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Ordinanza

Ordinanza n. 236/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, per l'annullamento del diniego di visto per lavoro

Giustizia amministrativa202511164

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni iuris. In particolare, ha ritenuto rilevante, secondo la giurisprudenza della Sezione, il rapporto di stretta parentela tra le persone coinvolte, nella specie il rapporto di filiazione, ai fini della verifica della possibilità di abuso del titolo. Non sono indicati ulteriori accertamenti sul periculum in mora. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto per lavoro

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego di visto per lavoro, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il testo non espone gli specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso; dalla motivazione dell'ordinanza emerge soltanto la contestazione della valutazione amministrativa relativa alla possibile abusiva utilizzazione del titolo, fondata sulla rilevanza argomentativa del rapporto di stretta parentela, nella specie di filiazione.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; la domanda di sospensione è stata respinta per l'insussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei diritti o della dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nella valutazione cautelare relativa al diniego di un visto per lavoro, il rapporto di stretta parentela, anche quando si tratti di filiazione, può assumere rilevanza argomentativa ai fini della verifica della possibile abusiva utilizzazione del titolo.
  • La rilevanza del rapporto di stretta parentela nella verifica del possibile abuso del titolo è idonea a escludere il fumus boni iuris della domanda cautelare contro il diniego del visto, secondo la giurisprudenza della Sezione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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