L.R. Campania 5/2014
Riordino del servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati in Campania [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge riordina l’organizzazione del servizio rifiuti in Campania, attribuendo ai Comuni associati la gestione negli ATO e istituendo le Conferenze d’ambito, con suddivisione della provincia di Napoli in tre ATO. Definisce funzioni regionali, piani d’ambito, tariffe, affidamenti, tutela utenti, personale e transizione dal vecchio sistema; molte misure hanno rilievo soprattutto per la fase di prima attuazione del 2014-2015.
Riordino del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati in Campania
Riordino del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati in Campania
Il provvedimento riorganizza il servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati nella Regione Campania, ridefinendo competenze, ambiti territoriali, strumenti di pianificazione e affidamento. Introduce inoltre misure transitorie per il passaggio dal precedente assetto emergenziale e consortile al nuovo modello basato su ATO, STO e Conferenze d’ambito.
Ambito di applicazione e definizioni
La disciplina regionale riguarda la gestione dei rifiuti urbani e assimilati, oltre alla messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati sul territorio regionale. La nozione di gestione dei rifiuti comprende spazzamento, raccolta, trasporto, avvio, commercializzazione e realizzazione/gestione degli impianti di trattamento, recupero, riciclo e smaltimento. Vengono definiti anche ATO, STO e Conferenza d’ambito come strumenti organizzativi del servizio.
Competenze della Regione
La Regione mantiene funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento del servizio, anche tramite linee guida. Le spettano inoltre la verifica di conformità dei piani d’ambito al piano regionale, la verifica della congruità dei piani di investimento, il coordinamento dei flussi di rifiuti destinati a smaltimento o recupero extraregionale o transfrontaliero e la gestione dei flussi verso il termovalorizzatore di Acerra. La Regione vigila sugli standard di servizio, promuove sistemi di tariffazione puntuale e meccanismi premiali per la raccolta differenziata, tutela il consumatore e monitora reclami e segnalazioni degli utenti. Resta anche la vigilanza sull’attuazione del PRGRU e del riordino del ciclo integrato, con poteri sostitutivi.
Assetto territoriale: ATO e STO
Il servizio è organizzato negli ATO, entro i quali i Comuni esercitano in forma obbligatoriamente associata le funzioni di organizzazione del servizio. Gli ATO coincidono con le province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno; la provincia di Napoli è suddivisa in tre ATO specifici, indicati nell’allegato A.
Ogni ATO può essere articolato in STO per una gestione più puntuale e differenziata dei servizi, soprattutto spazzamento, raccolta e trasporto. La delimitazione degli STO deve tener conto di popolazione, densità abitativa, caratteristiche morfologiche e urbanistiche, logistica e limite demografico; in prima attuazione, se i Comuni non provvedono, interviene la Regione.
Organizzazione delle Conferenze d’ambito
Per ciascun ATO i Comuni sottoscrivono una convenzione obbligatoria e costituiscono una Conferenza d’ambito, che è l’ente di governo del servizio. Ne fanno parte i Sindaci o loro delegati; la partecipazione è obbligatoria e gratuita. La Conferenza elegge Presidente e due vicepresidenti, delibera con voto ponderato sulla popolazione e ha sede, di regola, nel Comune più popoloso dell’ATO.
Per le decisioni che riguardano solo uno STO opera un’assemblea ristretta composta dai Sindaci dei Comuni di quel territorio. È inoltre previsto un Comitato direttivo interno e un ufficio comune per le attività istruttorie e tecnico-amministrative, senza nuovi oneri per la finanza pubblica.
Pianificazione d’ambito, standard e tariffazione
Le Conferenze d’ambito predispongono e approvano i piani d’ambito e gli altri atti di pianificazione, nel rispetto delle linee guida regionali. Esse definiscono livelli qualitativi e quantitativi delle prestazioni, obblighi di servizio pubblico e universale, eventuali compensazioni economiche e la tariffa del servizio, che ciascun Comune integra nel tributo comunale sui rifiuti.
Nel calcolo dei costi di gestione degli impianti va incluso il contributo ambientale previsto dalla normativa richiamata. La Conferenza deve considerare le differenziazioni tariffarie in relazione ai costi del servizio, al livello di prestazione e alle articolazioni territoriali, oltre alle riduzioni e agevolazioni previste dalla normativa statale.
Obblighi di servizio pubblico e tutela degli utenti
La carta dei servizi e il contratto di servizio devono essere redatti secondo schemi tipo regionali. Devono contenere standard qualitativi e quantitativi coerenti con gli obblighi di servizio pubblico e universale e rispettare almeno alcuni contenuti minimi: organizzazione efficiente dello spazzamento, raccolta differenziata con flussi separati, trasporto a minori emissioni, valorizzazione dell’organico, favore per il compostaggio domestico, continuità ed efficienza degli impianti di trattamento, qualità del compost e massimizzazione del recupero di materia dall’indifferenziato.
Restano fermi gli obblighi di tutela dei consumatori e degli utenti previsti dalla normativa statale richiamata.
Affidamento del servizio e personale
Ciascuna Conferenza d’ambito individua le procedure di affidamento del servizio integrato o delle singole fasi, nel rispetto della disciplina statale e comunitaria. Le procedure devono essere avviate dall’ufficio comune entro 90 giorni dall’insediamento della Conferenza. Sono ammessi, in presenza di esigenze tecniche, organizzative e logistiche, accordi tra Comuni di uno stesso STO.
Dal momento dell’affidamento opera il passaggio diretto del personale già alle dipendenze dei precedenti gestori, con salvaguardia delle condizioni contrattuali. Per gli impianti di titolarità di soggetti diversi dai Comuni si applicano le regole statali richiamate.
Regime transitorio e prima attuazione
La Giunta regionale deve adottare schemi tipo delle convenzioni e dei regolamenti di funzionamento delle Conferenze d’ambito entro termini molto ravvicinati dall’entrata in vigore della legge; entro 90 giorni la Regione deve emanare linee guida per i piani d’ambito e fissare obiettivi ambientali di settore e di servizio.
Nella fase transitoria restano ai Comuni le sole attività di raccolta, spazzamento, trasporto e smaltimento/recupero della raccolta differenziata previste dalla normativa emergenziale richiamata. Dalla data di entrata in vigore della legge è vietato indire nuove procedure di affidamento difformi dal nuovo modello, salve le proroghe e i rinnovi espressamente previsti dalla disciplina transitoria e dal quadro normativo vigente.
Gestione post-operativa delle discariche e dei siti di stoccaggio
Dal 31° giorno successivo all’insediamento delle Conferenze d’ambito, le funzioni organizzative relative alla gestione post-operativa delle discariche e dei siti di stoccaggio provvisorio passano alle Conferenze stesse. La Regione predispone ogni anno, entro il 30 settembre, un piano di riparto dei relativi costi tra gli ATO in base alla popolazione; ciascuna Conferenza ne tiene conto nella definizione delle tariffe.
Personale dei consorzi di bacino e delle società provinciali
La legge prevede il reimpiego del personale dei consorzi di bacino e delle società partecipate, con divieto di nuove assunzioni fino al completo reimpiego delle unità interessate. Il personale in esubero o già licenziato può essere assegnato agli affidatari del servizio, con priorità per chi era in servizio al 31 dicembre 2001. Il personale tecnico-amministrativo va impiegato prioritariamente presso gli uffici comuni delle Conferenze d’ambito.
La concessione di contributi o finanziamenti regionali per il ciclo dei rifiuti è subordinata, in vari casi, al trasferimento del personale ai nuovi affidatari o gestori secondo le norme statali richiamate.
Tracciabilità dei rifiuti
La Regione garantisce la tracciabilità dei rifiuti tramite ARPAC e Osservatorio regionale sulla gestione dei rifiuti come interfacce del sistema di controllo richiamato dalla normativa statale.
Passaggio al nuovo modello e documentazione
Le società provinciali devono concludere, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge o comunque entro 30 giorni dalla fine della fase transitoria emergenziale, l’accertamento di massa attiva e passiva e trasmettere le risultanze alle Conferenze d’ambito. Devono inoltre trasferire archivi fiscali e documentazione sui servizi, sulle gestioni e sugli impianti.
Disposizioni finanziarie e abrogazioni
La legge dichiara di non comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza regionale. Sono abrogate o modificate varie disposizioni della legge regionale 4/2007, in particolare quelle non più coerenti con il nuovo assetto organizzativo e con il superamento del precedente sistema emergenziale.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Normativa regionale
- Legge · 31 gen 2014L.R. Campania 6/2014
- Legge · 16 gen 2014L.R. Campania 3/2014
- Legge · 16 gen 2014L.R. Campania 4/2014
- Legge · 9 gen 2014L.R. Campania 2/2014
- Legge · 13 feb 2014L.R. Campania 8/2014
- Legge · 13 feb 2014L.R. Campania 7/2014
Cerchi altro? Cerca gratis in Normativa regionale →