Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14794/2025 del 15/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Armocida ha impugnato il rigetto della sua istanza di computo, ai fini dell'esecuzione della pena, del periodo di detenzione sofferto dal 25/05/2012 al 03/04/2013, chiedendo che tale periodo fosse conteggiato come carcerazione relativa al reato per cui è poi stato condannato (art. 416-bis c.p.). Ha censurato l'applicazione dell'art. 657 c.p.p. e la mancata e illogica motivazione della Corte d'appello, sostenendo che la detenzione subita non era "senza titolo" né riferita a procedimento diverso, ma relativa alla stessa notizia di reato che era transitata tra diversi fascicoli processuali e che dunque doveva essere considerata unitariamente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha ricostruito gli spostamenti della posizione processuale di Armocida tra vari fascicoli e ha accertato l'identità della notizia di reato, concludendo che la Corte d'appello non ha adeguatamente motivato l'applicazione dell'art. 657, comma 4, c.p.p. in relazione al reato associativo. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Reggio Calabria per un nuovo esame, con piena libertà quanto agli esiti.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Indicato come il delitto per il quale Armocida è stato condannato e al quale la detenzione contestata era riferita; la Corte ha ritenuto che la detenzione del periodo indicato fosse collegata a questa stessa notizia di reato, quindi pertinente al computo della pena.

  • art. 657 cod. proc. pen.

    La Corte d'appello aveva richiamato l'art. 657 (in particolare comma 4) per escludere il computo della detenzione, ma la Cassazione ha rilevato che non è stato fornito un adeguato fondamento fattuale per invocarne l'applicazione; va verificato se la detenzione sia stata effettivamente 'senza titolo' o riferita a procedimento distinto.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per censurare la mancanza e manifesta illogicità della motivazione della Corte d'appello; la Cassazione ha rilevato carenze motivazionali e annullato il provvedimento.

  • principio giurisprudenziale (reato permanente vs reato continuato)

    La giurisprudenza distingue il reato continuato (che può essere scomposto nei singoli fatti) dal reato permanente (che normalmente non si scompone ai fini del computo della pena). La Corte d'appello aveva fatto leva su tale principio per escludere il computo, ma la Cassazione ha precisato che l'applicazione di tale principio richiede un'accurata valutazione fattuale sull'identità e unità della notizia di reato.

Massime di principio

  • Per il computo della detenzione ai fini dell'espiazione della pena è decisiva l'identità sostanziale della notizia di reato: se la detenzione è stata subita in relazione alla stessa notizia di reato, anche se trasmigra tra diversi fascicoli, va considerata unitariamente.
  • La mera richiamata astratta di principi (es. distinzione tra reato permanente e continuato) non è sufficiente: il giudice deve motivare specificamente sul nesso tra il periodo detentivo e la concreta vicenda processuale e penale.
  • L'art. 657 c.p.p. (e in particolare il comma richiamato) può giustificare l'esclusione del computo solo se emerge che la detenzione è stata effettivamente "senza titolo" o riferita a procedimento diverso; spetta al giudice dell'esecuzione verificarne e motivarne l'applicazione.
  • Nelle ipotesi di stralcio, riunione o trasmigrazione di posizioni processuali, è necessario accertare documentalmente e motivare se tali operazioni abbiano determinato l'esistenza di procedure distinte o se, al contrario, la notizia di reato sia rimasta unitaria.
  • In caso di carenza motivazionale del provvedimento impugnato, la Cassazione tende ad annullare e a rinviare per un nuovo esame, rimettendo al giudice di merito la ricostruzione fattuale e la valutazione del computo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.