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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 12639/2021 del 12/05/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'esclusione dai Percorsi Abilitanti Speciali (PAS) per la classe di concorso 43/A e la cancellazione dalle graduatorie di istituto di terza fascia per le classi 43/A e 50/A. La questione centrale era se il diploma di laurea del vecchio ordinamento in "discipline dell'arte, della musica e dello spettacolo" (DAMS), equiparato dall'Università di Bologna alla laurea specialistica 73/S (discipline teatrali), fosse titolo valido per l'accesso all'insegnamento e per i PAS, considerando anche successivi esami integrativi e crediti acquisiti dalla ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto inammissibili vari motivi per difetto di specificità nella censura e perché si basavano su atti amministrativi o pareri (decreti ministeriali e decreti interministeriali) la cui interpretazione non è sindacabile direttamente in cassazione nella forma proposta. Inoltre è stata rilevata novità della questione relativa all'eventuale efficacia dell'abilitazione ottenuta successivamente (art. 4, co. 2-bis DL 115/2005) e la mancata indicazione, nel ricorso per cassazione, degli atti di merito in cui tale questione sarebbe stata dedotta. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata alle spese processuali.

Norme richiamate

  • Decreto interministeriale 9 luglio 2009 (tabella equiparazione titoli)

    La Corte ha ritenuto che il D.I. di equiparazione valeva ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici e non implicitamente per l'accesso all'insegnamento salvo diversa previsione normativa specifica.

  • Decreto interministeriale 5 maggio 2004 (tabella equiparazione precedente)

    Analogamente al D.I. 2009, è atto di equiparazione finalizzato ai concorsi pubblici; la sua interpretazione non può essere impugnata in cassazione come se fosse norma regolamentare.

  • D.M. 39/1998

    Prevedeva che la laurea in DAMS fosse titolo ammesso per la classe 43/A solo se conseguita entro l'anno accademico 1986/1987; quindi il titolo DAMS della ricorrente non risultava automaticamente idoneo per l'insegnamento.

  • D.M. 22/2005

    Stabilisce per le classi 43/A e 50/A la necessità della laurea specialistica 73 e l'acquisizione di almeno 80 crediti in settori indicati; il possesso della sola equiparazione universitaria non sostituisce automaticamente questi requisiti se non risulta conforme al regolamento per l'insegnamento.

  • D.M. 13 giugno 2007 n.131 (Regolamento supplenze e graduatorie)

    Precisa che i titoli per la III fascia delle graduatorie sono quelli stabiliti dal vigente ordinamento per l'accesso ai corrispondenti posti di ruolo; quindi l'iscrizione in graduatoria dipende dal possesso del titolo previsto per l'insegnamento.

  • Decreto Direttoriale 25 luglio 2013 n.58 (regolamento PAS)

    Richiama il D.I. 9 luglio 2009 nelle premesse ma la Corte ha osservato che il decreto direttoriale è un atto amministrativo la cui interpretazione non può essere impugnata direttamente in cassazione come vizio di diritto.

  • D.L. 3 novembre 2005 n.115, art.4, comma 2-bis (convertito)

    Prevede che nel caso di superamento delle prove scritte e orali previste dal bando, l'abilitazione consegua ad ogni effetto anche se l'ammissione sia dipesa da provvedimenti giurisdizionali; la Corte ha ritenuto la questione inammissibile per novità poiché non adeguatamente dedotta in giudizio di merito.

  • Legge 19 novembre 1990 n.341; Legge 15 maggio 1997 n.127 art.95 lett. a); D.L. 3 novembre 1999 n.509; D.M. 270/2004

    Riferimenti al quadro normativo universitario citati dalla ricorrente; la Corte ha rilevato che le doglianze su tali norme non sono state articolate con la specificità richiesta, rendendo i relativi motivi inammissibili.

Massime di principio

  • Le equiparazioni tra titoli universitari operate con decreti interministeriali sono finalizzate alla partecipazione ai concorsi pubblici e non valgono automaticamente come titoli per l'accesso all'insegnamento, salvo espressa previsione normativa.
  • Per accedere alle graduatorie di istituto e ai PAS occorre possedere i titoli e i requisiti previsti dalla normativa specifica sull'insegnamento (es. DM 22/2005), compresi eventuali crediti e limiti temporali; una equiparazione universitaria non sostituisce automaticamente tali prescrizioni.
  • In sede di cassazione il ricorso deve essere specifico: il ricorrente deve indicare le norme ritenute violate, confrontarle punto per punto con le affermazioni della sentenza impugnata e richiamare gli atti del giudizio di merito in cui la questione è stata proposta; altrimenti i motivi sono inammissibili per difetto di specificità.
  • Non è possibile, in cassazione, impugnare direttamente l'interpretazione di atti amministrativi o pareri (decreti ministeriali/direttoriali) come se fossero norme di diritto; tali censure sono inammissibili se non fondate su violazione di norme primarie suscettibili di sindacato.
  • Questione di fatto o novità rilevanti (es. acquisizione successiva dell'abilitazione) devono essere state dedotte e documentate nei precedenti gradi di giudizio; altrimenti la Cassazione può dichiarare il motivo inammissibile per novità.

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