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Ordinanza

Ordinanza n. 216/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a) del provvedimento del Segretario Generale (sconosciuto negli estremi) trasmesso in data 2.10.2025, che ha dichiarato improcedibile l’istanza unica presentata dalla società ricorrente ai sensi del D.Lgs. n. 259/03, per l’installazione di un’infrastruttura per le comunicazioni elettroniche; b) di ogni altro atto anteriore, connesso e conseguente;

Giustizia amministrativa202506647

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione del Segretario Generale del Comune che ha dichiarato improcedibile l’istanza unica per l’installazione di un’infrastruttura per comunicazioni elettroniche

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, il provvedimento comunale che ha dichiarato improcedibile l’istanza presentata ai sensi del d.lgs. n. 259/2003 per l’installazione di un’infrastruttura per comunicazioni elettroniche. L’improcedibilità è stata motivata dal Comune con il difetto assoluto di legittimazione in relazione alla disponibilità dell’area e alla titolarità del suolo, nonché con l’assenza di elaborati strutturali e sismici ritenuti essenziali. La società ha successivamente effettuato un’integrazione documentale, contestando la chiusura della pratica prima della relativa valutazione.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per insussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora. Quanto al fumus, ha rilevato che il Comune aveva chiarito l’impossibilità tecnica, per il sistema telematico utilizzato, di inserire ulteriori documenti nel fascicolo digitale dopo la conclusione definitiva del procedimento. Ha inoltre considerato rilevante che l’Amministrazione avesse invitato la società a presentare una nuova istanza telematica adeguatamente documentata, soluzione ritenuta praticabile anche alla luce di una precedente ordinanza cautelare della stessa Sezione. Quanto al periculum in mora, il giudice ha escluso un pregiudizio cautelabile poiché la ricorrente può presentare una nuova domanda senza particolari aggravi. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 259/2003

    La società ha presentato l’istanza unica per l’installazione dell’infrastruttura di comunicazioni elettroniche ai sensi della disciplina richiamata; il provvedimento cautelare non individua ulteriori disposizioni specifiche del decreto.

  • art. 55 c.p.a.

    È la base processuale della domanda cautelare incidentale esaminata dal TAR.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris può essere escluso quando l’Amministrazione abbia dichiarato definitivamente concluso il procedimento e il sistema telematico non consenta più l’inserimento di documenti integrativi nel relativo fascicolo, purché sia concretamente possibile presentare una nuova istanza.
  • Non sussiste il periculum in mora quando il privato possa ripresentare una domanda amministrativa adeguatamente documentata senza particolari aggravi, in modo da ottenere una nuova valutazione dell’Amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieTelecomunicazioni e impianti radioTermini del procedimento e silenzioTutela cautelare
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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