Sentenza del 13/01/2016 n. 365 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR Lazio che aveva rigettato il suo appello in una controversia relativa a un avviso di accertamento IVA per l'anno 1997. La CTR aveva ritenuto vincolante un precedente giudicato relativo all'anno 1995, nel quale era stato affermato che il verbale della Guardia di Finanza, posto a fondamento anche dell'accertamento del 1997, era affetto da irregolarità insanabili. L'Agenzia ha censurato la decisione per vizio di motivazione, violazione di legge ed error in procedendo, sostenendo che la sentenza del 1995 non recava l'attestazione formale del passaggio in giudicato.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha rilevato che nel fascicolo non risultava l'attestazione di cancelleria del passaggio in giudicato della precedente sentenza e che, secondo la giurisprudenza di legittimità, la certezza della formazione del giudicato esterno deve risultare da tale attestazione. La Corte ha inoltre osservato che, trattandosi di IVA relativa a un'annualità diversa, il giudicato nazionale non può comunque ostacolare l'applicazione delle norme comunitarie imperative e il contrasto all'abuso del diritto. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla CTR Lazio, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Art. 2909 del codice civile
L'autorità della cosa giudicata fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa.
Il giudicato può vincolare le parti, ma la sua efficacia deve essere concretamente dimostrata. In particolare, per utilizzare una precedente sentenza come giudicato esterno è necessaria la certezza formale del suo passaggio in giudicato.
Normativa comunitaria in materia di IVA
Le norme unionali imperative che disciplinano l'IVA devono essere applicate effettivamente e non possono essere neutralizzate dall'efficacia vincolante di un giudicato nazionale quando ciò impedisca di contrastare l'abuso del diritto e di garantire il corretto funzionamento del sistema armonizzato d'imposta.
Massime di principio
- Chi invoca un giudicato esterno deve dimostrare in modo certo che la precedente sentenza sia passata in giudicato, normalmente mediante l'attestazione formale della cancelleria; la sola produzione della sentenza non è sufficiente.
- Il giudicato relativo a un'annualità d'imposta diversa non si estende automaticamente ad altri periodi fiscali: occorre verificare se il rapporto giuridico e i fatti rilevanti siano effettivamente identici.
- In materia di IVA, il giudicato nazionale non può impedire l'applicazione di norme imperative dell'Unione europea, soprattutto quando sia necessario contrastare frodi o abusi del diritto.
- La Corte di cassazione può qualificare giuridicamente i fatti già accertati dai giudici di merito e fondare la decisione su una ragione giuridica diversa da quella prospettata dalla parte, senza svolgere nuove indagini di fatto né modificare domanda o eccezioni.
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