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Regolamento

R.R. Puglia 7/2021

Istituzione del energetico regionale

Normativa regionaleR.R. Puglia 7/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento attua la l.r. Puglia 42/2019 e disciplina accesso, funzionamento e contributi del Reddito energetico regionale per impianti rinnovabili. Prevede contributi a fondo perduto fino a 6.000 euro, o 8.500 euro per i condomìni con accumulo, con autoconsumo gratuito e cessione alla Regione dei crediti GSE. Vige in Puglia dal 6 settembre 2021.

Istituzione e disciplina del Reddito energetico regionale pugliese

Reddito energetico regionale pugliese

Il regolamento disciplina, per la Regione Puglia, l’attuazione della legge regionale 9 agosto 2019, n. 42 sull’istituzione del Reddito energetico regionale. Definisce modalità di accesso, funzionamento della misura, soggetti beneficiari e caratteristiche degli impianti finanziabili, in coerenza con la normativa nazionale e con le regole ARERA e GSE.

Finalità e impianto della misura

La misura incentiva l’acquisto e l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili da parte dei beneficiari individuati dalla legge regionale. L’aiuto assume la forma di contributo a fondo perduto, finalizzato a favorire autoconsumo, diffusione della produzione distribuita e riduzione dei costi energetici.

Definizioni rilevanti

Ai fini del regolamento assumono rilievo, tra le altre, le seguenti nozioni:

  • nucleo familiare: quello del beneficiario, anche monocomponente, secondo il DPCM n. 159/2013 e la DSU ISEE;
  • richiedente: componente del nucleo in possesso dei requisiti che presenta la domanda; coincide con il beneficiario;
  • condominio: edificio con almeno due unità immobiliari in proprietà esclusiva di soggetti comproprietari delle parti comuni;
  • impianto fotovoltaico connesso in rete, solare termico, solare termo-fotovoltaico e microeolico: definiti come impianti di produzione da fonte solare o eolica connessi alla rete locale;
  • sistema di accumulo: dispositivo integrato con impianto fotovoltaico o microeolico, funzionale allo scambio con la rete;
  • Gestore di rete locale e punto di connessione: soggetti e punti della rete cui si riferiscono connessione e misurazione;
  • Scambio sul posto (SSP): meccanismo regolatorio per la compensazione delle immissioni e dei prelievi;
  • operatore economico: soggetto abilitato e inserito nell’elenco regionale per l’installazione degli impianti.

Beneficiari e ambito territoriale

Possono accedere alla misura i residenti in un comune della Regione Puglia appartenenti a tre categorie:

  • titolari di utenza domestica e di diritti reali su unità abitative indipendenti non in condominio;
  • titolari di utenza domestica e di diritti reali su unità immobiliari in condominio, con installazione consentita su lastrico solare, altre superfici comuni idonee o parti di proprietà individuale;
  • condomìni per le utenze elettriche relative agli impianti a uso condominiale. La disciplina vale esclusivamente nel territorio pugliese.

Funzionamento del contributo e obblighi del beneficiario

Il contributo non viene pagato al richiedente, ma direttamente all’operatore economico scelto dal beneficiario e iscritto nell’elenco regionale. Il beneficiario ha diritto all’autoconsumo gratuito dell’energia prodotta e deve:

  • sottoscrivere convenzione con il GSE per attivare lo Scambio sul posto o il meccanismo sostitutivo eventualmente previsto in futuro;
  • cedere alla Regione gli eventuali crediti maturati verso il GSE a decorrere dall’entrata in esercizio dell’impianto;
  • sottoscrivere una specifica convenzione con la Regione.

Importi finanziabili e limiti di spesa

Nei limiti delle risorse regionali disponibili, sono previsti:

  • per i beneficiari privati di cui alle lettere a) e b): contributo fino a 6.000 euro IVA inclusa per impianti fotovoltaici, solari termo-fotovoltaici o microeolici;
  • per gli stessi beneficiari: fino al 20% del contributo può essere destinato anche a impianti solari termici per acqua calda sanitaria, purché abbinati a uno degli impianti principali;
  • per i condomìni: contributo fino a 6.000 euro IVA inclusa per impianti fotovoltaici, solari termo-fotovoltaici o microeolici a servizio delle utenze condominiali;
  • per i condomìni, se è previsto anche un sistema di accumulo: contributo massimo di 8.500 euro IVA inclusa.

Sono inoltre stabiliti limiti unitari massimi:

  • 2.000 euro + 1.150 euro/kW per impianti fotovoltaici, termo-fotovoltaici ed eolici;
  • 730 euro/m² di superficie solare lorda per impianti solari termici a circolazione forzata;
  • 271 euro/m² di superficie solare lorda per impianti solari termici a circolazione naturale;
  • 1.000 euro/kWh per gli accumuli, con riferimento agli impianti al servizio di condomìni.

Spese ammissibili e oneri a carico del beneficiario

Il contributo copre le spese di acquisto, installazione, connessione, manutenzione e assicurazione degli impianti, comprese le pratiche amministrative e i costi relativi. Restano a carico degli utenti beneficiari:

  • il costo annuo del servizio di misura dell’energia prodotta;
  • l’eventuale disinstallazione dell’impianto;
  • gli oneri e gli obblighi risarcitori in caso di decadenza dal beneficio. In caso di disinstallazione a fine vita, il beneficiario deve presentare alla struttura regionale competente una dichiarazione asseverata di tecnico abilitato che attesti corretto smontaggio e corretto smaltimento o recupero dei materiali.

Inquadramento operativo

La disciplina rinvia per gli aspetti tecnici e regolatori alle disposizioni di ARERA, del GSE e alla normativa nazionale e comunitaria in materia di fonti rinnovabili, autoconsumo e scambio con la rete. Il regolamento istituisce inoltre un elenco regionale degli operatori economici abilitati, cui il beneficiario deve rivolgersi per l’installazione degli impianti.

Decorrenza ed efficacia

Il regolamento è vigente dal 6 settembre 2021 e non contiene nel testo fornito una disciplina transitoria ulteriore. La misura è collegata a una legge regionale ancora formalmente richiamata; nel testo non emergono elementi di abrogazione o cessazione dell’efficacia della disciplina.

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