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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14841/2025 del 15/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva che la Corte di appello, riformando la sentenza di primo grado e assolvendosi l'imputato Xia dal reato di calunnia, non avrebbe potuto rivalutare la questione dell'autenticità della sottoscrizione del riconoscimento di debito, visto che il primo giudice aveva già assolto il Carletti dall'accusa alternativa (truffa) in base alla valutazione della perizia grafologica. Si sosteneva dunque l'esistenza di una preclusione derivante dal giudicato parziale che avrebbe impedito al giudice d'appello di rivalutare la perizia grafologica e dichiarare l'incertezza circa l'autenticità della firma.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza. Ha confermato che, in caso di capi di imputazione formulati in via alternativa a carico di imputati diversi, il giudicato parziale relativo all'assoluzione di uno non impedisce al giudice d'appello, investito dall'impugnazione proposta dall'altro imputato, di riesaminare l'intera vicenda e le valutazioni probatorie attinenti al fatto contestato all'appellante. È stato riaffermato che il giudice di legittimità non può riesaminare i fatti nel merito, ma che la censura posta (di preclusione del giudicato) era manifestamente infondata. Per effetto della declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro 3.000 a norma dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606, lett. c) ed e), cod. proc. pen.

    Sono richiamati come criteri di ammissibilità e motivazione del ricorso per cassazione: la lett. c) riguarda la violazione di norme di diritto e la lett. e) i vizi di motivazione. La Corte ritiene la questione sollevata manifestamente infondata sotto tali profili.

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le conseguenze economiche dell'inammissibilità del ricorso per cassazione, con facoltà per la Corte di condannare il ricorrente al pagamento di una somma; applicata per imporre il versamento di euro 3.000.

Massime di principio

  • Quando due imputazioni alternative sono rivolte a persone diverse (la fondatezza dell'una esclude l'altra), l'assoluzione irrevocabile di un imputato non forma un vincolo che impedisca al giudice d'appello, chiamato a decidere sull'impugnazione proposta dall'altro imputato, di riesaminare i fatti e le prove inerenti l'imputazione contestata all'appellante.
  • Il giudicato di assoluzione formato in primo grado rispetto a un imputato non impedisce la piena cognizione del fatto al giudice dell'appello investito dall'impugnazione dell'altro imputato; tuttavia l'appello non consente al giudice di riformare l'assoluzione dell'altro imputato se quest'ultima non è stata impugnata dal pubblico ministero.
  • In sede di Cassazione non è consentita la rinnovazione del giudizio di fatto o la rivalutazione delle prove nel merito; le censure devono riguardare questioni di diritto o vizi gravi di motivazione che rendano il ricorso ammissibile.
  • La presenza di valutazioni peritali contrastanti fra primo e secondo grado è un dato che può legittimare l'assoluzione per incertezza probatoria; la diversità di valutazione tra giudici di grado diverso non costituisce di per sé motivo valido per ritenere sussistente un vincolo di giudicato impeditivo dell'impugnazione da parte dell'altro imputato.
  • Il diritto di impugnare la propria condanna non può essere neutralizzato dalla circostanza che l'alternativa processuale abbia prodotto un'assoluzione non impugnata nei confronti di un altro soggetto: ciò preserva la possibilità per l'imputato condannato di ottenere il riesame del fatto nella sua interezza davanti al giudice d'appello.

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