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Ordinanza

Ordinanza n. 673/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa adozione di misure cautelari del: a. diniego di rilascio del Visto per motivi di Tirocinio (formazione professionale), prot. 7035 del giorno 08.07.2025 e notificato il giorno 15.07.2025, con il quale il Consolato Generale d'Italia a Casablanca (Marocco) ha respinto la domanda di visto di ingresso nel territorio dello Stato presentata dal ricorrente; b. ogni altro atto connesso, presupposto o consequenziale, anche di esecuzione.

Giustizia amministrativa202512121

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rilascio del visto d'ingresso per motivi di tirocinio adottato dal Consolato Generale d'Italia a Casablanca

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego consolare di rilascio del visto per motivi di tirocinio, chiedendone l'annullamento previa adozione di misure cautelari. Il TAR ha rilevato che la procura alle liti rilasciata davanti a un notaio marocchino, priva di legalizzazione e/o apostille, non è idonea a essere fatta valere nello Stato italiano, secondo il consolidato orientamento della Sezione. Il ricorrente ha tuttavia chiesto subordinatamente la rimessione in termini, deducendo argomentazioni collegate alla recente sentenza dell'Adunanza plenaria n. 11 del 2 ottobre 2025; la procura era datata 29 luglio 2025 e il ricorso era stato notificato l'8 ottobre 2025.

La decisione

Il TAR non ha ancora deciso la domanda di annullamento né la domanda cautelare. Ha ritenuto inidonea, allo stato, la procura notarile marocchina priva di legalizzazione e/o apostille, ma ha accolto la richiesta subordinata di rimessione in termini, considerando la prossimità temporale tra l'instaurazione del giudizio e la sentenza dell'Adunanza plenaria n. 11 del 2 ottobre 2025. Ha assegnato al ricorrente un termine perentorio di 90 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza per depositare una nuova procura alle liti munita dei requisiti formali necessari per essere fatta valere in Italia. La trattazione è stata differita a una successiva camera di consiglio, la cui fissazione potrà essere sollecitata dal ricorrente. Le generalità della parte sono state oscurate.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

  • art. 99 c.p.a.

    Richiamato indirettamente attraverso il riferimento alla sentenza dell'Adunanza plenaria n. 11 del 2 ottobre 2025, senza che il testo espliciti ulteriori profili applicativi.

Massime di principio

  • Una procura alle liti rilasciata all'estero davanti a un notaio straniero, se priva di legalizzazione e/o apostille, non è idonea a essere fatta valere nel processo amministrativo italiano.
  • Quando l'instaurazione del giudizio è avvenuta a ridosso di una pronuncia dell'Adunanza plenaria rilevante sui requisiti formali della procura e la parte ha agito prima o immediatamente dopo tale pronuncia, il giudice può accogliere una richiesta subordinata di rimessione in termini e assegnare un termine perentorio per la regolarizzazione della procura.

Come è indicizzato

MaterieTermini e notificazione del ricorso
RamiProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardività

Testo integrale

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