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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36250/2026 del 15/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha impugnato in cassazione la sentenza della Corte d'appello di Salerno del 24 febbraio 2026. Il testo non riporta il contenuto specifico dei motivi di ricorso; dalla decisione emerge che la doglianza riguardava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, nonostante l'imputato ne avesse già beneficiato in precedenza. La Corte ha ritenuto manifestamente infondato il ricorso, poiché le reiterate condotte di evasione erano state legittimamente considerate ostative a tale causa di non punibilità.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza. Ha ritenuto legittima la valutazione delle reiterate condotte di evasione come ostative al riconoscimento della particolare tenuità del fatto e irrilevante il precedente riconoscimento della medesima causa di non punibilità. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende; il testo disponibile si interrompe dopo le parole «in favor», ma il destinatario della somma è desumibile dalla statuizione sanzionatoria riportata solo se esplicitato nel provvedimento, e qui non è ulteriormente leggibile.

Massime di principio

  • Le reiterate condotte di evasione possono essere legittimamente valutate come ostative al riconoscimento della particolare tenuità del fatto.
  • Il fatto che l'imputato abbia già beneficiato in precedenza della particolare tenuità del fatto non rende irrilevante la valutazione delle successive o reiterate condotte di evasione ai fini della sua applicazione.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàEvasione
RamiParte generaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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