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Legge

L.R. Toscana 36/2021

Disposizioni urgenti per il rispetto degli obblighi derivanti dall’appartenenza alla Comunità europea e per la disciplina della fase di autorizzazione provvisoria allo scarico di acque reflue urbane nei corpi idrici superficiali. Modifiche alla l.r. 5/2016 e alla l.r. 20/2006.

Normativa regionaleL.R. Toscana 36/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge toscana rafforza la disciplina per completare gli interventi di depurazione degli agglomerati soggetti a infrazione UE e aggiorna le regole sull’autorizzazione provvisoria allo scarico. Prevede cronoprogrammi, vigilanza regionale, poteri sostitutivi, controlli ARPAT e un regime transitorio fino al 30 giugno 2022, con termine massimo al 31 dicembre 2026 per alcuni interventi e al 22 dicembre 2024 per altri.

Disposizioni urgenti su autorizzazione provvisoria allo scarico di acque reflue urbane e aggiornamento della disciplina toscana sulla depurazione

Disposizioni urgenti sulla depurazione e sull’autorizzazione provvisoria allo scarico

La legge regionale della Toscana interviene sulla disciplina degli scarichi di acque reflue urbane nei corpi idrici superficiali, con l’obiettivo di accelerare il completamento degli adeguamenti depurativi richiesti dalla normativa europea. La normativa si applica al territorio della Regione Toscana e riguarda in particolare gli agglomerati interessati da procedure di infrazione comunitaria.

Finalità e ambito della disciplina

La legge chiarisce che le disposizioni servono a garantire, nel più breve tempo possibile, il completamento delle opere di depurazione necessarie a rispettare la direttiva 91/271/CEE e a risolvere le procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea. Gli interventi sono qualificati come opere di interesse strategico regionale anche se non previste nel PAER, così da attivare strumenti di monitoraggio, vigilanza e poteri sostitutivi.

Programmazione degli interventi e cronoprogrammi

La disciplina distingue tra:

  • interventi urgenti relativi ad agglomerati oggetto di procedura di infrazione;
  • interventi analoghi ma non interessati da infrazione.

Per i primi, l’allegato A individua le opere e i relativi cronoprogrammi sulla base dell’istruttoria dell’Autorità idrica toscana (AIT). Per i secondi, è possibile rimodulare i tempi solo in presenza di obiettive e comprovate difficoltà tecniche dovute a eventi imprevedibili non imputabili al gestore, con limite massimo al 22 dicembre 2024 e purché non sia compromesso il raggiungimento degli obiettivi di qualità del corpo recettore.

Presidio degli interventi negli agglomerati in infrazione

Per gli interventi urgenti su agglomerati interessati da procedure di infrazione, AIT e gestori del servizio idrico integrato devono assicurare con priorità la realizzazione tempestiva delle opere di adeguamento, potenziamento o sostituzione dei sistemi di depurazione e delle infrastrutture connesse.

In questo ambito:

  • entro il 31 ottobre 2021 AIT recepisce i contenuti dell’allegato A, adegua la programmazione temporale del piano d’ambito e, se necessario, aggiorna il piano stralcio;
  • entro 30 giorni da tale recepimento, i gestori presentano istanza per l’aggiornamento dell’autorizzazione provvisoria allo scarico ex articolo 124, comma 6, d.lgs. 152/2006.

Differimento dei termini per interventi non in infrazione

Per gli interventi non ricompresi nell’articolo 2 bis, se non è possibile rispettare i termini originari per sopravvenute e imprevedibili difficoltà tecniche non imputabili al gestore, AIT può ricevere una proposta di rimodulazione dei cronoprogrammi.

In tal caso:

  • AIT inserisce i nuovi termini nel piano d’ambito entro il 30 novembre 2021;
  • aggiorna, se necessario, piano stralcio e cronoprogrammi;
  • i gestori presentano entro 30 giorni l’istanza di aggiornamento dell’autorizzazione provvisoria.

Vigilanza regionale, controlli e poteri sostitutivi

La Regione rafforza il proprio potere di vigilanza sul rispetto:

  • della programmazione temporale del piano d’ambito;
  • dei termini di conclusione degli interventi;
  • dei cronoprogrammi previsti dalla legge.

Per il monitoraggio si applicano le disposizioni della l.r. 35/2011 sulle opere strategiche regionali. La Giunta regionale può approvare o aggiornare il piano stralcio e recepire gli interventi nel piano d’ambito entro 90 giorni dalla diffida. È inoltre previsto che la Regione possa rivalersi su AIT o sui gestori per gli oneri finanziari sopportati in caso di condanne della Corte di giustizia UE imputabili a tali soggetti.

Autorizzazione provvisoria allo scarico: contenuti e cautele

La documentazione per il rilascio o l’aggiornamento dell’autorizzazione provvisoria deve indicare:

  • il cronoprogramma aggiornato degli interventi;
  • i dati sullo stato e sulle caratteristiche dell’impianto;
  • carico in ingresso, portata addotta, portata scaricata e limiti attuali di scarico.

La struttura regionale competente, in base alle caratteristiche dello scarico e del corpo recettore, deve impartire cautele gestionali e prescrizioni per evitare deterioramento della qualità delle acque, pregiudizi alla salute pubblica e danni ambientali. I controlli e il monitoraggio durante la vigenza dell’autorizzazione provvisoria sono affidati ad ARPAT.

Modifiche alla disciplina regionale sulle acque reflue urbane

La l.r. 20/2006 viene aggiornata per coordinare la fase transitoria degli scarichi con il nuovo regime di autorizzazione provvisoria. Le autorizzazioni provvisorie possono operare, se non compromettano gli obiettivi di qualità, fino al 31 dicembre 2026. Le condizioni devono prevedere cautele gestionali, manutenzione costante e misure per evitare deterioramento del corpo recettore o rischi per salute e ambiente.

Viene inoltre stabilito che la trasmissione del programma degli interventi, con relativo cronoprogramma, avvenga alla struttura regionale competente e non più alle province.

Caso particolare del depuratore di Livorno “Rivellino”

Per le opere di adeguamento e delocalizzazione del depuratore di Livorno, previste dall’Accordo di Programma del 23 dicembre 2019, è disciplinata una procedura speciale. Se il gestore non può rispettare i termini per cause tecniche sopravvenute e non imputabili, AIT propone una rimodulazione, il Collegio di Vigilanza la recepisce e l’accordo viene aggiornato con nuovo cronoprogramma, fermo restando il termine ultimo compatibile con gli obiettivi di qualità del corpo idrico.

Entro 30 giorni dall’approvazione dell’aggiornamento:

  • AIT aggiorna la programmazione nel piano d’ambito;
  • il gestore chiede l’aggiornamento dell’autorizzazione provvisoria.

La struttura regionale aggiorna il titolo provvisorio nello schema dell’autorizzazione unica ambientale, anche in deroga alle regole ordinarie sul procedimento AUA, per il solo tempo necessario alla realizzazione degli interventi e comunque entro il nuovo cronoprogramma.

Regime transitorio

La legge prevede una fase transitoria per evitare interruzioni del servizio pubblico di depurazione.

Entro 120 giorni dall’entrata in vigore devono essere approvati e sottoscritti gli aggiornamenti di accordi e contratti di programma relativi alla l.r. 20/2006. Per il caso Rivellino, l’aggiornamento dell’Accordo di Programma deve essere sottoscritto e approvato entro il 30 marzo 2022.

Fino all’aggiornamento dell’autorizzazione provvisoria e comunque non oltre il 30 giugno 2022, la prosecuzione degli scarichi esistenti è consentita alle condizioni già rilasciate, previa verifica d’ufficio e con eventuali prescrizioni regionali. Per l’impianto di Rivellino vale la stessa disciplina transitoria fino all’aggiornamento del titolo provvisorio.

Aspetti finanziari e entrata in vigore

La legge afferma che non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana.

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