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Legge

L.R. Calabria 14/2018

Tutela, conservazione, valorizzazione della diversità del patrimonio di varietà, razze

Normativa regionaleL.R. Calabria 14/2018

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Calabria un sistema di tutela, conservazione e valorizzazione di varietà vegetali, razze animali e ceppi microbici locali di interesse agrario e alimentare. Prevede un registro regionale, commissioni tecnico-scientifiche, la Rete di conservazione e la figura di agricoltore/allevatore custode. Le attività sono gratuite e prive di nuovi oneri per il bilancio regionale; la Giunta deve disciplinare l’attuazione entro 6 mesi dall’entrata in vigore.

Tutela e valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare calabrese

Tutela della biodiversità agraria e alimentare calabrese

La legge disciplina la conservazione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio di varietà vegetali, razze animali e ceppi microbici di interesse agrario e alimentare del territorio calabrese. L’obiettivo è promuovere sostenibilità degli ecosistemi agricoli, comunità rurali, uso collettivo delle risorse genetiche e salvaguardia delle produzioni tradizionali.

Ambito e definizioni del patrimonio tutelato

Il testo considera parte del patrimonio regionale:

  • popolazioni, unità tassonomiche, razze, varietà, ecotipi, ceppi microbici e cloni autoctoni;
  • risorse alloctone introdotte da lungo tempo e ormai tradizionalmente integrate in agricoltura, allevamento e trasformazione;
  • forme derivanti da selezione delle precedenti;
  • risorse un tempo autoctone ma oggi scomparse dalla Calabria, conservate in strutture di ricerca o conservazione, quando vi sia interesse economico, scientifico, culturale o paesaggistico alla reintroduzione.

Sono esclusi gli organismi transgenici ottenuti con ingegneria genetica. Per le definizioni tecniche si rinvia alla normativa internazionale sulle risorse fitogenetiche; la conservazione in situ comprende anche quella in azienda (on farm).

Principi di valorizzazione e diritti delle comunità locali

La Regione riconosce il patrimonio di conoscenze, innovazioni e pratiche delle comunità locali rilevanti per la conservazione delle risorse genetiche e ne promuove l’applicazione, con il consenso dei detentori, favorendo anche l’equa ripartizione dei benefici. Restano salvi i diritti degli agricoltori sulle piante o sugli animali iscritti nel registro regionale.

Registro regionale della biodiversità agraria e alimentare

È istituito il registro regionale della biodiversità agraria e alimentare della Calabria, articolato in una sezione vegetale e in una sezione zootecnica e microbica. Nel registro sono iscritti razze, varietà, popolazioni, ecotipi, cloni e ceppi microbici di interesse agrario e alimentare.

Il registro:

  • è gestito dall’ARSAC;
  • è pubblico e consultabile anche con strumenti informatici e telematici;
  • deve essere omogeneo e confrontabile con gli strumenti analoghi nazionali, comunitari e internazionali.

Iscrizione al registro e procedimento

L’iscrizione è curata dall’ARSAC secondo le linee guida nazionali sulla conservazione in situ, on farm ed ex situ e secondo le modalità dell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare.

Possono presentare proposte di iscrizione:

  • enti e istituzioni scientifiche;
  • enti pubblici;
  • associazioni e organizzazioni private;
  • singoli cittadini.

Alla proposta va allegata una scheda tecnica con documentazione storico-scientifica. L’ARSAC può anche procedere d’ufficio all’iscrizione, con proprio personale tecnico. In ogni caso l’iscrizione richiede istruttoria e parere favorevole delle commissioni tecnico-scientifiche.

Commissioni tecnico-scientifiche

Sono istituite commissioni tecnico-scientifiche con funzioni consultive e propositive per la Giunta regionale, con sede presso il dipartimento agricoltura.

Le loro funzioni principali sono:

  • esprimere pareri su iscrizione e cancellazione dal registro;
  • proporre priorità e tipologie di intervento per tutela e conservazione;
  • contribuire all’aggiornamento dell’Anagrafe nazionale.

Sono previste due commissioni:

  • una per il settore vegetale;
  • una per il settore animale e microbico.

La composizione include rappresentanti del dipartimento regionale competente, esperti scientifici e accademici, rappresentanti degli agricoltori/allevatori custodi e funzionari ARSAC. La partecipazione è gratuita, senza rimborso spese. Le commissioni adottano regolamenti interni e possono essere convocate in forma ridotta per competenze solo vegetali o solo animali.

Conservazione ex situ e strutture coinvolte

La conservazione ex situ del patrimonio locale è affidata ai Centri sperimentali dimostrativi (CSD) dell’ARSAC.

Può essere affidata, previa autorizzazione regionale e senza costi per la Regione, anche a soggetti pubblici o privati di comprovata esperienza e con idonee strutture, come università, scuole pubbliche, associazioni di agricoltori e associazioni rurali.

I soggetti deputati alla conservazione ex situ:

  • svolgono le operazioni necessarie a salvaguardare e mantenere in vita il patrimonio;
  • garantiscono disponibilità e circolazione nel tempo;
  • operano sotto il coordinamento dell’ARSAC.

L’ARSAC tiene anche il registro pubblico informatizzato delle risorse presenti nelle strutture di conservazione ex situ. In caso di necessità e urgenza, per pubblico interesse, può provvedere all’immediata riproduzione di varietà in via di estinzione e all’allevamento/riproduzione di razze zootecniche in via di estinzione.

Agricoltore custode e allevatore custode

Sono definiti agricoltori custodi coloro che coltivano in azienda e si impegnano a conservare risorse genetiche agricole e alimentari calabresi a rischio di estinzione o erosione genetica, iscritte nel registro regionale.

Sono definiti allevatori custodi coloro che allevano in azienda e si impegnano a conservare risorse genetiche animali calabresi a rischio di estinzione o erosione genetica, secondo i disciplinari dei libri genealogici o registri anagrafici e la normativa di settore.

Queste figure svolgono una funzione di pubblica utilità. L’iscrizione alla Rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare avviene su autodichiarazione, con verifica dei requisiti e iscrizione in apposito registro da parte dell’ARSAC.

Rete di conservazione, tutela e salvaguardia

È istituita la Rete di conservazione, tutela e salvaguardia del patrimonio locale, gestita e coordinata dall’ARSAC.

Ne fanno parte di diritto:

  • gli agricoltori custodi;
  • gli allevatori custodi;
  • i soggetti che gestiscono le strutture di conservazione ex situ per conto della Regione.

Possono aderire anche altri soggetti pubblici o privati, se in possesso dei requisiti fissati dall’atto della Giunta regionale: enti locali, istituti sperimentali, centri di ricerca, università, associazioni, agricoltori e produttori, singoli o associati.

La Rete:

  • mantiene in vita il patrimonio genetico, in particolare quello minacciato da estinzione o erosione;
  • opera tramite conservazione ex situ e in situ;
  • incentiva la circolazione delle risorse.

Chi detiene materiale genetico tutelato e non aderisce alla Rete può comunque conferire una parte del materiale vivente alle strutture ex situ per la moltiplicazione e per la conservazione delle informazioni morfologiche e genetiche presso altro sito accreditato.

Gli aderenti che intendano presentare domanda di privativa varietale o brevettuale su varietà essenzialmente derivate da varietà iscritte, o sul relativo materiale biologico, devono chiedere preventiva autorizzazione alla Regione.

Circolazione interna delle varietà e semenze di conservazione

Tra gli aderenti alla Rete è consentita, senza scopo di lucro, la circolazione delle varietà iscritte al registro regionale, al fine di recupero, mantenimento e riproduzione, soprattutto delle varietà locali a rischio di estinzione.

Memoria storica, promozione e ricerca

La Regione tutela e valorizza il patrimonio culturale di saperi, tecniche e consuetudini legate alla biodiversità locale.

Può inoltre attivare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, anche in concorso con enti locali, associazioni e altri organismi:

  • attività di recupero e conservazione della memoria storica;
  • campagne promozionali sulle risorse genetiche locali iscritte nel registro e sui territori interessati;
  • indicazioni sui luoghi di conservazione in situ, on farm ed ex situ e sui luoghi di commercializzazione dei prodotti collegati;
  • iniziative per la promozione delle comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare.

Attuazione e disciplina di dettaglio

Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale deve approvare un atto per disciplinare:

  • modalità e procedure di iscrizione al registro;
  • criteri di valutazione delle commissioni tecnico-scientifiche;
  • funzionamento, impegni e affidamento delle strutture di conservazione ex situ;
  • modalità di riconoscimento, requisiti e impegni di agricoltori e allevatori custodi;
  • requisiti dei soggetti ammessi alla Rete;
  • attività di intervento in materia di memoria storica, promozione e ricerca.

Regime finanziario

La legge contiene una clausola di invarianza finanziaria: non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Anche diverse attività previste sono espressamente indicate come gratuite o attivabili senza nuovi oneri.

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