Cassazione Penale, Sentenza n. 43429/2024 del 28/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione di legge e difetto di motivazione rispetto alla confisca della somma sequestrata (euro 1.250), dedotta come provento della cessione di marijuana; censura fondata sugli artt. 448, comma 2-bis, e 125 c.p.p. e 240-bis c.p., per mancata indicazione della provenienza del denaro rispetto al reato contestato.
La decisione
La Corte ha dichiarato ammissibile il motivo ma lo ha ritenuto infondato nel merito. Ha richiamato i principi secondo cui: la confisca facoltativa ex art. 240 c.p. richiede un nesso specifico, non occasionale, di strumentalità fra bene e reato; nell'ambito del patteggiamento l'obbligo motivazionale del giudice è parametrato alla natura negoziale della sentenza e può essere più sintetico. Nel caso di specie la sentenza impugnata ha disposto la confisca della somma sequestrata ritenendola provento della cessione di 1.000 gr. di marijuana, collegamento che la Corte ha ritenuto sufficientemente motivato. Pertanto il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali. Restano inalterati i termini della pena applicata in primo grado (anni 4, mesi 9, giorni 10 di reclusione e euro 18.000 di multa per i reati ex art. 73 DPR 309/1990) e la confisca della somma sequestrata è stata confermata.
Norme richiamate
Riferimento al rito del patteggiamento come base per l'applicazione della pena concordata tra le parti; la sentenza è emessa in tale contesto.
art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309/1990
Norme sostanziali sui reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; reati per i quali è stata irrogata la pena.
Norma sulla confisca facoltativa del profitto del reato; la Corte richiama che per applicarla è necessario il nesso specifico, non occasionale, di strumentalità tra bene e reato.
art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.
Disciplina i limiti del ricorso avverso sentenze di patteggiamento con misura di sicurezza; qui è richiamata per valutare l'ammissibilità del ricorso relativo alla confisca.
Richiamato nel motivo del ricorso (relativo a vizio di motivazione); la Corte valuta la presunta carenza motivazionale alla luce della disciplina processuale.
art. 111, comma 7 Cost.
Principio costituzionale che consente la rilevanza, in Cassazione, dell'illegalità della misura di sicurezza; utilizzato per giustificare l'ammissibilità del ricorso sulla confisca quale ipotesi di violazione di legge.
Massime di principio
- Nel patteggiamento il giudice deve motivare la confisca, ma la portata della motivazione può essere più sintetica e commisurata alla natura negoziale dell'accordo tra le parti.
- La confisca ai sensi dell'art. 240 cod. pen. richiede un nesso di specifica e non meramente occasionale strumentalità tra il bene e il reato: basta però che la sentenza indichi in modo sufficiente il collegamento tra il profitto e l'illecito.
- La mancata o insufficiente motivazione circa la confisca può costituire motivo di ricorso per Cassazione come ipotesi di 'illegalità della misura di sicurezza' richiamata dall'art. 111 Cost.; l'ammissibilità dipende però dalla natura dell'accordo sul patteggiamento.
- Se la sentenza di patteggiamento individua esplicitamente l'origine del denaro (es. collegandolo a una specifica cessione indicata nell'imputazione), tale indicazione è spesso ritenuta adeguata a sostentare la confisca.
- In situazioni analoghe, per impugnare con successo la confisca è utile dimostrare l'assenza di un nesso strutturale tra la somma e il reato o l'inconsistenza della motivazione quando questa sia mera enunciazione priva di rapporto logico con i fatti accertati.
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