze protette per anziani; termine del 30 giugno 2011 per il Consiglio dei marchigiani all’estero; costituzione entro trenta giorni della commissione prevista per alcune richieste in materia di manifestazioni e presentazione delle relative domande entro il 31 dicembre 2010.
Obsolescenza e limiti di applicabilità pratica
La legge è in larga parte riferita all’assestamento del bilancio 2010 e a interventi con effetti circoscritti a esercizi già conclusi o a termini ormai decorso. Alcune disposizioni sono state anche abrogate o dichiarate costituzionalmente illegittime in parte. Nel complesso, il provvedimento ha oggi valore soprattutto ricostruttivo o storico-contabile e risulta, in larga misura, deprecato per applicazione pratica corrente.
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