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Risoluzione

Risoluzione n. 16 del 4/02/2014

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La risoluzione istituisce il codice tributo "PPAA" da usare nel modello "F24 Crediti PP.AA." per compensare crediti certificati verso Pubbliche Amministrazioni, maturati al 31 dicembre 2012, ai sensi dell’art. 28-quinquies del DPR n. 602/1973. Indica le modalità di compilazione del modello, richiama i codici tributo per i pagamenti dovuti e precisa che, se non sono rispettate le condizioni del DM 14 gennaio 2014, i pagamenti contenuti nel modello si considerano non effettuati.

Istituzione del codice tributo PPAA per la compensazione di crediti verso Pubbliche Amministrazioni

Istituzione del codice tributo per la compensazione dei crediti verso Pubbliche Amministrazioni

La risoluzione disciplina l’utilizzo in compensazione, tramite il modello "F24 Crediti PP.AA.", dei crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati al 31 dicembre 2012 nei confronti di Pubbliche Amministrazioni. L’intervento dà attuazione all’articolo 28-quinquies del DPR 29 settembre 1973, n. 602, come introdotto dal decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito dalla legge 6 giugno 2013, n. 64.

Quadro normativo di riferimento

La compensazione dei crediti è ammessa per il pagamento delle somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario, secondo le modalità dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. L’utilizzo è consentito esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 14 gennaio 2014 ha definito le modalità attuative della disciplina. In particolare, l’articolo 2, comma 3, prevede che i crediti certificati utilizzati in compensazione siano identificati da codici istituiti con risoluzione dell’Agenzia delle entrate e indicati nel modello F24 telematico in corrispondenza dell’importo esposto nella colonna "importi a credito compensati". Nel modello devono inoltre essere riportati gli estremi identificativi della certificazione attribuiti dalla piattaforma elettronica di certificazione gestita dal MEF - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.

Codice tributo istituito

Per consentire la compensazione mediante il modello "F24 Crediti PP.AA.", approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 31 gennaio 2014, viene istituito il seguente codice tributo:

  • "PPAA", denominato "Crediti nei confronti di Pubbliche Amministrazioni per il pagamento di somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario - articolo 28-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602".

Modalità di compilazione del modello F24 Crediti PP.AA.

Il codice tributo deve essere indicato nella sezione "Erario" esclusivamente in corrispondenza delle somme riportate nella colonna "importi a credito compensati".

Inoltre:

  • il campo "numero certificazione credito" deve essere valorizzato con il numero della certificazione del credito attribuito dalla piattaforma elettronica di certificazione utilizzata in compensazione;
  • il campo "anno di riferimento" non deve essere valorizzato.

Codici tributo per i pagamenti dovuti

La risoluzione richiama che i codici tributo da utilizzare per il pagamento delle somme dovute in applicazione degli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario sono elencati nell’allegato 1 del decreto ministeriale 14 gennaio 2014 e pubblicati sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Esiti dell’inosservanza delle condizioni previste

Si precisa infine che, qualora una delle condizioni previste dall’articolo 3, comma 1, del decreto ministeriale 14 gennaio 2014 non sia rispettata, tutti i pagamenti contenuti nello stesso modello "F24 Crediti PP.AA." sono considerati non avvenuti.

In tale ipotesi, il soggetto che ha trasmesso telematicamente il modello viene informato mediante apposita ricevuta consultabile attraverso il sito dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

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